La Custodia della Costa d’Avorio
 
Un “sogno meraviglioso“ che si deve ancora realizzare
 
Da 35 anni i missionari cappuccini si trovano in Costa d’Avorio.
Oltre ad aver portato avanti numerosi progetti a favore della popolazione,
si trovano oggi a condividere l’incerto destino di un Paese che,
dopo anni di prosperità, ha vissuto un lungo e duro periodo buio
il cui futuro è ancora incerto.
a cura di fra Antonio Forchini
Custode in Costa d’Avorio
 
 
Il contesto politico ed economico della Costa d’Avorio
 Il Paese della Costa d’Avorio ha vissuto ultimamente un «sogno meraviglioso», una democrazia palpabile.
Parlo delle elezioni desiderate da cinque anni e rinviate per ben sei volte, le elezioni al parere di qualche esperto le più costose del mondo a livello di soldi, ma anche il frutto di un lungo processo verso la pace e la vera democrazia. Dico veramente una gioia che si leggeva sul volto della gente. Il 31 ottobre scorso oltre 84% della popolazione è andata a votare con le nuove carte di identità e carte elettorali che sono costate tante riunioni e soldi. Si vedeva come la popolazione intera voleva girare la pagina su questa crisi che in verità risale a 11 anni fa con il primo colpo di stato.
Al secondo turno ancora tutto bene, ma i toni si levano da una parte e dall’altra (Laurent Gbagbo, il presidente in carica e Alassane Dramane Ouattara) accusandosi reciprocamente sul passato, sulla guerra, sui colpi di stato ecc. Ma nei giorni che seguono si segnalano qua e là incidenti sia a Abidjan, la capitale, che all’interno. La domenica 28 novembre almeno il 71% degli elettori torna alle urne.
I risultati provvisori dichiarando Alassane Ouattara vincitore con il 54,1% e Gbagbo perdente con il 45,9%.
A dicembre si annuncia un risultato totalmente opposto avendo eliminato quasi tutte le zone dell’ex ribellione per irregolarità: i nuovi risultati definitivi danno Gbagbo vincitore con il 51,45% e Alassaneperdente con il 48,55%. Nei giorni seguenti ci sarà l’investitura del nuovo presidenterieletto, l’opposizione con un’altro eletto e il paese è diviso ora più di prima. Il popolo ivoriano non merita una storia cositravagliata.
Il Paese, indipendente dalla Francia dal 1960, è seguito da vent’anni di prosperità economica per il paese chiamato la Svizzera dell’Africa dell’Ovest con primati mondiali nel cacao e caffé. Negli anni ‘90inizia una profonda crisi economica; nel 1999 inizia la sventura dei colpi di stato e l’anno successivo Laurent Gbagbo diventa presidente dopo tre giorni di situazione caotica con scontri tra l’esercito e la folla scesa in piazza. Nel Novembre 2001 si celebra il Forum della riconciliazione per togliere le tensioni tra politici ed esercito, ma nel 2002 abbiamo un altro colpo di stato che degenera poi in guerra civile edivisione del paese in due parti: nord e sud. Seguono tanti accordi di pace fino ad arrivare alla situazione attuale con le recenti elezioni. Speriamo che l’amore alla nazione crei ancora possibilità di dialogo.
La Chiesa è nata prima della nazione ivoriana come stato moderno. Già nel 1895 c’erano i primi missionari che hanno evangelizzato il paese dando priorità alla scuola e alla salute.
La Chiesa ivoriana è molto attiva e numerosa; nel novembre 2009 con il rinvio delle elezioni i vescovi hanno scritto una lunga lettera sul comportamento da tenere e l’invito ad accelerare questo processodemocratico per la forte crisi morale, economica e sociale soprattutto dei tanti giovani disoccupati. I religiosi nelle loro riunioni cercano di parlare di pace; la Chiesa ivoriana in questo lungo periodo non ha mai smesso di pregare per la pace e anche sperare nella riconciliazione.
 
La presenza dei frati cappuccini
Per quanto riguarda la presenza dei frati cappuccini, in questi anni l’opera del Centro della piaga di Burulì è andata avanti con molto impegno fino a continuare in modo diverso all’ospedale di Zouan-Hounien,Adzopé e Abidjan; così come l’attività del sostegno a distanza ; nel febbraio 2008 dopo tanti contatti e domande scritte durate almeno due anni siamo finalmente riconosciuti come ONG dallo stato ivoriano per avere così più facilitazioni riguardo ai container, viaggi, tasse, carte di soggiorno.
La nostra presenza in Costa d’Avorio è iniziata nel 1976 e attualmente ci troviamo in tre località: Zouan Hounien, Alépé, e Abidjan. Angré è scelto come luogo per la formazione speciale e professionale e allora si impone una ristrutturazione del piccolo convento.
La Costa d’Avorio ha più di 20 milioni di abitanti, 19 regioni, 15 diocesi, 4 province ecclesiastiche, 36 congregazioni maschili e una ottantina femminili di cui una sessantina a Abidjan. In questi grandi numeri noi siamo sempre un piccolo gruppo di missionari italiani e di giovani ivoriani. Abbiamo un buon gruppo di frati ivoriani in formazione iniziale (14) ed abbiamo raggiunto una certa stabilità con l’aiuto del Camerun e pure una migliore organizzazione dei progetti del sostegno a distanza con il coordinamento del Centro Missionario di Milano.
Stiamo cercando la collaborazione anche con le altre Province: che il carisma francescano-cappuccino di fraternità pluraliste in nazionalità e cultura possano essere un segno per il paese in cui viviamo e per il mondo intero.
 
nell’immagine fra Zacharie Kolantrin in Costa D’Avorio: