Costume e società | Cultura
Famiglia Cristiana del 05 maggio 2010
 
"La mia voce per chi non ha voce"
Intervista all’ex voce dei Matia Bazar Antonella Ruggiero, venerdì in concerto a Milano per i bambini di Haiti.

con "Stralunato recital" «Io canto per un fiore, fiore di primavera. Occhi di bambino, quante cose hai visto già, cosa farai stanotte, come sarà il domani. Coraggioso amore, non aver paura. Prego con te in silenzio, mio fiore di speranza». Ci sarà anche questa bellissima canzone, “Occhi di bambino”, nello “Stralunato recital”, il concerto che Antonella Ruggiero farà il 7 maggio al Teatro Rosetum di Milano per sostenere la Fondazione Francesca Rava – N.P.H Italia Onlus, attiva ad Haiti. «È una canzone che ho scritto pensando a tutti i bambini del mondo che hanno già visto orrori che nessuno dovrebbe mai vedere», racconta la cantante.
 
«Di fronte a eventi così terribili come il terremoto che ha colpito Haiti, si resta ammutoliti, disarmati. Da madre, penso alle sofferenze di questi bambini che già vivevano in condizioni spaventose e che dopo questa calamità spesso si sono ritrovati completamente soli». Come è entrata in contatto con la Fondazione Francesca Rava? «Conosco da anni la sua attività: quando si tratta di fare qualcosa per i bambini io sono sempre pronta. Già lo scorso marzo, con altri colleghi come Eugenio Finardi e Andrea Mingardi, ho partecipato sempre a Milano a “Blues for Haiti”, un altro concerto benefico a favore delle popolazioni colpite dal terremoto».

     Quale sarà la destinazione dei fondi raccolti con il concerto? «L’obiettivo principale è la ricostruzione di una scuola di strada distrutta dal sisma. Ma lì i soldi non bastano mai: soprattutto ora che i riflettori dei mezzi di comunicazione si sono spenti, è importante continuare a non far mancare il nostro aiuto». La sua collega Paola Turci con la Fondazione Francesca Rava è stata più volte ad Haiti, dove ha anche cantato. Piacerebbe anche a lei? «Sì, non sono mai stata ad Haiti e sono sicura che sarebbe un’esperienza molto intensa». Lei è sempre stata una grande esploratrice di tutte le tendenze musicali, anche di quelle che arrivano da popoli lontani.

Ma Antonella Ruggiero Conosce la musica di Haiti? «Sì, anche se è molto difficile trovare delle registrazioni perché continua ad essere diffusa soprattutto per via orale. Come in tutte le culture che non sono così legate al denaro come la nostra, gli haitiani attribuiscono alla musica un significato molto profondo: è una vera medicina per l’anima, per alleviare le sofferenze, per sfogarsi, per comunicare con Dio. Sanno che è una delle pochissime cose che nessuno può togliergli: per questo è così preziosa». 


Eugenio Arcidiacono

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