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«Luigi Padovese era un uomo del dialogo». Il racconto di chi lo conosceva bene
di Riccardo Barlaam
3 giugno 2010
«Un uomo assolutamente mite. Un uomo del dialogo». Don Marco Gnavi della comunità di Sant’Egidio, direttore dell’ufficio ecumenismo e dialogo al vicariato di Roma, conosceva bene il vescovo Luigi Padovese. È ancora scosso dalla notizia della sua uccisione. A caldo accetta di rispondere ad alcune domande. La sua voce è incerta, i pensieri veloci. Luigi Padovese, 63 anni, padre cappuccino, milanese, studioso di patristica, vescovo in prima linea nella testimonianza di una chiesa cristiana viva (proprio nel solco dei padri della Chiesa) è stato accoltellato dal suo autista, un ultranazionalista. Venerdì avrebbe dovuto accogliere il Papa a Cipro. La sua uccisione è una ferita profonda nella Chiesa. Una ferita che darà un senso ancora più profondo alla visita di Benedetto XVI nell’isola divisa ancora in due da un muro. Parte cristiana greca. Parte musulmana turca. «Lo conoscevamo bene – ricorda don Marco – da molti anni. Abbiamo condiviso lo stesso amore per la Turchia, la visita del Papa, la morte di Don Andrea Santoro».
Che uomo era Luigi Padovese?
«Era un uomo assolutamente mite. Un uomo del dialogo. Ha sofferto la morte di Andrea Santoro, un suo prete, parroco romano, morto indifeso – come tutti sanno – sacrificato sull’altare, una presenza disarmata. I motivi del suo omicidio non sono stati ancora chiariti. Monsignor Padovese se ne lamentava poco tempo fa in un’intervista di un giornalista armeno…».
Che cosa vuole dire essere cristiani in Turchia?
«Monsignor Padovese era aperto, era davvero un uomo del dialogo. Aveva ottimi rapporti con le chiese ortodosse e aveva buoni rapporti con il mondo musulmano. Credeva in una presenza cristiana che fosse lievito. Lievito in un mondo complesso come quello turco e con una comunità cattolica senz’altro povera non solo nei mezzi ma anche perché minoritaria, disarmata. Aveva insegnato patristica, i padri della Chiesa, e aveva per questo il senso della radici cristiane antiche, dei primi cristiani».
Il cristianesimo vero.
«Appunto. Questa sua convinzione assume oggi una luce ancora più forte».
Lui la sua vocazione la viveva in prima linea…
«Assolutamente in prima linea».
Quando lo ha incontrato?
«La penultima volta che l’ho incontrato è stato in Turchia nella Cattedrale di San Giorgio durante la visita del Papa. Lui sentì quella visita come una grande benedizione e un grande sostegno alla comunità cristiana turca – che non è solo cattolica – e al patriarcato ecumenico. Un dono al tessuto di convivenza dei cristiani in minoranza…»
 
Misna.Org
 
TURCHIA3/6/2010   21.30
UCCISIONE MONSIGNOR PADOVESE, SI ATTENDE UNA RICOSTRUZIONE UFFICIALE
“Non resta che aspettare novità dalle autorità turche”: lo dice una fonte della curia provinciale della Lombardia dei Cappuccini, alla quale apparteneva monsignor Luigi Padovese, il Vicario Apostolico dell’Anatolia ucciso oggi a Iskandar (Alessandria), nel sud della Turchia. I confratelli di monsignor Padovese confermano la ricostruzione fornita alla MISNA dall’assistente del vicario, suor Eleonora de Stefano, sul fatto che il religioso si trovasse a pranzo con il suo autista, principale sospettato dell’omicidio, e sottolineano di non essere in possesso al momento di ulteriori elementi per comprendere l’accaduto. Solo le autorità turche, che hanno disposto l’esame autoptico sul cadavere del vicario, potrebbero nelle prossime ore fornire ulteriori particolari sulle modalità dell’omicidio (anche se al momento sia fonti ufficiali che ufficiose concordano nel parlare di una serie di coltellate) sia sulle motivazioni del crimine. Anche su questo secondo aspetto, comunque, al momento tutti (sia le persone vicine a monsignor Padovese che le autorità turche) sembrano concordare nell’imputare quanto accaduto alle difficoltà psicologiche di Murat Altun, da cinque anni autista e amico di monsignor Padovese, arrestato per l’omicidio. Se l’assistente del vicario apostolico d’Anatolia ha detto che l’uomo era caduto nelle ultime settimane in uno stato di profonda depressione, secondo il governatore della provincia di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz, l’autista soffriva da tempo di disturbi mentali. ”Sulla base dei primi accertamenti effettuati dalla polizia – ha detto il governatore all’emittente televisiva privata ‘Ntv’- l’omicidio non avrebbe motivazioni politiche ne’ religiose. Si e’ appreso che il sospettato era in cura per disordini psicologici”. E mentre i Cappuccini attendono la fine degli esami forensi per decidere sul rientro o meno della salma del confratello in Italia e sulle modalità dei funerali, col passare delle ore si moltiplicano le espressioni di cordoglio per la morte di monsignor Padovese. ”Ho appreso con enorme dispiacere e costernazione dell’uccisione del Vicario Apostolico Mons. Luigi Padovese, persona straordinaria con la quale abbiamo avuto sempre un’intensa collaborazione” ha detto il ministro della Cultura e del turismo della Repubblica di Turchia, Ertugrul Gunay, esprimendo il suo cordoglio per l’omicidio e aggiungendo che “monsignor Padovese ha contribuito, attraverso il suo prezioso operato alla cultura della comprensione e del dialogo ad Hatay, culla della diversita’ religiosa. Esprimo le mie condoglianze ai suoi cari e ai fedeli Cristiani”. In un messaggio diffuso in serata, il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee) sottolinea che la morte violenta di monsignor Luigi Padovese, che era anche presidente della Conferenza episcopale turca, è un evento che ”ferisce tutta la Chiesa”. I vescovi europei, che esprimono ”solidarieta’ con tutta la Chiesa Cattolica in Turchia” e ”vicinanza ai vescovi, sacerdoti, consacrati e tutto il popolo cristiano in Turchia”. [MZ]
 
