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La mia è una storia di amore di Dio su di me, come per tutti quelli che lo accolgono e si fidano di lui.
In ogni momento e situazione della mia vita ho toccato con mano come il Signore ama..
Ho toccato con mano come il Signore è fedele: chiama e accompagna continuamente “Io sono con voi tutti i giorni“; arricchisce il nostro lavoro con la forza della sua grazia ed è paziente, accettando i nostri limiti e i nostri tempi.

Sono stato ordinato sacerdote il 28 giugno del 1972 (42 anni fa). Pensavo di partire per la la desiderata missione del Brasile, ma i superiori mi hanno chiesto la disponibilità per la parrocchia di San Francesco di Lecco, occupandomi dei ragazzi, adolescenti, giovani e della catechesi.
Sono stati nove anni meravigliosi: una parrocchia viva, con famiglie molto religiose e con tante persone dedicate alle varie attività parrocchiali.

Hai lavorato per nove anni con i giovani della parrocchia, ora vai a lavorare con i giovani cappuccini“. Così il Padre Provinciale mi ha trasferito al convento di Sondrio come responsabile della fraternità e della formazione dei nostri giovani post-novizi, per cinque anni.
Esperienza totalmente diversa da quella parrocchiale, ma sempre tanto entusiasmante.

Poi altra proposta dei superiori: “Hai sempre desiderato andare in missione, vai a lavorare al centro missionario“.
Altri sei anni intensi al Centro di Coordinamento delle nostre cinque missioni: Brasile, Eritrea, Costa d’Avorio, Camerun e Thailandia.
A me era stato affidato soprattutto l’animazione dei gruppi missionari delle nostre parrocchie, fraternità e luoghi di formazione: mi occupavo dei giovani che desideravano fare un’esperienza in terra di missione. Preparavamo anche molti container da spedire nelle diverse missioni.

Verso la fine di questo mandato, ho partecipato alle feste del Centenario della nostra presenza in Brasile, documentandomi anche con diapositive e articoli.
E così la chiamata missionaria si è fatta di nuovo forte in me e , rientrato in Italia, ho fatto di nuovo la richiesta di andare in missione. Dopo otto mesi è giunta la risposta positiva e il 24 novembre 1994, a quasi 50 anni, sono volato per il lontano Brasile.
Altri 20 anni intensissimi di evangelizzazione e promozione umana: catechesi, numerosissime celebrazioni eucaristiche… Là il missionario si deve anche improvvisare “costruttore edile” per offrire alle comunità più povere le strutture essenziali: chiesa, centro pastorale, scuola, ambulatorio. Sono soddisfatto di essere riuscito ad offrire diverse di queste strutture.
Inizialmente ho lavorato in parrocchia e nella formazione dei postulanti, poi nelle parrocchie distanti 700 chilometri dalla capitale e ho trascorso gli ultimi tre anni a Sao Luis, la capitale dello stato del Maranhao, nel Santuario mariano della Madonna del Carmine, addetto alle confessioni e agli ammalati. Mi piaceva tanto questo ministero, perché anche lì ci sono le “stelle alpine”, persone che fanno un meraviglioso cammino di fede e lottano per la conquista di una vita cristiana coerente.

L’età e il buon numero di frati locali (54 frati sacerdoti, 7 frati professi perpetui, con i novizi e gli studenti raggiungono 101 frati cappuccini autoctoni) mi hanno fatto maturare la scelta di “tornare a casa“, giudicando non più indispensabile la mia presenza.

Ora i superiori m i hanno destinato qui, alla Parrocchia-Santuario di Casalpusterlengo, sotto il manto della Madonna dei Cappuccini.
Vi confesso che mi è piaciuta tanto questa offerta che mi hanno fatto i superiori, per la fraternità che incontro e perché so che è una bella parrocchia; cammineremo e cresceremo insieme nella fede, nel mio carisma di ministro della grazia del Signore.
Secondo le mie possibilità e capacità, cercherò di rendermi utile in quello che mi sarà affidato.

Confido nella vostra preghiera

Fra Antonio Vegetali