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Una grande famiglia nelle mani di Dio

Dal 1989 in Brasile, frei Apollonio si dedica con contagiosa passione alle adozioni a distanza che vanno a raggiungere le famiglie più povere ed emarginate delle periferie brasiliane. Ma non solo: oggi vengono adottati anche i “figli di frei Daniele”, piccoli fanciulli già colpiti da una delle malattie più tristi: la lebbra.
E dall’Italia la risposta è generosa
 

Il profeta Isaia, apostrofando solennemente Gerusalemme ricostruita, dice: “Esulta, godi, allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle, rinforza i paletti, perché ti allargherai a destra e sinistra…” ecco perché anch’io, amici e benefattori, vi parlo di adozioni a distanza … sullo slancio di queste parole ispirate.
Ne abbiamo più di 500: un bel numero!
Ho usato il plurale, del resto come potrei da solo seguire tutte queste famiglie disseminate nel vasto territorio della nostra parrocchia alla periferia della città di Belém al Nord del Brasile? Come potrei accompagnarmi sempre e costantemente a tutti questi piccoli che han tanto bisogno di affetto e protezione?

Per questo ho cercato e ho trovato un valido collaboratore che parlando l’italiano e conoscendo bene il portoghese può mantenere meglio i contatti con le famiglie adottanti.È Giuseppe Cravero di Brà (Cn), in Brasile da più di 40 anni spesi tutti nel servire Dio e i fratelli, cominciando dagli indios per finire ai fratelli lebbrosi. Ormai sta con me da un anno e svolge un lavoro certosino di organizzazione e coordinamento. A lui, detto anche Pino, aggiungete alcune persone generose del luogo dotate di un forte spirito di servizio che con noi o senza di noi, visitano periodicamente tutte le famiglie dei bambini in adozione e ci segnalano le novità che possono interessare ai genitori adottanti. Se vi chiedete dove andiamo a trovare questi bambini, vi dico che non ci vuole molto: bastano 15-20 minuti a piedi dal convento per essere immersi in questa realtà di miseria e di molta Vita: questi nostri poveri credono nella Vita, forse anche troppo! Le loro famiglie sono numerose; piccolissimi bambini sbucano da ogni parte, ci assediano, ci abbracciano come possono, a me chiedono la benedizione e qualche furbetto chiede anche un soldo.

Entriamo in queste case, ci sediamo quando troviamo da sederci e parliamo, fingendo indifferenza e ricacciando in gola qualsiasi sentimento di orrore; ci guardiamo attorno, chiediamo informazioni dei loro figli e poi usciamo accompagnati da raccomandazioni e ringraziamenti. La sera facciamo il punto delle nostre visite e il giorno dopo mandiamo il fotografo dove abbiamo trovato la povertà più estrema. Le nostre famiglie abitano in luoghi miserabili dove noi non metteremmo neppure gli animali: uno si chiama Pantanal (pantano) l’altro Tucunduba dal fiumiciattolo omonimo; una volta passava per il lebbrosario di frei Daniele da Samarate, ora è trasformato in una fogna a cielo aperto, l’immenso scarico di tutta questa massa di poveri.
Da un po’ di tempo abbiamo intrapreso un nuovo progetto e si va alla ricerca di quei bambini già malati di lebbra o con qualcuno malato in famiglia; ne abbiamo trovati più di dieci, li abbiamo chiamati “figli di frei Daniele”: quanta sofferenza e quanta tragedia nascondono queste case-catapecchia! Con timore ci siamo chiesti se qualcuno in Italia avrebbe adottato anche questi sfortunati; abbiamo preparato le schede e, Dio sia lodato, la risposta è stata veloce ed entusiasta: non solo sono stati accettati e adottati senza nessun problema, ma ci sono giunte anche altre richieste.

Siano rese grazie al buon Dio che protegge i piccoli e ispira opere meravigliosamente buone a tutti i buoni di questo mondo; nel nostro caso ai buoni dell’Italia nostra!
E così andiamo avanti: le adozioni arriveranno presto a 600! E non ci vorremmo fermare, “chi si ferma è perduto” dicevano gli antichi … del resto sarebbe impossibile fermarsi  con un “comandante” della fama di  frei Daniele.
Il nostro grazie, anche da queste pagine che ci ospitano, a tutte le famiglie che hanno adottato questi piccoli-piccolissimi; il nostro grazie particolarmente a quelli che hanno accettato con gioia i “figli di frei Daniele”; la nostra riconoscenza e preghiera per tutti.