 
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Turchia, ucciso prelato italiano L’assassino: guidato da voce divina
Vicario apostolico dell’Anatolia assassinato a coltellate. Arrestato l’autista, presunto omicida
ANKARA – Mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, è stato ucciso oggi a Iskenderun, in Turchia. Lo ha confermato all’ANSA il nunzio apostolico in Turchia mons. Antonio Lucibello.
Mons. Padovese, 63 anni, e’ stato assassinato a colpi di coltello nella sua abitazione, stando a quanto si e’ appreso sinora. Era stato nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia l’11 ottobre 2004 e consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. Non si conoscono gli autori dell’omicidio ne’ i motivi del gesto ma, secondo l’emittente privata Ntv, Mons. Padovese e’ stato ucciso da qualcuno di sua conoscenza al quale ha aperto la porta di casa. Il corpo dell’alto prelato e’ stato gia’ trasferito nel locale ospedale.
Mons. Luigi Padovese sarebbe stato accoltellato e ucciso dal suo autista. Lo riferisce, senza pero’ citare le proprie fonti, il sito internet del quotidiano laico Hurriyet secondo cui mons. Padovese e’ stato ricoverato subito in ospedale dove e’ morto poco dopo il suo arrivo.

ARRESTATO IL PRESUNTO OMICIDA – La polizia turca ha arrestato il presunto autore dell’omicidio di mons. Padovese, il suo autista Murat. Lo ha confermato all’ANSA l’ambasciatore d’Italia ad Ankara, Carlo Marsili, che è in costante contatto con le autorità della provincia di Hatay, dove si trova la città di Iskenderun.
L’arrestato, ha detto ancora Marsili, "sembra che abbia accoltellato mons. Padovese nel giardino di casa. L’uomo era al suo servizio da quattro anni e, tra l’altro, il vescovo si era fatto accompagnare da lui in Italia già due volte. E proprio pochi giorni fa mons. Padovese aveva chiesto per la terza volta un visto d’ingresso in Italia per questo Murat". "Per adesso sappiamo che la polizia lo sta ancora interrogando – ha aggiunto l’ambasciatore – ma sulle motivazioni del gesto ancora non si possono fare anticipazioni. Sul posto si é recato il nostro console a Izmir, Simon Carta, e già vi si trova un nostro console onorario e il governatore della provincia di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz, per seguire insieme gli sviluppi della vicenda", ha concluso Marsili.

NTV, AUTISTA OMICIDA PORTATO IN TRIBUNALE - Murat Altun, 26 anni, l’autista turco che ieri ha ucciso a coltellate il vicario apostolico in Turchia, monsignor Luigi Padovese, e’ stato portato stamani davanti ad un giudice del tribunale di Iskenderun, citta’ portuale sulla costa sud del Paese, per essere formalmente incriminato. Lo ha riferito l’emittente privata Ntv. Come riferisce il quotidiano Milliyet, l’uomo – che da oltre quattro anni era stato al servizio dell’alto prelato come autista ed uomo di fiducia – avrebbe detto alla polizia di aver ucciso monsignor Padovese ”dopo aver ricevuto una rivelazione da Dio”. I familiari dell’uomo, dal canto loro, avrebbero confermato che da tempo il loro congiunto soffriva di una forte depressione.
AUTISTA INCRIMINATO,GUIDATO VOCE DIVINA - E’ stato formalmente incriminato stamani da un tribunale di Iskenderun, l’autista turco di 26 anni, Murat Altun, ritenuto il responsabile dell’omicidio di mons. Luigi Padovese, il vicario apostolico dell’Anatolia, ucciso ieri a coltellate nel giardino della sua casa. Lo riferisce l’emittente privata Ntv senza comunque precisare il capo d’imputazione. Il presunto omicida, che era al servizio dell’alto prelato da oltre quattro anni, si era convertito ad Cristianesimo ma negli ultimi tempi, come hanno confermato i familiari e vari collaboratori di mons. Padovese, aveva dimostrato segni di precario equilibrio psicologico e per questo era in cura. L’accusato, come ha riferito oggi il quotidiano Milliyet, durante l’interrogatorio della polizia avrebbe piu’ volte affermato di avere ricevuto ”una rivelazione divina” che lo avrebbe indotto ad uccidere mons.Padovese.
GOVERNATORE PROVINCIA, OMICIDA MALATO MENTALE – Murat Altun, soffrirebbe da tempo di disturbi mentali. Lo ha riferito l’emittente privata Ntv citando dichiarazioni del governatore della provincia di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz. ”Sulla base dei primi accertamenti effettuati dalla polizia – ha aggiunto il governatore – l’omicidio non avrebbe motivazioni politiche ne’ religiose. Si e’ appreso che il sospettato era in cura per disordini psicologici”.
P. LOMBARDI: ORRIBILE, SIAMO COSTERNATI – Un ”fatto orribile”, ”incredibile”, ”siamo costernati”: e’ questa la prima reazione a caldo – appresa la notizia – di padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, alla notizia dell’uccisione in Turchia di mons.Padovese.
La morte di mons. Luigi Padovese, come quella di don Andrea Santoro, ”ci fa vedere come la testimonianza della Chiesa in certe situazioni possa essere pagata anche con il sangue”. Lo dice il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in una dichiarazione alla Radio Vaticana. ”Si tratta di una notizia orribile che ci lascia profondamente sconcertati e, naturalmente, addoloratissimi – commenta padre Lombardi -. Mons. Padovese e’ stata una persona che ha avuto grandi meriti per la testimonianza della vita della Chiesa nella Turchia, quindi in situazioni anche difficili; e’ stata una persona dedita al Vangelo, coraggiosa e questa sua morte che ci fa pensare spontaneamente anche a quella di don Santoro, ci fa vedere come la testimonianza della Chiesa in certe situazioni possa essere pagata anche con il sangue”. ”Vi sara’ necessita’ di capire meglio anche le circostanze o i moventi di questa morte; rimane che e’ una vita donata per il Vangelo”, prosegue il portavoce vaticano. ”E alla vigilia di un viaggio del Papa verso il Medio Oriente – aggiunge padre Lombardi – anche proprio per incoraggiare le comunita’ cristiane che vivono in questa regione, questo fatto fa capire molto profondamente quale problema di solidarieta’ della Chiesa universale, di sostegno per queste comunita’ cristiane sia assolutamente urgente, necessario”.
NUNZIO APOSTOLICO IN TURCHIA, SIAMO DISTRUTTI – "Siamo distrutti, costernati perché è stato un fatto imprevedibile". E questo quanto riesce a dire all’ANSA mons. Antonio Lucibello, nunzio apostolico in Turchia, commentando l’uccisione oggi a Iskenderun di mons. Luigi Padovese. "Al momento attuale – ha detto ancora Lucibello – non ho notizie più dettagliate. Ma da quanto ho appreso, l’autista di mons. Padovese, Murat, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. E’ strano perché io sempre visto quest’uomo come una persona molto devota a Padovese e sempre servizievole".
CEI,COSTERNAZIONE E SOLIDARIETA’A CHIESA TURCA – Apprendendo ”con costernazione” la ”drammatica notizia” dell’uccisione di mons. Luigi Padovese, il presidente e della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, e il segretario generale, mons. Mariano Crociata, esprimono in un messaggio inviato al Nunzio apostolico in Turchia mons. Antonio Lucibello ”profondo cordoglio al lutto della Chiesa cattolica in Turchia”. ”Mentre deploriamo il barbaro assassinio – scrivono Bagnasco e Crociata -, ci uniamo al dolore dei fedeli di codesta Chiesa, che ancora una volta viene provata cosi’ duramente, ed esprimiamo la piu’ sentita vicinanza e solidarieta’ nostra e dell’intero Episcopato italiano”. Il presidente e il segretario generale della Cei assicurano ”fervida preghiera di suffragio per l’anima di mons. Padovese, nella certezza – concludono – che il Signore concedera’ a questo suo servo buono e fedele il premio della vita eterna”.
FRATTINI, SCONVOLTI DA FATTO TRAGICO – L’uccisione di monsignor Luigi Padovese in Turchia ”e’ un fatto tragico che ci sconvolge profondamente”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di un suo intervento all’Istituto universitario europeo di Fiesole. ”La nostra rappresentante consolare e’ gia’ sul posto per verificare l’accaduto – ha aggiunto il ministro -, e’ in corso l’interrogatorio dell’autista del nostro vescovo che pare avesse gravi turbe mentali”. ”Siamo in contatto con le autorita’ turche”, ha concluso Frattini ribadendo che ”si tratta di un fatto orribile per il quale esprimiamo la nostra esecrazione”.
