Corriere.it
14 giugno 2010
presenti 250 sacerdoti e autorità politiche e religiose
Il cardinale Tettamanzi ha celebrato le esequie di monsignor Luigi Padovese, assassinato in Turchia
MILANO - «Ha dato il suo corpo e ha stretto un’alleanza nel suo sangue, offrendo tutto se stesso per l’annuncio del Vangelo e per la vita di coloro che gli erano stati affidati». Lunedì mattina nel Duomo di Milano, con una solennità paragonabile a quella dei funerali di Stato, si sono svolti i funerali di mons. Luigi Padovese, Vicario Apostolico dell’Anatolia e presidente della Conferenza episcopale turca, assassinato il 3 giugno scorso. Il cardinale Dionigi Tettamanzi ha celebrato la messa insieme con 250 sacerdoti tra cui 40 alti prelati dall’Italia, dalla Germania, dal Brasile. In rappresentanza del papa era presente monsignor Edmondo Farhat, già nunzio apostolico in Turchia, che nel 2004 aveva conferito a monsignor Padovese l’ordinazione episcopale. C’era anche monsignor Ruggero Franceschini, arcivescovo di Smirne, appena nominato dal pontefice vicario apostolico dell’Anatolia, in sostituzione del defunto Padovese. In rappresentanza del governo era presente il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e per il Parlamento il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi. Presenti anche tutte le istituzioni locali, dal sindaco Letizia Moratti al governatore Roberto Formigoni. Quaranta le testate giornalistiche accreditate da tutto il mondo. La celebrazione è trasmessa in diretta sul sito della Diocesi (www.chiesadimilano.it).
IL PAPA: IMPEGNO PER IL DIALOGO - Il messaggio personale di Benedetto XVI è stato letto in apertura, così come quello del presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. Nel messaggio, firmato dal cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Papa, «profondamente addolorato», raccomanda «l’anima nobile di questo amato pastore all’infinita misericordia di Dio» e rende grazie «per la sua generosa testimonianza al Vangelo ed il suo fermo impegno per il dialogo e per la riconciliazione che ha caratterizzato la sua vita sacerdotale ed il suo ministero episcopale».
IL CHICCO DI GRANO - «Siamo onorati di accogliere nel grembo della nostra Chiesa Ambrosiana, per l’ultima volta, il corpo di monsignor Luigi Padovese, questo figlio della nostra terra e della nostra Chiesa che, per chiamata di Cristo, è divenuto figlio e padre della Chiesa di Turchia – ha esordito il cardinale Dionigi Tettamanzi nell’omelia -. Ora, raccolti attorno alle sue spoglie mortali, abbiamo ascoltato con commozione tutta particolare le parole di Gesù che fra poco rivivremo nel rito eucaristico: “Questo è il mio corpo che è dato per voi! Questa è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi!” (Lc 22,19s). In queste parole c’è tutta la potenza dell’amore di Cristo che ha stretto con noi un’alleanza perenne nel suo sangue». Il cardinale ha poi citato un passo del Vangelo di Giovanni: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto» (Gv 12,24): «Chicco di grano caduto in terra è stata la vita di padre Luigi, che ha accolto come una chiamata della Provvidenza di Dio il suo ministero di Vescovo di Anatolia. In questa terra turca, che aveva tanto studiato, mons. Padovese ha voluto inserirsi e lasciarsi macerare, amando questo nobile popolo. Chicco di grano si è fatto padre Luigi diventando guida della Chiesa di Anatolia, una Chiesa di minoranza, spesso sofferente e provata».
«UN FRATELLO CHE CONSIDERAVA AMICO E FIGLIO» – E dopo il ricordo del ministero del vescovo ucciso, il ricordo della tragica fine: «Chicco di grano, infine, padre Luigi lo è stato in quell’ultimo drammatico istante della sua vita, mentre era accanto a un fratello che considerava amico e figlio. Il suo corpo e il suo sangue sono davvero caduti sulla terra di Turchia e, pur nel dolore e nelle lacrime, ci appaiono per quello che sono davvero: non più segni di una vita strappata da violenza insensata e tragica, ma offerta viva di sé che padre Luigi ha vissuto in ogni giorno della sua missione di Vescovo, di amico della pace, di fratello di ogni uomo per amore di Cristo Signore».
IL MESSAGGIO ALLA COMUNITA’ TURCA – Il cardinale ha concluso l’omelia rivolgendosi in modo particolare «ai fratelli della Chiesa di Turchia così duramente provati dall’uccisione del loro Vescovo»: «Vogliamo raccogliere il grido, o meglio il lamento, che si leva da voi e dalla vostra terra», ha detto Tettamanzi. «Siamo grati a Dio per la speranza che voi, suo piccolo gregge, comunicate a tutti noi che troppo spesso dimentichiamo il “martirio” quotidiano della vostra fede e della vostra vita… Ora voglio invitarvi a guardare in alto e a vincere la tristezza e lo scoraggiamento, dal momento che la nostra speranza cristiana è più forte di ogni certezza, perché fondata su Cristo, morto e risorto per noi. Vescovo Luigi, fratello nostro, Angelo della tua Chiesa, insegnaci a sperare!».
Redazione online
14 giugno 2010
Turchia: folla in piazza Duomo a Milano per funerali mons. Padovese
ultimo aggiornamento: 14 giugno, ore 11:03
 
