Intervento conclusivo della mattinata

 
Con senso di profonda gratitudine prendo la parola al termine di questa intensa mattinata di studio in occasione della inaugurazione della Cattedra di Spiritualità e dialogo interreligioso in memoria del nostro carissimo e compianto confratello mons. Luigi Padovese.
Grazie di cuore al Card. Jean Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, per le sue parole e per i criteri evidenziati per un autentico dialogo interrrelgioso oggi.
Grazie anche alla testimonianza di Padre Pierbattista Pizzaballa sulla situazione della Terra Santa e sul compito originale che i cristiani e i francescani sono chiamati a svolgere in essa.
Grazie anche al prof. Leonhard Lehmann per la sua presentazione originale delle Lodi di Dio Altissimo di san Francesco d’Assisi in cui ha posto il tema del rapporto con Dio, dalla autentica ricerca di Dio e della sua Lode come elemento essenziale di ogni esperienza religiosa autentica che permette il vero incontro e dialogo.
 
Grazie di cuore anche a tutti coloro che hanno portato il loro saluto e incoraggiamento a questa iniziativa.
Ci sono di particolare conforto le parole di sua eccellenza il prof. Kenan Gursoy, Ambasciatore di Turchia presso la santa Sede, amico personale da molto tempo di mons. Padovese. La loro amicizia è testimonianza che la sincera ricerca della verità avvicina nel rispetto e nell’ascolto delle differenze.
 
Grazie anche per le altre testimonianze commoventi che abbiamo ascoltato, quella del ministro generale dei cappuccini, fra Mauro Jöhri, compagno di studi in gioventù di fra Luigi, e del ministro provinciale dei frati Cappuccini di Milano, provincia madre di mons. Padovese, testimoniando il senso di questo legame.
Proprio la infaticabile segretaria di mons. Padovese, suor Leonora de Stefano – al suo fianco per oltre vent’anni – , ha avuto modo di ricordare la coscienza chiara del compianto confratello di vivere la sua missione in Turchia grazie ad un profondo senso di appartenenza: “non è Luigi che va in Anatolia ma è tutta la provincia dei frati ad andare con lui”.
 
Vorrei esprimere ora un grazie speciale alle autorità accademiche della nostra università che hanno accolto e sostenuto con entusiasmo la proposta della istituzione di questa cattedra, emersa dall’Istituto Francescano di Spiritualità, retto da mons. Padovese per ben 17 anni. Grazie in particolare al Rettore Magnifico p. Johannes Freyer e al decano della Facoltà di Teologia p. Vincenzo Battaglia.
 
Esprimo ora profonda gratitudine al Ministro Generale dei Frati Minori e Gran Cancelliere della Università Pontificia Antonianum, fr. José Rodriguez Carballo per il pieno sostegno a questa iniziativa accademica.
 Nelle sue parole di questa mattina, abbiamo sentito in sintesi il senso e gli ambiti di questa cattedra, che intende in tal modo essere anche una modalità per recepire l’eredità spirituale e culturale del nostro confratello scomparso.
 
Giustamente il Gran cancelliere ha ricordato la fortunata coincidenza della istituzione di questa cattedra proprio nell’anno in cui ricordiamo il 25° del celeberrimo incontro voluto da Giovanni Paolo II ad Assisi con i rappresentanti delle diverse religioni per chiedere a Dio il dono della pace.
 
Il Santo di Assisi, come del resto la plurisecolare storia dei francescani, ci insegna come la ricerca di quel Dio che noi crediamo essersi rivelato definitivamente in Cristo come il Deus semper maior, sia davvero il ponte che permette agli uomini di incontrarsi sulla via della ricerca della verità nella libertà, poiché in ciò sta l’essenza di quel senso religioso che abita inestirpabilmente ogni uomo e ogni donna di ogni tempo, latitudine e cultura, e li muove dal di dentro.
 
Desidero qui ora brevemente ricordare proprio gli ambiti che intendiamo approfondire con l’Istituzione di questa cattedra. L’alveo fondamentale della “spiritualità”, come caratteristica peculiare della Cattedra, va ad indicare l’esperienza spirituale dell’uomo chiamato a cercare e ad accogliere la Verità di Dio. La Cattedra dovrà promuovere lo studio sul vissuto delle persone e comunità cristiane che si sono trovate e si trovano a vivere a contatto con altre religioni.
 