ASSISTENTE: AUTISTA ERA DEPRESSO, LUI LO AIUTAVA – ”Ci siamo sentiti l’ultima volta intorno alle 13:00 e neanche un’ora dopo una telefonata ci ha avvisato che era stato ucciso”: scoppia in lacrime, suor Eleonora de Stefano, francescana delle missionarie dell’Immacolata Concezione, nel raccontare le ultime ore di vita di monsignor Luigi Padoves, in una conversazione telefonica con la Misna che l’ha raggiunta nella sede del vicariato apostolico di Anatolia ad Iskenderun, porto nel sud della Turchia. Assistente personale e segretaria di monsignor Padovese da ben 22 anni, suor Eleonora conferma le notizie circolate sulla stampa e identifica in Murat, l’autista e amico di mons.Padovese il suo assassino. ”Monsignor Padovese
se ne e’ andato dal vicariato verso le 11:30. Era stanco, nell’ultimo periodo non si sentiva molto bene, e aveva deciso di andare nella casa al mare (che dista 15 minuti dal vicariato) per riposare un po”’, racconta la religiosa, precisando che il vicario apostolico si era recato nella residenza da solo e a piedi. ”Murat (l’autista) l’ha raggiunto piu’ tardi, accompagnato in motorino dal fratello. Doveva pranzare con mons. Padoveseper parlare del prossimo viaggio a Cipro, dove, in vista della visita del Papa, il vicario si sarebbe dovuto recare. Siccome Murat da almeno una quindicina di giorni soffriva di una grave depressione, nell’ultimo periodo si vedeva spesso con mons. Padovese che stava cercando di aiutarlo a risollevarsi. Gli aveva anche chiesto di accompagnarlo a Cipro, ma l’autista si era rifiutato”. ”Alle 13, quando l’ho sentito per l’ultima volta, mi ha detto di annullare sia il biglietto di Murat per Cipro, sia il suo, visto che non si sentiva molto bene”, racconta ancora suor Eleonora, prima di scoppiare in lacrime. Su quello che e’ accaduto dopo al momento e’ buio completo, ma dal vicariato sembrano certi che i due uomini fossero da soli a pranzo quando si e’ verificato l’omicidio. ”Non c’era una persona come lui, era un vescovo molto speciale, molto umano e molto intelligente. Era uno studioso di prima classe, lo invitavano per conferenze in tutto il mondo, e adesso non c’e’ piu”’, dice ancora suor Eleonora, la sua assistente di una vita.
FINI, ADDOLORATO PER CRIMINE CONTRO UOMO PACE -  Appresa la notizia della tragica uccisione del monsignor Luigi Padovese occorsa nella sua abitazione a Iskenderun in Turchia, il Presidente della Camera Gianfranco Fini si è detto ”profondamente colpito e addolorato. Questo crimine – ha aggiunto il Presidente della Camera – ai danni di un uomo di pace causa profondo sgomento. Esprimo ai familiari ed al vicariato apostolico dell’Anatolia la solidarietà mia e di tutta la Camera dei deputati”
CASINI, GOVERNO RIFERISCA AL PARLAMENTO – ”L’uccisione di monsignor Padovese colpisce profondamente tutti gli italiani, indipendentemente dalle loro scelte di fede, e preoccupa molto in ordine alla situazione che si sta determinando in Turchia. Chiediamo al governo un’informativa urgente al Parlamento che chiarisca l’esatta dinamica dei fatti e un intervento immediato di grande spessore ed efficacia nei confronti della Repubblica Turca, cui tutti noi siamo legati di rapporti di profonda amicizia”. Lo afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. ”L’Udc – sostiene – esprime profonda solidarieta’ ai familiari del sacerdote e alle autorita’ ecclesiali: la Chiesa nel mondo ancora una volta si mostra insostituibile testimone dei valori piu’ alti della nostra convivenza civile”.
Incontrando i giornalisti a Montecitorio, Casini e’ tornato su quanto accaduto sottolineando di attendere ”spiegazioni da parte del governo sulle modalita’ di questo grave episodio. Certamente – ha detto – viene dimostrata ancora una volta la straordinaria testimonianza degli uomini della Chiesa in tutte le parti del mondo. Quanto e’ accaduto e’ un elemento di preoccupazione per un paese amico come la Turchia”.
SCHIFANI, ERA UN UOMO DEL DIALOGO – ”E’ con dolore che ho appreso della barbara uccisione di monsignor Luigi
Padovese, Vicario Apostolico dell’Anatolia dal 2004. Sono passati quattro anni da quando Egli celebro’ il funerale di don Andrea Santoro, ucciso a Trebisonda, e mai ci saremmo attesi che un nuovo lutto sarebbe cosi’ presto venuto a colpire la Chiesa italiana in Turchia”. Cosi’ il Presidente del Senato, Renato Schifani, ricorda monsignor Padovese nel messaggio di cordoglio. ”Era un uomo del dialogo, fortissimo sostenitore dell’ecumenismo e attivo nella difesa delle minoranze, e il fatto – sottolinea il presidente del Senato – che il suo omicidio non sia, al momento, riconducibile ad un movente politico, nulla toglie all’orrore e allo sgomento di noi tutti”. ”In questo momento di tristezza – conclude il presidente Schifani – giungano ai familiari e alle Autorita’ ecclesiastiche i sentimenti della solidarieta’ mia e di tutti i colleghi Senatori”.
MINISTRO CULTURA TURCO, ERA UOMO STRAORDINARIO – ”Ho appreso con enorme dispiacere e costernazione dell’uccisione del Vicario Apostolico Mons. Luigi Padovese, persona straordinaria con la quale abbiamo avuto sempre un’intensa collaborazione”. Lo ha detto il ministro della Cultura e del turismo della Repubblica di Turchia, Ertugrul Gunay, esprimendo il suo cordoglio per l’omicidio del Vicario Apostolico dell’Anatolia, oggi ad Iskenderun. ”Monsignor Padovese ha contribuito, attraverso il suo prezioso operato – ha aggiunto – alla cultura della comprensione e del dialogo ad Hatay, culla della diversita’ religiosa. Esprimo le mie condoglianze ai suoi cari e ai fedeli Cristiani”.
VESCOVI EUROPEI, EVENTO FERISCE TUTTA LA CHIESA – La morte violenta di mons. Luigi Padovese, vicario apostolico d’Anatolia e presidente della Conferenza episcopale turca, e’ un evento che ”ferisce tutta la Chiesa”. Lo dicono i vescovi europei, che esprimono ”solidarieta’ con tutta la Chiesa Cattolica in Turchia” e ”vicinanza ai vescovi, sacerdoti, consacrati e tutto il popolo cristiano in Turchia”. ”La loro sofferenza e’ anche nostra”, si legge in un comunicato del Ccee (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa). ”La morte cosi’ tragica di mons. Luigi Padovese, avvenuta nella solennita’ del Corpus Domini – dicono i vescovi europei -, lo unisce in un modo particolare al Signore Gesu’ che ha dato la vita per il Suo popolo. Abbiamo piena fiducia che la Misericordia divina lo accogliera’ e lo riempira’ della Gloria del Suo amore”. ”Al Santo Padre e ai Padre Cappuccini, a cui famiglia apparteneva Sua Eccellenza – si aggiunge nella nota -, vogliamo anche assicurare la nostra vicinanza perche’ un tale evento ferisce tutta la Chiesa e ci richiama ancora con piu’ fervore a essere uniti e fedeli nel nostro servizio nel Signore”. Il Ccee conclude dicendo che ”solo dal Signore possiamo aspettare la Giustizia che un uomo di pace e di bene, che sempre ha testimoniato un vero zelo apostolico e una forte dedizione al suo popolo, merita. Noi preghiamo anche per chi ha compiuto un tale delitto perche’ solo il Signore puo’ scrutare e cambiare il cuore degli uomini”.
MINISTRO ANKARA, UOMO STRAORDINARIO – ”Ho appreso con enorme dispiacere e costernazione dell’uccisione del Vicario Apostolico Mons. Luigi Padovese, persona straordinaria con la quale abbiamo avuto sempre un’intensa collaborazione”. Lo ha detto il ministro della Cultura e del turismo della Repubblica di Turchia, Ertugrul Gunay, esprimendo il suo cordoglio per l’omicidio del Vicario Apostolico dell’Anatolia, oggi ad Iskenderun. ”Monsignor Padovese ha contribuito, attraverso il suo prezioso operato – ha aggiunto – alla cultura della comprensione e del dialogo ad Hatay, culla della diversita’ religiosa. Esprimo le mie condoglianze ai suoi cari e ai fedeli Cristiani”.
VESCOVO PORDENONE, QUI SUE RADICI FAMILIARI – Aveva radici venete, nella Diocesi di Concordia-Pordenone, mons. Luigi Padovese, vicario apostolico di Anatolia ucciso oggi. Lo afferma in una nota il vescovo della Diocesi veneto-friulana, mons. Ovidio Poletto, rivelando che i suoi genitori erano di Concordia e di Summaga, dove vivono ancora alcuni suoi parenti, e altri a Pordenone. ”Soffro – prosegue Poletto – la perdita di un amico carissimo oltre che di un fratello Vescovo, buono e dotto, aperto al dialogo con tutti. L’ho incontrato dieci giorni fa a Roma, durante un intervallo dei lavori della Conferenza Episcopale Italiana. Era felice anche perche’ aveva notato recentemente qualche segno di apertura da parte delle autorita’ turche nei confronti della comunita’ cristiana. E abbracciandomi mi aveva invitato caldamente – ricorda – a restituirgli la visita in Turchia”. Poletto sottolinea inoltre che Padovese ”veniva tra noi ogni volta che gli era possibile. L’ultima occasione fu nel maggio dell’anno scorso, quando in cattedrale, a Concordia, tenne una conferenza su San Paolo. Prego il Signore, che continua nei martiri la sua passione, di far si’ che il sangue innocente di questo nostro Fratello, nonostante tutto – conclude – sia seme di nuovi cristiani e invocazione di pace”.
FAMILIARI; CONOSCIUTO AUTISTA, BRAVO RAGAZZO – Se lo ricordano a Milano Murat Altun, l’autista di monsignor Luigi Padovese, che e’ accusato di aver assassinato a coltellate il vescovo. Era infatti venuto piu’ volte con lui in Italia, anche a Milano, dove si trova la famiglia del sacerdote. ”Un bravo ragazzo”, lo ricorda la cognata del vescovo, Liliana, alla quale e’ stato raccontato che ultimamente soffriva di depressione. E come una brava persona lo descrive anche don Pierantonio Tremolada, responsabile della formazione del clero e professore di sacre scritture al seminario della diocesi di Milano. Tremolada da tempo conosceva monsignor Padovese, e nell’aprile del 2009, aveva partecipato con l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi a un pellegrinaggio in Turchia. ”Ci ospito’, in tutto un centinaio di sacerdoti – sottolinea – e mi ha colpito la sua ospitalita’. Conoscevo l’autista e ho avuto un’impressione positiva. Sappiamo che e’ una persona che lo seguiva spesso di cui lui aveva fiducia e stima”. Questa e’ l’opinione anche di alcuni dei fedeli della parrocchia della Santissima Trinita’ di Milano, dove monsignor
Padovese tornava spesso perche’ vi era cresciuto. ”Qui – spiega il parroco don Mario Longo – qualcuno lo conosceva. Si e’ trattato di un gesto di follia”, un gesto che, secondo il religioso, ”nulla ha a che fare con Israele e con l’Islam”.
04 giugno 2010 San Francesco Caracciolo
3 Giugno 2010
ISKENDERUN
Turchia, confermato l’arresto per l’assassino di Padovese
Il Tribunale penale di Iskenderun ha confermato l’arresto per Murat Altun, il 26enne che ha assassinato ieri il vescovo Luigi Padovese, presidente della Conferenza episcopale turca e vicario apostolico dell’Anatolia. Lo rende noto l’agenzia Anatolie, senza però specificare il capo d’accusa. Dovrebbe comunque trattarsi di omicidio. Altun ha dichiarato alla polizia di aver agito dopo aver avuto una "rivelazione divina". Il sospetto omicida, convertito al cattolicesimo, aveva da poco terminato una terapia psichiatrica. Per oltre quattro anni autista del vicario apostolico, Altun ha pugnalato Padovese nel giardino della abitazione a Iskenderun, nel sud della Turchia.
"Non ci sono moventi politici o religiosi"
"Siamo praticamente certi che non ci sono moventi di carattere politico o di intolleranza religiosa, che non sono connessi con la situazione di tensione di questi giorni perchè l’autore che, da quanto risulta, sarebbe una persona che faceva dei servizi in casa ed era anche l’autista di mons. Padovese soffriva di squilibrio psichico e in particolare negli ultimi giorni di depressione abbastanza evidente". Lo ha detto il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, intervistato dalla Radio Vaticana prima della partenza del Papa per Cipro. Questo drammatico episodio, ha aggiunto il gesuita, influenzerà in un certo qual modo la visita del Papa, "le darà un tono diverso da quello che avrebbe avuto senza di esso". In particolare, ha spiegato ancora alla Radio Vaticana, "un tono di grande intensità alla preghiera, di grande serietà di ciò che è in gioco, la testimonianza del Vangelo può costare anche la vita. Ecco – ha spiegato Lombardi – questo ci invita a vivere questi incontri e questo
pellegrinaggio del Papa nel cuore del Medio Oriente con una intensità spirituale e con una comprensione della serietà di ciò che è in gioco".

Da parte sua, sempre alla Radio Vaticana, il nunzio ad Ankara, mons. Antonio Lucibello, ha però ammesso: "Sappiamo purtroppo poco, a parte il fatto in sè, il fatto di cronaca. L’unico collaboratore che c’era lì, nella sede del Vicariato, mi ha avvisato. Lui era in sede ad Iskenderun, mons. Padovese
invece era fuori con l’autista". "Ho dato istruzioni – ha rivelato il rappresentante vaticano in Turchia – al vicario generale, padre Domenico Bertogli, che è il parroco della nostra comunità di Antiochia, di recarsi subito sul posto; mi sono sentito con l’arcivescovo Ruggero Franceschini, l’arcivescovo di Smirne, che è stato predecessore di mons. Padovese ad Iskenderun, il Vicariato apostolico dell’Anatolia, il quale ha deciso di recarsi sul posto insieme ad un altro suo collaboratore".

Ieri mons. Franceschini aveva detto di non credere personalmente alla spiegazione dell’omicidio unicamente come gesto di uno squilibrato. Si tratta, ha detto infatti mons.Franceschini, di un "luogo comune che era già stato utilizzato per don Andrea Santoro", e che se non c’è nessun "movente politico" dietro l’omicidio potrebbero esserci "focolai fomentati anche dalla stampa", mentre altre volte ci si è serviti di squilibrati per compiere attentati e aggressioni. 
Da parte sua AsiaNews, agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere, registra che "diversi dubbi serpeggiano sulla malattia" dell’autista arrestato e che "tra i fedeli e il mondo turco si fa fatica ad accettare la sola tesi della malattia psichica del giovane". Infatti "diversi attentati negli anni scorsi sono stati compiuti da giovani definiti ‘instabilì, rivelatisi poi in legame con gruppi ultranazionalisti e anti-cristiani". "A diversi osservatori – afferma l’agenzia del Pime – pare che governanti, politici, autorità civili turche evitino di riflettere con serietà su questi avvenimenti. E si rischia di liquidare tutta
questa violenza dicendo solo che non si è d’accordo, che è il gesto di un pazzo isolato, un gesto occasionale di un giovane fanatico dell’Islam".
Dai cristiani e dai volontari di alcune ong turche arriva, scrive AsiaNews, "la richiesta che le indagini non si fermino all’arresto dello squilibrato di turno, ma scavino più in profondo". Il corpo di mons. Padovese, riferisce ancora la fonte, "è stato trasferito all’ospedale di Adana, città vicina, più attrezzata, per essere sottoposto ad autopsia". Secondo AsiaNews, "i funerali di mons. Padovese si svolgeranno a Milano, sua città di nascita, non prima di mercoledì 9 giugno".ASSALTO IN CASA
di Francesca BertoldiEra tornato alla residenza vicino al mare per riposare. In un quieto giardino a Iskenderun, nel sud della Turchia, monsignor Luigi Padovese è morto, accoltellato da chi era considerato uno dei suoi collaboratori più fedeli, trattato da sempre come un figlio. A uccidere il vicario apostolico di Anatolia e presidente della Conferenza episcopale turca è stato infatti il suo autista personale, Murat Altun, di appena 26 anni, che da cinque anni accompagnava monsignor Padovese in tutti i suoi spostamenti, Italia compresa. Una persona fidata, sicura, conosciuta da tutto lo staff del presule, che ieri è stato fermato dalla polizia.

