Zouan-Hounien: 24 febbraio – 16 Marzo 2011

Carissimi amici mi faccio vivo con queste poche righe per informarvi sulla situazione che viviamo a Zouan-Hounien.
In questi giorni a Z.H. siamo rimasti in due, fra Patrizio e io, fra Gianluigi. Da domenica, 7 marzo, la ripresa di scontri armati è scongiurata. Da 9 giorni Toulepleu è sotto controllo delle forze nuove (i ribelli). Toulepleu è una città a 50 km da Z.H. Gli scontri continueranno, nei prossimi giorni, a Blolequin, una città a 120 km da noi. Le forze nuove proseguono il loro cammino sempre più a sud per conquistare il resto della Costa d’Avorio. Toulepleu era veramente un posto molto importante per i governativi. Vi erano molte armi e molte munizioni. Non sembra che i governativi, per il momento, possano contrattaccare.
A Abidjan la situazione è difficile. Le forze nuove presenti in alcuni quartieri, dall’inizio del mese di febbraio, stanno cercando di accerchiare la città. Sembra di essere più al sicuro a Z.H.
Gli scontri militari a Z.H. sono iniziati giovedì 24.2.11. Mercoledì sera alle21 dei camioncini con ragazzi tra 15 e 25 anni sono arrivati a Z.H. Con i loro canti e i loro tam-tam davano l’impressione di essere più pronti a sostenere un incontro di calcio più che un attacco militare. Alle 5 del mattino successivo le armi hanno cominciato a crepitare. Dopo 5 ore sul terreno erano rimasti 87 giovani (secondo informazioni avute sul luogo). Un centinaio di giovani: superstiti e nuovi arrivati, militari e gendarmi, nelle ore successive, si sono ritirati a Toulepleu.
Alle 13 abbiamo lasciato la missione. Eravamo 18 persone in tre macchine: 4 frati, 2 suore, 3 insegnanti della scuola di sartoria e di economia domestica, 3 tecnici della cooperativa Coopafan con mogli o sorelle e 3 vicini . Fra Patrizio e io ci siamo fermati a Duekoue, alla missione cattolica e il giorno dopo siamo andati a Man. Fra Eric e fra Joseph con il resto del convoglio sono scesi a Abidjan. Man è il capoluogo della nostra regione. Si trova a 120 km a nord di Z.H. Alcuni italiani del movimento dei “Focolarini” ci hanno accolto a braccia aperte. Due preti del movimento gestiscono una parrocchia della città e il centro del movimento segue i propri adepti presenti in diverse città nei paesi dell’Africa dell’ovest. I nostri superiori , in un primo momento, volevano che scendessimo a Abidjan, poi hanno accettato che restassimo a Man.
Da Man,in pieno territorio controllato dalle Forze nuove, siamo scesi a Z.H. le domeniche e i mercoledì successivi. Dalla domenica 6 marzo ci troviamo a Z.H. Alcuni giorni prima della ripresa dei combattimenti avevo presentato alle autorità militari dei due campi avversi il progetto sostenuto dal PNUD (agenzia dell’ONU per lo sviluppo dei popoli) per circa 7300 responsabili di famiglie. Il progetto prevede la distribuzione di sementi di riso, mais, legumi e la supervisione tecnica dei beneficiari. La cooperativa deve fornire 90 tonnellate circa di sementi. Ci siamo riusciti per il momento a preparane quasi la metà e a metterle al sicuro a Man. Fino ad oggi non abbiamo avuto alcun problema con nessuna formazione militare. Aver informato le forze militari di ogni luogo e aver chiesto il permesso prima di ogni spostamento ci ha procurato stima e rispetto di ognuno.
Per gli abitanti di Z.H. gli spostamenti in luoghi più sicuri sono cominciati con il primo turno delle elezioni del 31.10.2010. Il più importante di questi è sicuramente quello avvenuto all’occasione degli ultimi scontri militari. L’80 per cento circa della gente è fuggita. In Liberia in questi ultimi giorni i rifugiati sono stimati a circa 70.000: sono arrivati dalle province di Z.H. e Toulepleu. La loro situazione è molto critica. Sono ammassati in luoghi di fortuna al riparo di tettoie fatte di larghe foglie. La mancanza di acqua potabile e di medicine li lascia in balia soprattutto di malattie intestinali e della pelle. Il cibo è scarso e molto caro. I villaggi e le città in Liberia lungo il confine sono rari e poco abitati.
Le istituzioni internazionali e soprattutto l’HCR (Alto Commissariato per i Rifugiati) propongono campi profughi vicini a grandi città. Coloro che non accettano tornano in Costa d’Avorio; in un primo momento nei villaggi frontalieri e poi nei villaggi d’origine.
A una settimana dal termine degli scontri militari, i villaggi vicini a Toulepleu sono spopolati. Più ci si allontana più i villaggi sono abitati. I villaggi all’altro estremo della provincia di Z.H. sono popolati all’80%. A Z.H. la perdita dei raccolti e dei beni personali può aggirarsi intorno al 50%, a Toulepleu intorno al 100%. Gli spostamenti repentini non hanno permesso a volte la raccolta di cereali o delle piante perenni quali il caffè o il cacao. In altri casi i raccolti o i beni lasciati sono stati rubati al passaggio di formazioni militari o da persone organizzatesi in atti di sciacallaggio. I periodi trascorsi in Liberia nelle condizioni già descritte sopra presentano una situazione allarmante. Le riserve di riso e i ricavi avuti dalla vendita di cacao e caffè sono quasi esaurite.
Gli infermieri rimasti nei due ospedali rurali e nei sedici dispensari sono solo 3. Gli agenti sanitari continuano il loro lavoro grazie a medicine inviate dall’UNICEF per i periodi di urgenza. Le agenzie dell’ONU: PAM. PNUD, UNICEF; e le ONG internazionali: C.I.C.R., A.C.F., Medici senza frontiere, sono pronti a tornare sul territorio. I loro propositi sono di riprendere in mano la sanità e aiutare la gente ad arrivare alla autosufficienza alimentare e dove è necessario distribuire cibo.