Gli ambiti specifici della Cattedra possono essere così indicati:
 
-          Lo studio della ricerca di Dio (“Quaerere Deum”) come punto di riferimento e ponte di dialogo tra popoli, religioni e culture;
-          la qualità specifica dell’esperienza cristiana di Dio in Gesù Cristo nello Spirito Santo, in relazione alle diverse esperienze religiose, e alla loro valorizzazione ed apprezzamento, nella consapevolezza che come aveva affermato a suo tempo l’allora teologo Josef Ratzinger, “il rapporto del cristianesimo con le religioni del mondo è divenuto oggi una necessità interna per la fede.
-          Lo studio delle esperienze di convivenza e di dialogo tra popoli di culture e religioni differenti, sia dal punto di vista storico, sia in relazione all’attualità;
-          Lo studio della storia del Medio Oriente con particolare riferimento alla presenza francescana.
 
  
Desidero annunciare già fin’d’ora alcune prossime iniziative:
 
·         La cattedra “Spiritualità e Dialogo Interreligioso”in memoria di S.Ecc. mons. Luigi Padovese proporrà nel prossimo anno accademico 2011-2012 un ciclo di conferenze sullo “Spirito di Assisi” a 25 anni dallo storico incontro di Giovanni Paolo II e la sua attualità.
 
·         Il Progetto di una Associazione “Amici di mons. Luigi Padovese” che abbia tra gli obiettivi: la diffusione del messaggio spirituale e culturale di mons. Padovese sulla libertà di culto e la libertà religiosa, sul diritto delle minoranze religiose e sul dialogo interreligioso; la promozione della conoscenza dei luoghi cristiani in Turchia, il sostegno di progetti di carità in Medio Oriente.
 
·         Nel prossimo Maggio 2011: vedrà alla luce una pubblicazione del volume:Luigi Padovese, Vescovo cappuccino, Vicario apostolico dell’Anatolia. Scritti in memoria. «In Caritate Veritas», a cura di P. Martinelli – L. Bianchi,EDB, Bologna 2011.Si tratta di una raccolta di circa 80 contributi scientifici e di testimonianze. Il testo contiene gli atti del I Simposio dell’Anatolia: Cilicia e Cappadocia cristiane che ci apprestiamo a celebrare.
 
·         Il 3 giugno 2011, in occasione del primo anniversario della morte di Padovese: presso la Pontificia Università Antonianum di Roma, vi sarà la presentazione del volume a lui dedicato e la celebrazione della santa Messa in suffragio.
 
Speriamo infine di poter anche riprendere la serie dei simposi voluta e promossa da mons. Padovese. Come sappiamo il nostro confratello ha organizzato dal 1989 fino alla sua morte 24 simposi di altissimo livello scientifico dedicati a san Giovanni ad Efeso e a San Paolo a Tarso-Antiochia; solo uno di questi incontri non è stato realizzato, l’ultimo, che avrebbe dovuto svolgersi dal 23 al 30 giugno scorso e sospeso per lutto a causa del suo efferato omicidio.
Oggi, in occasione della istituzione di questa cattedra intendiamo riprendere ciò che era stato interrotto.
Per questo, oggi pomeriggio e domani celebreremo il 1° simposio dell’Anatolia dedicato alla Cilicia e cappadocia cristiana.
Sì, 1° Simposio dell’Anatolia, perché con mons. Padovese avevamo pensato dopo l’anno paolino, voluto dal santo Padre Benedetto XVI, di allargare l’orizzonte della ricerca in questi simposi all’intera Anatolia, come terra della diffusione del cristianesimo delle origini.
 
Ringrazio di cuore i professori che hanno accettato di celebrare questo simposio, almeno per questa volta non sulla terra santa della Chiesa che è in Turchia, ma tra le mura di questa università che mons. Padovese ha servito e amato dal 1982 fino alla sua morte.
 
Il dolore straziante che abbiamo sperimentato alla notizia della sua uccisione diviene così giorno dopo giorno gratitudine al Signore, all’Agnello immolato, per una esistenza donata fino alla fine, e la gratitudine per il dono della sua persona, avvenuta proprio nel giorno in cui la Chiesa celebrava il Corpus Domini, diventi in noi sorgente di responsabilità affinché sappiamo vivere con letizia la nostra vocazione e il nostro impegno per l’avvento del regno dei cieli, in cui Dio sarà finalmente per sempre tutto in tutti.
 
Il Signore vi dia Pace!
fra Paolo Martinelli
 
 

 

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