Ancora incerto il movente dell’omicidio. Le autorità turche e la prefettura stanno facendo tutti i riscontri della situazione. Rimangono aperte le diverse piste ma per il momento quella dell’omicidio a sfondo politico-religioso sarebbe la meno ipotizzabile, mentre sembra più probabile quella di un raptus di follia da parte del giovane, che da qualche tempo pareva soffrire di crisi depressive. Un’opinione condivisa anche dal Nunzio Apostolico, monsignor Antonio Lucibello, che esclude «una relazione o analogia tra i precedenti fatti di sangue accaduti in questo Paese», in particolare con l’assassinio di don Andrea Santoro avvenuto nel febbraio del 2006 a Trebisonda. «Padre Santoro – spiega il nunzio apostolico – fu ucciso da un giovane per un atto di fanatismo politico-religioso. In questo caso mi sento di escludere un simile gesto di fanatismo compiuto da uno stretto collaboratore, che ha sempre dato l’impressione di essere una persona di fiducia. Tutto è possibile, ma al momento non ci sono spiegazioni plausibili».

Di «gesto di uno squilibrato» ha subito parlato il governatore della regione di Hatay, Celalettin Lekesiz e la stessa assistente del vicario ha confermato il precario stato di salute mentale del giovane autista. «Murat da almeno una quindicina di giorni soffriva di una grave depressione, nell’ultimo periodo si vedeva spesso con monsignor Padovese che stava cercando di aiutarlo a risollevarsi. Gli aveva anche chiesto di accompagnarlo a Cipro, ma l’autista si era rifiutato», ha spiegato ieri suor Eleonora de Stefano, francescana delle missionarie dell’Immacolata Concezione, che ha raccontato le ultime ore di vita del vicario apostolico all’agenzia missionaria Misna. Assistente personale e segretaria di monsignor Padovese da ben 22 anni, suor Eleonora ha raccontato che monsignor Padovese se ne è andato dal vicariato verso le 11.30 alla volta della casa al mare. «Murat l’ha raggiunto più tardi. Doveva pranzare con monsignor Padovese per parlare del prossimo viaggio a Cipro, dove il vicario si sarebbe dovuto recare per la visita del Papa. Alle 13, quando l’ho sentito per l’ultima volta, mi ha detto di annullare sia il biglietto di Murat per Cipro sia il suo, visto che non si sentiva molto bene», racconta ancora suor Eleonora. Su quello che è accaduto dopo, per ora è buio completo, ma dal vicariato sembrano certi che i due uomini fossero da soli a pranzo quando si è verificato l’omicidio.

A non essere pienamente convinto della tesi della follia è però l’arcivescovo di Smirne e predecessore dello stesso Padovese alla guida dei vescovi di Turchia, monsignor Ruggero Franceschini: «La tesi del matto che uccide è un luogo comune che era già stato utilizzato per don Andrea Santoro», ha sottolineato ieri. Monsignor Franceschini esclude il «movente politico» dietro l’omicidio, ma non l’esistenza di «focolai fomentati anche dalla stampa. Anche la persona che ha gettato una bomba molotov sulla nostra cattedrale di San Policarpo, qui a Smirne, è stato definito "un malato mentale" – ha spiegato monsignor Franceschini –. E ci può essere sempre qualcuno che approfitta di difficoltà psicologiche per spingere a fare queste cose».
Da parte sua, il governo turco ha espresso «cordoglio» attraverso un messaggio del ministro della Cultura Ertugrul Gunay, definendo Padovese come «una persona straordinaria che contribuiva al dialogo fra le religioni».
La biografia. Luigi Padovese era nato a Milano il 31 marzo del 1947. Il 4 ottobre del 1965 fa la prima professione nei frati cappuccini ed esattamente 3 anni dopo quella solenne. Il 16 giugno del 1973 viene ordinato sacerdote. Professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell’Antonianum. Fino ad essere ordinato vescovo è stato per 16 anni direttore dell’Istituto di Spiritualità nella medesima università. Professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è stato visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. Consulente della Congregazione per le Cause dei Santi. L’11 ottobre 2004 viene nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia e vescovo titolare di Monteverde. Viene consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno.

 
Corriere.it
04 giugno 2010
DOPO L’AUTOPSIA, IL CORPO DEL VESCOVO veRrà RIPORTATO IN ITALIA
Il killer di Padovese: ho avuto rivelazione
Formalmente incriminato l’assassino del vicario dell’Anatolia. Il suo legale: «Soffre di turbe mentali»
DOPO L’AUTOPSIA, IL CORPO DEL VESCOVO VERRA’ RIPORTATO IN ITALIA
Il killer di Padovese: ho avuto rivelazione
Formalmente incriminato l’assassino del vicario dell’Anatolia. Il suo legale: «Soffre di turbe mentali»
ANKARA – «Ho avuto una rivelazione e l’ho ucciso». Murat Altun, l’autista 26enne di Luigi Padovese, il vescovo assassinato giovedì a Iskenderun, si sarebbe espresso così davanti agli inquirenti impegnati nelle indagini sull’omicidio dell’alto prelato. Il giovane, che avrebbe dunque confessato l’omicidio del vicario apostolico, è stato formalmente incriminato dal tribunale della città portuale turca sul Mediterraneo.
«HA CONFESSATO» – L’avvocato del 26enne – che da oltre quattro anni era stato al servizio di Padovese ed era un suo uomo di fiducia – ha spiegato che il suo assistito soffre di turbe mentali. «Ha confessato tutti i dettagli dell’omicidio», ha dichiarato il legale del giovane Secondo il governatore della provincia di Hatay da cui dipende Iskenderun, dopo l’autopsia il corpo del vescovo italiano sarà rimpatriato in Italia per le esequie. Informazione che per ora non trova altre conferme. Una cerimonia funebre è prevista in giornata a Iskenderun.
IL VIAGGIO DEL PAPA – Nel frattempo, è cominciato, come era prevedibile, nel ricordo di monsignor Luigi Padovese il viaggio di Benedetto XVI a Cipro. L’ombra dell’omicidio del vicario dell’Anatolia, ha detto il Pontefice nella conferenza stampa in aereo, non ha nulla a che fare, «non può essere attribuito alla Turchia e ai turchi» e « non deve oscurare in alcun modo il dialogo con l’Islam».
I PRECEDENTI – L’omicidio di monsignor Padovese si aggiunge a quelli di altri sacerdoti cattolici: padre Adriano Franchini, ucciso nel 2007 a Izmir al termine della Messa domenicale, e don Andrea Santoro, ucciso a Trabzon nel 2006 mentre pregava in chiesa. «Siamo distrutti, costernati perchè è stato un fatto imprevedibile» dice monsignor Antonio Lucibello, nunzio apostolico in Turchia, che esclude comunque «legami tra l’omicidio di don Santoro e quello di monsignor Padovese». La Cei ha fatto giungere subito un messaggio di cordoglio – a firma del cardinale Angelo Bagnasco e di monsignor Mariano Crociata -, in cui definisce «barbaro assassinio» l’uccisione di Padovese. «Partecipiamo con profondo cordoglio al lutto della Chiesa cattolica in Turchia – si legge -. Mentre deploriamo il barbaro assassinio, ci uniamo al dolore dei fedeli di codesta Chiesa, che ancora una volta viene provata così duramente».
 
