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Motivazioni

 

la lettera ai sostenitori

regolamento

Il sostegno a distanza  perché:

 

è un gesto di solidarietà

in un mondo che punta sull’apparire sperimentiamo la gioia di scelte

che esprimono la parte migliore di noi stessi: essere vicini a chi è nel bisogno.

 

è un gesto di condivisione

in un mondo che parla di globalizzazione è un modo per aiutare un bambino a crescere nel suo contesto familiare favorendo l’educazione, la salute e l’alimentazione

 

è un gesto che ci coinvolge

ci porta a  riflettere sulla vita, sui nostri stili di vita e sull’uso che facciamo di tutto quello che ci circonda

 

è un gesto che lascia un segno

ha senso se ci costa qualcosa, ovvero, non se doniamo il superfluo, ma in spirito di fratellanza ha maggior valore se ci chiede qualche sacrificio

 

è un gesto di speranza

un futuro migliore per quel bambino, la sua famiglia e anche per noi che attraverso questi piccoli gesti scopriamo che un mondo migliore è possibile e sta crescendo

 

Il sostegno a distanza: una scelta per la vita

 

   Il sostegno a distanza viene comunemente definito come il gesto concreto di aiuto ad un progetto che vede al centro degli aiuti il bambino di un altro continente o comunque di un paese lontano, figura fragile e maggiormente bisognosa di assistenza. Bambini che, pur vivendo nella precarietà quotidiana, ora hanno la concreta possibilità di sperare in un futuro migliore, grazie all’aiuto che ricevono costantemente attraverso i progetti di sostegno a loro dedicati.

    Il sostegno a distanza ha come finalità principale proprio quella di aiutare chi vive, dove quello che per noi è scontato e superfluo, per loro rappresenta ogni giorno una dura conquista.

Un aiuto che vuole concretizzarsi sul posto, affinché le nuove generazioni possano avere la possibilità di cambiare la loro condizione senza fuggirne; dare loro dei mezzi e delle occasioni per crescere significa renderle capaci di vincere la povertà, rispettando la loro cultura, le loro tradizioni, e la loro dignità di esseri umani.

    Il sostegno è una meravigliosa opportunità di altruismo che si può vivere anche a diecimila chilometri di distanza senza scalfire la gioia e la trepidazione della condivisione. Sapere che qualcuno, grazie a te, oggi può cambiare la propria vita, anche se non avrai mai la possibilità di incontrarlo personalmente o di sentirti dire un grazie, non può che riempirti comunque il cuore di grande felicità per un gesto d’amore compiuto verso il prossimo.

    Non si deve dimenticare che all’aiuto economico si affianca sempre il diretto intervento del Missionario che, con gestione sapiente e oculata cerca di coordinare gli interventi di assistenza e farli funzionare nel modo migliore possibile. 

   Papa Giovanni Paolo II  nella Lettera Apostolica “All’inizio del nuovo millennio”  ci fa riflettere sul nostro mondo caratterizzato dalle molteplici contraddizioni di una crescita economica, culturale, tecnologica che offre a pochi fortunati grandi possibilità, lasciando milioni e milioni di persone non solo ai margini del progresso, ma alle prese con condizioni di vita ben al di sotto del minimo dovuto alla dignità umana.

    Si chiede preoccupato il Pontefice:

“E’ possibile che nel nostro tempo ci sia ancora chi muore di fame?

Chi resta condannato all’analfabetismo?

Chi manca delle cure mediche più elementari?

Chi non ha una casa dove ripararsi?”

   E lancia una proposta concreta: “E’ l’ora di una nuova “fantasia della carità” che si dispieghi non tanto e non solo nell’efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione”.