La Delegazione della Thailandia

Una preziosa presenza in terra buddista

La Thailandia sta vivendo una forte crisi politica e sociale di cui sono eco numerose piaghe: droga, prostituzione e corruzione. In questo difficile contesto la estimonianza cattolica dei missionari cappuccini è discreta, ma nel contempo determinata nel portare con rispetto il suo messaggio e aiutare in particolare le povere popolazioni del Nord del Paese.

a cura di fra Giovanni Cropelli  

Superiore della Thailandia

 

 

La Thailandia: un paese con tanti problemi
“L’ingiustizia sociale, percepita da larghe fasce di popolazione, e la corruzione sono i due fattori principali per spiegare la presente crisi politica e sociale in Thailandia”: è quanto afferma in un colloquio con l’agenzia Fides mons. Louis Chamniern Santisukniran, arcivescovo di Tharae-Nonseng, e presidente della Conferenza episcopale thailandese. A questo vescovo si unisce anche il vescovo di Ratchaburi Mons. Giovanni Bosco Panya con una coraggiosa “Lettera alla Chiesa Thailandese” del mese di Dicembre scorso dove parla di “diversi tipi di male” che influiscono sul mondo thai come appunto “la mancanza di stabilità politica, un’elevata corruzione di coloro che detengono il potere al governo, ingiustizia sociale, contrapposizioni violente, aumento dei profughi, il commercio di persone umane, l’aborto, un enorme numero di bambini abbandonati, aumento della delinquenza giovanile, la grande piaga della prostituzione e violenza sessuale, alcolismo, droga ecc.” La Thailandia, con i suoi circa 65 milioni di abitanti di cui il 66% dediti all’agricoltura, in questo ultimo decennio ha visto aumentare i problemi dovuti ad una rapidissima industrializzazione e secolarizzazione legate ad un forte consumismo e materialismo che stanno avendo un grosso impatto sulla vita spirituale dei Thailandesi un tempo molto ricca di valori. In tutta questa serie di cambiamenti, il potere ed il denaro fanno da padroni indiscussi. La prima vittima di questa grande crisi di valori è la famiglia con un forte incremento di separazioni e divorzi; altro gravissimo problema legato alla famiglia e alla dignità della persona umana è la politica del controllo delle nascite con procedimenti di sterilizzazione gratuita o distribuzione di profilattici e pillole anticoncezionali o abortive a raggio nazionale. La mancanza di una famiglia sana e di un’educazione di base generano poi grossi problemi la prostituzione e il commercio dei bambini molti dei quali vengono uccisi per la vendita dei loro organi. L’aspetto più vergognoso del turismo sessuale è proprio quello legato alla prostituzione minorile. Sono circa due milioni i minori al di sotto dei quindici anni costretti a prostituirsi. Questo orribile commercio avviene quasi sempre con la complicità delle autorità. Il perché è presto detto: il turismo sessuale in Thailandia ha triplicato il numero di turisti.
La Thailandia, infine, situata nel “triangolo d’oro della droga” insieme a Laos e Birmania, è costantemente lacerata anche da questa profondissima piaga che coinvolge soprattutto i giovani.

I cattolici e la presenza cappuccina

La Chiesa cattolica in Thailandia è suddivisa in 2 arcidiocesi e 8 diocesi. In questi ultimi anni i vescovi delle rispettive diocesi sono stati in gran parte sostituiti da vescovi relativamente giovani e quindi desiderosi di attuare un forte rinnovamento in una terra dove il 95% della popolazione è buddista, il 4% mussulmana, lo 0,5% cattolica e il rimanente formato da varie confessioni protestanti.
L’attività missionaria della Chiesa Thailandese segue due grandi direttrici: da una parte cura il contatto con il mondo thailandese buddista, che esige un approccio molto lungo, rispettoso e delicato, 22 per liberare il cuore thailandese dalle paure e dai dubbi che ancora sussistono. Dall’altra, soprattutto attraverso l’opera dei missionari, la Chiesa lavora tra le minoranze tribali del Nord. Sono gruppi ancora seminomadi, con una lingua propria, in parte non ancora registrati all’anagrafe e stanno attraversando una fase di grande cambiamento culturale, perché devono inserirsi nel mondo moderno e nella società thailandese, più sviluppata dal punto di vista socio-economico. La crisi tocca in modo forte e profondo anche il Buddismo che vede i propri templi sempre più abbandonati dalle nuove generazioni di giovani; la stragrande maggioranza dei monaci buddisti si fanno monaci per qualche settimana unicamente col fine di “acquistare meriti” per sé e per la propria famiglia per poi abbandonare il loro stato e continuare il lavoro, gli studi universitari o intraprendere la carriera militare dalla quale possono assicurarsi una paga mensile sicura. Per quanto riguarda l’Islam, presente soprattutto nel Sud del paese al confine con la Malesia, sta aumentando in modo drammatico l’azione terroristica dei fondamentalisti. I gruppi protestanti sono causa di divisioni all’interno di villaggi cattolici. In questi villaggi fanno opera di proselitismo “comprando” letteralmente la fede delle persone offrendo in cambio denaro, facilitazioni economiche ecc. La Chiesa Cattolica thailandese sta facendo dei grossi sforzi per arginare questa ondata di secolarizzazione che ha coinvolto non solo i laici ma anche le congregazioni dei religiosi ed i sacerdoti. La Chiesa stessa quindi ha bisogno di un rinnovamento dall’interno. Tutto ciò fa riflettere sulla qualità dei formatori e della formazione e non tanto sulla quantità dei candidati che sono sempre numerosi, ma spesso con motivazioni vocazionali insufficienti. Il 23 Novembre 2010 abbiamo ringraziato il Signore per i nostri 30 anni di presenza nel Sud-Est asiatico. In questi anni la Delegazione ha fatto un buon cammino. Si sono rafforzati sempre di più i rapporti tra le varie fraternità e tra i frati stessi. In particolare i giovani frati thailandesi stanno dimostrando amore per la nostra vita ed entusiasmo sia nella vita di preghiera che nel servizio ai poveri sentendosi pienamente inseriti nella realtà della Delegazione. Il rapporto tra frati italiani, thailandesi ed indonesiani è buono anche se abbisogna di un costante lavoro ed un’attenzione particolare nel creare rapporti, nell’ascolto vicendevole e nella fiducia reciproca. Tra gli avvenimenti più importanti del triennio passato ricordiamo tre professioni perpetue; 7 professioni semplici e 1 Ordinazione diaconale.
Attualmente tre di questi frati hanno già terminato il curriculum degli studi teologici e si stanno preparando per l’Ordinazione sacerdotale.
I cappuccini sono sempre più coinvolti nella Chiesa locale in varie attività sia all’interno della Conferenza Episcopale, nell’insegnamento al Seminario diocesano, nella predicazione e in un lavoro pastorale a largo raggio che va dalle montagne del Nord fino alle baraccopoli di Bangkok. Nella parrocchia di Nongbuathong, nel nord-est del Paese i quattro confratelli sono responsabili di una parrocchia di circa 600 fedeli che accompagnano nel servizio pastorale ordinario e nella formazione ai sacramenti. Al convento si è affiancato anche la fraternità dell’OFS “P. Pio”. Un’altra attività legata al Convento è quella del “Centro infanzia” che accoglie una 50na. di bambini dai 2-5 anni tutti provenienti da famiglie povere e sostenuti in toto dalle adozioni dall’Italia. I cappuccini collaborano anche con le altre Province e Custodie del Sud-Est asiatico che comprendono: Giappone, Papua Nuova Guinea, Corea del Sud, Filippine, Nuova Zelanda, Malesia – Singapore, Indonesia (tre Province), Thailandia e Timor Est.
Visto il crescente numero dei frati, si è proposto di aprire un’altra casa che non sia più legata alla formazione ma all’attività pastorale. Insieme al Provinciale, dopo aver sentito tutti i frati, si è deciso di aprire la 4ª casa nella diocesi di ChiangMai, tra le tribù del Nord della Thailandia.

Le case di formazione
Davvero grande è il lavoro che stanno facendo i formatori nei nostri due Seminari.
La Delegazione è attualmente costituita da tre fraternità di cui due sono case di formazione e una è una parrocchia. I frati e i giovani in formazione sono in tutto 37.
Le case di formazione sono due: Bangtan e Samphran. Bangtan è l’attuale sede del Seminario Minore Serafico dove si trovano 16 aspiranti e 4 pre-postulanti. L’impegno principale di questa fraternità è la formazione di questi giovani alla nostra vita.
Samphran è sede del Seminario Maggiore Serafico, sede del postulato, noviziato e post-noviziato. Anche per questa fraternità l’impegno principale è la formazione di questi giovani in tutte le loro tappe. Anche qui, oltre alla formazione, ci sono attività pastorali come la predicazione di corsi di formazione, ritiri ed esercizi spirituali ai preti e a diverse Congregazioni religiose, la direzione spirituale e le confessioni.