 
Il Messaggero.it
 
Turchia, ucciso a coltellate a Iskenderun
monsignor Padovese, vicario dell’Anatolia
L’omicida, arrestato, è il suo autista: era in cura per problemi psicologici. Vaticano: fatto orribile e incredibile
               
ROMA (3 giugno) – Il vescovo Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, è stato ucciso a coltellate nel giardino della sua abitazione a Iskenderun, città portuale nel sud della Turchia. Milanese, 63 anni, monsignor Padovese era stato nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia e vescovo titolare di Monteverde l’11 ottobre 2004 e consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. Le autorità turche escludono il movente politico.

Padovese è stato accoltellato dal suo autista. Trasportato in ospedale, il prelato è morto per le gravi ferite riportate. La polizia turca ha arrestato l’omicida, il suo autista Murat Altun. L’arrestato, ha detto l’ambasciatore italiano ad Ankara, Carlo Marsili, «sembra che abbia accoltellato mons. Padovese nel giardino di casa. L’uomo era al suo servizio da quattro anni e, tra l’altro, il vescovo si era fatto accompagnare da lui in Italia già due volte. E proprio pochi giorni fa mons. Padovese aveva chiesto per la terza volta un visto d’ingresso in Italia per questo Murat. Per adesso sappiamo che la polizia lo sta ancora interrogando ma sulle motivazioni del gesto ancora non si possono fare anticipazioni. Sul posto si è recato il nostro console a Izmir, Simon Carta, e già vi si trova un nostro console onorario e il governatore della provincia di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz, per seguire gli sviluppi della vicenda».

«In base ai primi resoconti, l’omicidio di monsignor Luigi Padovese non ha un movente politico - sottolinea il governatore, in una dichiarazione ai media locali – È emerso che il presunto colpevole era sottoposto a un trattamento a causa di disturbi psicologici».

Secondo monsignor Antonio Lucibello, nunzio apostolico in Turchia, «non c’è alcuna relazione o analogia tra i precedenti fatti di sangue avvenuti in questo paese e l’omicidio di mons. Padovese. Padre Santoro fu ucciso da un giovane per un atto di fanatismo politico-religioso. In questo caso mi sento di escludere un atto di fanatismo compiuto da uno stretto collaboratore che ha sempre dato l’impressione di essere una persona di fiducia». Allora ha ragione il governatore Lekesiz che parla del gesto di uno squilibrato? «Tutto è possibile. Però al momento non ci sono spiegazioni plausibili», conclude mons. Lucibello.

Il Vaticano: un «fatto orribile, incredibile, siamo costernati». E’ la reazione a caldo di padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, alla notizia dell’uccisione di monsignor Padovese. Il vicario dell’Anatolia avrebbe dovuto partecipare, da domani, alla visita del Papa a Cipro, e ricevere da lui, insieme agli altri responsabili e patriarchi cattolici della regione, il documento preparatorio del prossimo Sinodo sul Medio Oriente, in cui si parla anche delle violenze contro i cristiani. «Cio che è accaduto – ha detto padre Lombardi – è terribile, pensando anche ad altri fatti di sangue in Turchia, come l’omicidio alcuni anni fa di don Santoro. Preghiamo perchè il Signore lo ricompensi del suo grande servizio per la Chiesa e perchè i cristiani non si scoraggino e, seguendo la sua testimonianza così forte, continuino a professare la loro fede nella regione».

Monsignor Padovese aveva scelto di essere ordinato vescovo in Turchia per esprimere meglio la sua appartenenza a una terra alla quale si sentiva legato: «Avverto come un gran onore essere cristiano con voi e per voi in questa terra di Turchia che conserva le memorie del primo cristianesimo – aveva detto in occasione della sua ordinazione – Il mio amore per l’Anatolia mi ha portato ad organizzare ad Efeso e a Tarso-Antiochia convegni su Pietro, Paolo e Giovanni e sui primi grandi Padri della Chiesa». In Turchia i cristiani sono lo 0,6% di una popolazione di circa 70 milioni di abatanti e i cattolici sono circa 30mila. Nel vicariato dell’Anatolia se ne contano meno di 5mila, con 7 parrocchie, 3 sacerdoti diocesani, 14 religiosi e 12 religiose.

Luigi Padovese fece il 4 ottobre 1965 la sua prima professione nei frati cappuccini e tre anni dopo quella solenne. Il 16 giugno 1973 fu ordinato sacerdote. Professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell’Antonianum, era stato per 16 anni direttore dell’Istituto di Spiritualità di quella università. Professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana, per dieci anni era stato visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. Era anche consulente della Congregazione per le Cause dei Santi.

«L’uccisione di monsignor Padovese colpisce profondamente tutti gli italiani, indipendentemente dalle loro scelte di fede, e preoccupa molto in ordine alla situazione che si sta determinando in Turchia. Chiediamo al governo un’informativa urgente al Parlamento che chiarisca l’esatta dinamica dei fatti e un intervento immediato di grande spessore ed efficacia nei confronti della Repubblica Turca, cui tutti noi siamo legati di rapporti di profonda amicizia». Così il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.