Vorrei accennare ad alcuni settori dove noi frati cappuccini possiamo intervenire a Z.H. in questa situazione difficile.

Come accennato sopra la nostra Onlus “Frati Minori Cappuccini” in collaborazione con i tecnici della cooperativa Coopafan è pronta a firmare una convenzione con il PNUD per la distribuzione di sementi. La cooperativa Coopafan è nata nell’ottobre 2005 dalla volontà di 4.800 beneficiari di progetti agricoli nelle annate 2004 e 2005. Per sostenere il progetto con una durata di 6 mesi e che con ogni probabilità sarà portata a un anno occorrerà un aiuto di 1.500 euro al mese e quindi di 18.000 euro in un anno.
L’agenzia con un finanziamento di circa 100.000 euro garantisce l’acquisto di sementi e il salario di una parte del personale. Il resto del personale e le spese correnti sono in carico alla cooperativa. Anche in questa ultima campagna la cooperativa ha dovuto vivere con mezzi finanziari venuti dall’Europa. In effetti la paura di perdere il frutto del proprio lavoro ha spinto la grande maggioranza della gente a svendere i prodotti agricoli a commercianti locali.
Un secondo intervento è possibile nel settore delle operazioni chirurgiche. A volte è bastato 50 euro per completare i soldi degli interessati e riuscire ad avere i soldi tra i 150 e i 300 euro per ritrovare la salute(appendiciti, ernie e tagli cesarei). Per l’anno in corso si prevede una somma di 30.000 per interventi chirurgici urgenti.
Un terzo intervento è possibile verso i neonati : latte in polvere per gli orfani e un aiuto per le mamme con bambini che soffrono malnutrizione. A 50 km c’è un ospedale per questi casi ma una mamma per vivere in quella città per un mese ha bisogno di 90 euro. 20.000 sarebbero necessari per aver il latte necessario e per occuparsi dei primi casi di malnutrizione.
Un quarto intervento è possibile verso ragazze madri o vedove. L’aiuto verso queste persone prevede in un primo momento cibo e medicine. L’aiuto ulteriore sarà devoluto per permettere alla donna di prendersi a carico. 10.000 euro potrebbe essere sufficiente per un buon numero di persone in queste difficoltà.
Infine urgente è anche l’aiuto a persone con handicap fisico. Gli spostamenti di questi mesi hanno messo a dura prova i tutori di molti. Con 5.000 euro 20 persone circa potrebbero camminare speditamente o ricominciare a camminare.
I problemi in Costa d’Avorio non sono pochi. Uno fra questi è la chiusura delle banche dalla fine di febbraio. Stiamo informandoci su come attivare circuiti alternativi. A questo proposito penso che la cosa più importante sia il sostegno del Padre eterno, poi avere i soldi e infine trasferirli da noi.
In questa occasione vorrei ringraziare per gli aiuti spirituali e finanziari ricevuti dal Centro missionario dei frati cappuccini di Musocco, la Onlus “Progetto Sorriso” di Brescia, la Comunità di San Fermo di Bergamo, i gruppi missionari di Nembro, di Vertova, dei frati cappuccini di Cerro Maggiore, della parrocchia “Sacro Cuore di Brescia, di P.le Velasquez di Milano. Grazie anche a tante famiglie e amici che in modo costante ci accompagnano sostenendo progetti o persone in difficoltà.

                                   fra Gianluigi e i frati cappuccini di Zouan-Hounien





 - vedi l’intervista a fra Gianluigi durante il suo soggiorno in Italia nel 2010


  - le immagini sono inerenti ai progetti di sostegno alle popolazioni della zona di Zouan-Hounien: