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Caro Mauro,

 

         P. Antonio mi ha passato la tua E Mail e cerco di rispondere per quanto mi compete. Il resto le farà lui.

 

        Riguardo la donazione del’infermiera deceduta, è da un anno che cerco di risolvere il problema della radiografia al Centro. E’ evidente che una radiografia nuova costa un occhio, ma c’è in Francia una ONG che prende dalle cliniche materiale buono, lo mette in funzione, lo istalla e fa anche la formazione del personale in proposito. Penso che possa essere la soluzione. Per questo  ti mando il preventivo. Per quello che costa in più, ho già trovato chi completa. E’ pacifico che sarà messo il nome, come richiesto, senza accennare agli altri donatori.

 

         Il secondo problema è quello di un medico che offre 1000 Euro e vuole sapere…. Alla fine di gennaio è venuto un gruppo chirurgico di Roma per iniziare una nuova attività : le operazione delle sequele del Buruli, che alla fine sono degli handicap piuttosto gravi. Questa attività non è presa in considerazione né dall’OMS, né per conseguenza dal Programma Nazionale e da quelli che lo finanziano. Ma a nostro avviso è di capitale importanza, perché pensiamo che non è normale che si rimandino a casa gli ammalati guariti con handicap invalidanti per tutta la vita quando si potrebbe, con le dovute operazioni chirurgiche, ricuperarli per dar loro un minimo di indipendenza e attitudine al lavoro. Tra l’altro sono tutti bambini dalla più tenera età ai 18 anni.

Quindi l’azione dei medici romani mirava a aprire le porta a questa possibilità. Se ne riparlerà poi a Ginevra su piano internazionale, nella speranza che il nostro esempio spinga tutti (come è già successo per altre attività) a una soluzione.

Cosa c’entra il tuo medico ? Prima di tutto bisogna trovare i fondi per le operazioni, perché è vero che i medici vengono gratis, ma l’attività delle sale operatorie è molto costosa. Sono sempre dei soldi da aggiungere al nostro budjet già troppo pesante. I 1000 Euro potrebbero essere l’inizio del finanziamento per questa nuova attività… In più, questo medico potrebbe essere tra quelli che si offrono per lavorare, mettendosi d’accordo con l’equipe dei romani per fare equipes che vengano con una cetra regolarità..

 

         Sto preparando il rapporto d’attività 2006 per la documentazione che hai chiesto. Vedrò se è necessario fare la traduzione di alcune pagine…

Intanto ti dico quello che è stato perso da parte del Centro :

-         Per il Buruli siamo stati fortunati perché non eravamo andati alla banca e eravamo al minimo in cassa. In pratica c’erano circa 1000 Euro

-         Invece c’erano circa 3000 Euro che erano i risparmi di alcuni lavoratori depositati da me. Questo mi addolora perché è gente per un progetto al che aveva risparmiato con sacrifici, avevano progetti da realizzare e non hanno certo le nostre possibilità per rifarsi…

-         Per P. Antonio, Dino e Gianluigi te ne renderanno conto loro stessi, e penso che è il danno più grosso, tanto più per i soldi della sussistenza dei frati che vegono dal Segretariato.

 

E’ evidente che la sensibilizzazione dei frati per il Buruli è doverosa in quanto è l’attività sociale della custodia e perciò opera di tutti i frati. E’ bene che tutti la conoscano in quanto direttamente o indirettamente sono tutti implicati. Aggiungo che, al di là del fatto economico, quello che è successo indica la precarietà e l’insicurezza in cui viviamo, che non è una ragione per desistere o scoraggiarci, ma al contrario per rimanere e impegnarci sempre di più. Anche questo fa parte del « dare la vita », e questo a me dà tanta gioia e entusiasmo. Penso che è importante pregare per sostenerci in questo, perché alla fine noi siamo qui a nome vostro : è così che ci sentiamo missionari.

 

         Aggiungo a questo proposito alcune testimonianze che dimostrano lo spirito missionario dell’opera. Sono ammalati guariti che nell’occasione della loro partenza dal Centro, scrivono per ringraziare.

« Al momento di lasciare il Centro mi sento in dovere di ringraziare tutta la comunità dei Cappuccini e collaboratori per avermi salvato la vita e per avermi nutrito e curato con tutti i mezzi per ben 592 giorni. Che Dio ve lo renda al centuplo. » (Yao Bernard).

« Con voi non solo sono stato curato e nutrito, ma ho imparato a essere cristiano attraverso le Messe (omelie) e incontri vari nel convento. Prima di venir qui ero disperato e mi sentivo abbandonato da tutti soprattutto quando venivano i dolori della malattia ogni giorno. Più che le cure mediche hanno contribuito alla mia guarigione  la fede, le preghiere e l’amore che avete avuto per me. La mia via è cambiata grazie a Cristo e a voi. Per questo vi ringrazio e non potrò mai dimenticarvi » (Felix).

« Con grande gioia e riconoscenza vengo a voi per ringraziarvi. Prima di essere accolto dai frati Cappuccini ero un uomo solo, isolato, disperato e morente : In più d’avermi dato una famiglia, voi mi avete permesso di avere una doppia guarigione : sono guarito dal Buruli, ma anche spiritualmente perché ho incontrato Gesù Cristo ». (Gneu Julien).

« Ero disperato e voi mi avete dato la speranza di vivere. Non sapevo dove andare con questa mia malattia, voi mi avete accolto, curato gratuitamente e oggi sono guarito grazie a voi. Vi prego di trasmettere i miei infiniti ringraziamenti ai frati e a tutti i vostri collaboratori. » (Gnesson Nelson).

         Oltre queste testiminianze, che mi sembrano significative, vi spiego che gli ammalati di ulcera di Buruli sono convinti che questo male venga dalla maledizione degli stregoni, quindi sono veramente disperati e anche convinti che non guariranno mai. Ho avuto casi in cui l’ammalato ha abbandonato il Centro ed è tornato a morire nel suo villaggio a causa di questo. Quindi è evidente che l’opera della fede è fondamentale per la loro guarigione che comincia il giorno in cui nasce la speranza.

         Un’altra cosa che vorrei sottolineare è che noi siamo una testimonianza di come si amano e curano gli ammalati, soprattutto questi che ancora oggi sono rifiutati dagli ospedali civili. Attualmente è risaputo che solo i religiosi hanno il coraggio di fare questo, mentre i pochi casi di ospedali non confessionali chiedono soldi che gli ammalati non hanno e spesso li lasciano in uno stato di abbandono in cui la malattia peggiora invece di guarire. Concludo alludendo a S. Francesco che cominciò la sua vita di servizio al Signore andando a vivere con i lebbrosi. L’ulcera di Buruli è la nuova lebbra del nostro secolo ed è ben più grave e terribile della calssica lebbra. Il Nostro P. Generale in visita al Centro ha detto che questo convento dato per curare questi bambini, non è perso ma guadagnato.

 

Concludo ringraziandovi per la vostra comprensione. Perdonami tutte le preoccupazioni e grane che ti ho dato. A presto,

 

                                                                           Marco