Alcuni mesi fa fra Eric ed io vi abbiamo fatto sapere il lavoro organizzato in stretta collaborazione tra l’ospedale statale di Zouan-Hounien e noi, frati cappuccini, per l’assistenza medica e le cure dei malati dell’ulcera di burulì della nostra vasta zona. Vogliamo ora rendervi conto e fare il punto della situazione dopo qualche mese di attività.
 
Grazie alla riabilitazione essenziale di un padiglione con alcuni locali all’interno dell’ospedale alcuni malati sono stati accolti, medicati regolarmente, seguiti quotidianamente dal personale del ‘Programma nazionale di lotta contro la piaga di buruli’.
Abbiamo potuto mettere a disposizione del personale sanitario il 1° stock di materiale e medicine appropriati alla cura dell’ulcera di buruli per il valore di 2.452.545F CFA, equivalenti a 3.738,88 euro. La Provvidenza, tra l’altro, ha inviato nella comunità delle suore che risiedono in parrocchia, una religiosa infermiera: Suor Blandine! Il vantaggio d’avere questa suora, infermiera di professione, che s’è già inserita nell’ospedale statale di Zouan-Hounien, è enorme e duplice: innanzitutto per il fatto che è ivoriana, originaria proprio di questa regione (e quindi parla la lingua “yacouba” con i malati che non si esprimono in francese) e, poi, perchè è stata designata dal Direttore del Distretto Sanitario sia per far da tramite tra l’ospedale e noi, frati cappuccini, suoi partenairs, sia per gestire il materiale vario man mano che è necessario per le cure dei malati di buruli (materiale propriamente sanitario e materiale d’igiene per i locali dove vengono fatte le medicazioni). La presenza della suora è per noi una grande sicurezza e garanzia che tutto quanto possiamo acquistare con regolarità, perchè voi lo rendete possibile con i vostri versamenti, e che possiamo mettere a disposizione, affinchè ci sia sempre tutto il necessario per curare i malati, venga effettivamente utilizzato a beneficio dei malati… senza che prenda altre vie!
 
Dobbiamo dire, onestamente, che questo servizio a Zouan-Hounien è iniziato da parte nostra con molta decisione e fermezza… ma, purtroppo, con una certa timidezza, sfiducia e forse anche diffidenza da parte dei malati che, comunque, sono sempre numerosi nei villaggi.
Le statistiche dell’ospedale, infatti, dalla ripresa del servizio registrano fino ad oggi poco più di una decina di malati dell’ulcera di buruli che sono stati curati in modo appropriato dal personale sanitario. Di questi malati otto sono bambini tra i 3 e i 12 anni; gli altri quattro sono giovani e adulti. Di questi dodici malati 3 sono tuttora in cura all’ospedale di Zouan-Hounien e 7 sono stati inviati, sempre grazie ai vostri aiuti, accompagnati da uno dei loro parenti, nei centri specializzati di Adzopé o di Zoukougbeu, poichè hanno bisogno di interventi chirurgici per il trapianto della pelle. Questi centri, cui facciamo riferimento ormai da anni, sono gestiti da religiose infermiere che collaborano con personale locale specializzato, soprattutto chirurghi. Uno di questi bambini, dopo l’intervento chirurgico e le cure dispensate, è già tornato guarito in famiglia!
 
Dopo questo inizio un po’ titubante abbiamo pensato che sia molto importante, addirittura indispensabile, passare ad una terza fase, quella che richiede tanta energia, tempo e … mezzi, ma che susciterà sicuramente fiducia nei malati e nella gente così che possano recarsi all’ospedale nella certezza d’essere assistiti e curati.
Si tratta, cioè, di visitare le popolazioni, passando di villaggio in villaggio, per sensibilizzarle a prevenire la formazione di piaghe che possono rivelarsi devastanti. In altre parole si vuole “arrivare in tempo” nei villaggi sparsi qua e la nella zona forestale, percorrendo piste e sentieri impervi, per intervenire in fretta appena la malattia si manifesta con i suoi sintomi caratteristici: noduli, placche, edemi, ulcerazioni della pelle, ecc.
 
Con riconoscenza,
 
I frati Eric e Oliviero