“Maria rimase con lei circa tre mesi”(Lc 1, 56)
Messaggio natalizio di fra Mauro Jöhri,
Ministro generale OFMCap
 
 
Prot. N. 00870/09
Roma, Natale 2009
 
 Cari fratelli,
 Pace e Bene!
 
 
1. NATALE SULL’ISOLA DI GUAM
L’anno scorso, poco prima di Natale, visitando con fr. Mark Schenk, Definitore generale, i nostri fratelli di Australia, Timor Est, Papua Nuova Guinea e Nuova Zelanda, abbiamo concluso il lungo periplo recandoci sull’Isola di Guam. Mancavano pochi giorni a Natale ed abbiamo trovato il nostro convento di Agana Heights addobbato a tutto punto per le festività natalizie.
C’era un grande presepio con tante scene di vita quotidiana e tanta neve finta, proprio là dove fa molto caldo. Non mancavano neppure gli alberi natalizi, le stelle e le grandi figure di angeli filiformi. Anche i corridoi della casa erano addobbati a festa. Ci siamo chiesti che senso potesse avere tutto quello spiegamento di decorazioni natalizie. Arrivati nel bel mezzo della notte dovemmo attendere fino a sera per avere una risposta. Poco dopo le 18.00 incominciarono ad arrivare a frotte gruppi di persone. Famiglie intere con tanti bambini, ma anche autobus con persone di tutte le età. Sul piazzale antistante il convento un gruppo di signore aveva predisposto una serie di tavoli e di sedie, ma soprattutto ogni ben di Dio. Tutti potevano servirsi liberamente di quanto c’era. La gente dopo aver visitato il presepio e quanto d’altro c’era da vedere, si fermava a cena. Fr. Eric, il Ministro Viceprovinciale del tempo, e qualche altro frate rimanevano lì fuori a chiacchierare con gli ospiti fino a tarda sera. In seguito abbiamo saputo che la cena veniva organizzata ogni sera dalla gente di un parrocchia dove i frati prestano il loro servizio.
 
2. GENTE IN MOVIMENTO
L’aver vissuto questo momento per alcune sere e vedendo che la gente non tendeva affatto a diminuire, sono rimasto molto edificato perché ho capito che non si trattava solo di visitare il presepio e poi andarsene, ma la visita al presepio era unita ad un momento di convivialità. E lo stare insieme non poteva mancare. È stato infatti molto bello vedere la gente fermarsi a chiacchierare tra di loro o con i frati e contemporaneamente vedere i bambini scorazzare per il piazzale giocando. Sull’Isola di Guam il Natale lo si prepara anche così. Perché racconto questo?
Per il semplice fatto che ciò mi ha molto colpito e perché ho visto un nesso con i Vangeli dell’infanzia di Gesù. Provate a prendere in mano i primi due capitoli del Vangelo di Luca e vi meraviglierete di quanta gente è in movimento. Angeli inviati dal cielo a Zaccaria, Maria ed ai pastori; Maria che si reca in visita alla cugina Elisabetta; i vicini ed i parenti che si rallegrano per la nascita di Giovanni il Battista; i pastori che decidono di partire senza indugio per andare a Betlemme. Tanta gente semplice che si mette in movimento, anche nel bel mezzo della notte, per la gioia di condividere un evento famigliare inatteso. E nel tempio ci sono Simeone ed Anna che attendono.
 
3. IL DONO DEL PROPRIO TEMPO
Chi parte farà certamente ritorno a casa sua, ma mai senza aver trascorso un tempo insieme. È il caso della Madonna che, dopo essersi recata in fretta verso la regione montagnosa, in una città della Giudea, si ferma per circa tre mesi dalla cugina Elisabetta, ma anche il caso dei pastori venuti a Betlemme, i quali prima di ripartire e riferire tutto ciò che è stato detto loro del bambino, si prendono il tempo di osservare ammirati.
Lo stesso si dice del Natale di Greccio: per l’occasione vennero convocati frati da varie parti, uomini e donne del territorio, e, alla fine arrivò anche Francesco! È bella questa immagine di gente in cammino, ma che anche si ferma, festeggia e celebra la nascita del Bambino o il ricordo di quell’evento (1Cel 85) noncurante del tempo che passa e della notte che si fa sempre più buia.
 
4. LA DISTANZA PIÙ GRANDE
Racconto tutto questo perché vorrei che fosse dato anche a ciascuno di noi di metterci in movimento per il tempo del prossimo Natale. In movimento per andare a trovare qualcuno e condividere con lui un buon momento fraterno. Immagino che la distanza più grande a volte sia proprio quella da cella a cella all’interno della stessa fraternità. C’è un fratello con il quale non parlo più da tempo o con il quale mi limito a dire unicamente il solo necessario.
Fratelli, perché non fare delle prossime feste natalizie l’occasione per andare a  trovare qualcuno che abbiamo trascurato o addirittura evitato? Perché non metterci in cammino verso l’altro per condividere con lui un momento festoso? Dare del tempo a qualcuno e farlo in modo gratuito, senza portare di continuo lo sguardo sull’orologio. Non è solo un gesto di vera fraternità, è un gesto d’amore!
 
5. GESTI NUOVI
Cari fratelli, noi tutti abbiamo bisogno di gesti nuovi, di un po’ di umanità genuina, ma, e questo non è meno importante, ognuno di noi ha la capacità di porre dei gesti del genere. Si dice che la Madonna rimase per circa tre mesi con sua cugina Elisabetta, il che sta a significare che le ha donato del suo tempo. Non vi è mai capitato di provare una profonda delusione perché vi siete molto rallegrati per una visita, ma il vostro amico, dopo avervi salutato, se ne è andato via subito perché non aveva tempo?
Io mi auguro che per Natale in tutte le nostre fraternità ci si prenda il tempo per stare insieme e che si passi dal minimo necessario alla dimensione della gratuità. Ben sappiamo che una visita, del tempo donato gratuitamente, sovente ci rende più felici di non so quale regalo prezioso. Su allora, moviamoci!
Dicendo questo non vorrei mancare di inviare a ciascuno di voi l’augurio vivissimo di un Santo e Buon Natale memori del fatto che “il santissimo Padre celeste, nostro re prima dei secoli, ha mandato dall’alto il suo Figli diletto, ed egli è nato dalla beata Vergine santa Maria” (San Francesco). 
 
                                     Buon Natale!