Milano, 14 giu. (Adnkronos) – Folla in piazza Duomo a Milano dove sono appena cominciati i funerali di monsignor Luigi Padovese, ucciso in Turchia lo scorso 3 giugno a coltellate e poi decapitato secondo il rituale degli estremisti islamici. In Duomo c’e’ anche un emissario del Papa e Ruggero Franceschini, l’arcivescovo di Smirne, al quale il Pontefice ha affidato ora anche il Vicariato dell’Anatolia. A celebrare le esequie e’ il cardinale Dionigi Tettamanzi insieme con 250 sacerdoti tra cui 40 vescovi e monsignori provenienti da tutta Europa. Ad aprire la funzione religiosa sara’ la lettura del messaggio personale di Benedetto XVI. Tra i presenti anche alcune autorita’ politiche, in rappresentanza del Governo e delle istituzioni locali.
 
 
Ansa.it
Mons.Padovese: duomo gremito per esequie
Messaggio del Papa, pastore del dialogo e della riconciliazione
14 giugno, 13:53
(ANSA) – MILANO, 14 GIU – Si sono svolti in un Duomo gremito da oltre 5 mila persone i funerali di monsignor Luigi Padovese, ucciso dal suo autista in Turchia.
Le esequie del vicario apostolico dell’Anatolia sono state concelebrate dal cardinal Tettamanzi e da 350 sacerdoti di cui ben 50 tra vescovi e vicari episcopali di tutto il mondo. Il Papa in un messaggio ha ricordato ‘il fermo impegno per il dialogo e per la riconciliazione che ha caratterizzato la vita sacerdotale e il ministero episcopale’ di Padovese.
 
IlGiornale.it
lunedì 14 giugno 2010, 13:48
Padovese, l’ultimo saluto Piazza Duomo gremita: 5000 fedeli e 350 religiosi
I funerali del vescovo ucciso in Turchia si sono conclusi con un intervento dell’arcivescovo di Smirne che ha preso il posto di Padovese. Appello ai media: "Tenete aperta una finestra su questa terra"
 
Milano -  Si sono svolti in modo solenne, nel Duomo di Milano, i funerali di monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico di Anatolia ucciso lo scorso 3 giugno in Turchia. La cerimonia funebre, presieduta dall’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, è stata concelebrata da 350 sacerdoti. Dopo la messa il feretro, portato verso il cimitero dei Capuccini di Musocco, è stata accompagnato da un lungo applauso dei circa cinquemila fedeli che hanno partecipato alle esequie.
Il dolore di Benedetto XVI In un messaggio di cordoglio inviato al cardinale Tettamanzi, Benedetto XVI ha voluto esprimere "ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli della Chiesa che è in Milano", le sue "sentite condoglianze" per l’uccisione di monsignor Padovese.
Tettamanzi: come un chicco di grano "Chicco di grano caduto in terra è stata la vita di padre Luigi, che ha accolto come una chiamata della Provvidenza di Dio il suo ministero di vescovo in Anatolia. In questa terra turca, che aveva tanto studiato, monsignor Padovese ha voluto inserirsi e lasciarsi macerare, amando questo nobile popolo. Chicco di grano si è fatto padre Luigi diventando guida della Chiesa di Anatolia, una chiesa di minoranza, spesso sofferente e provata". Con queste parole l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha ricordato nel corso dell’omelia, il vicario apostolico ucciso in Turchia.
Il suo successore: non ci dimenticate Al termine della messa il successore di Padovese, monsignor Ruggero Franceschini, ha rivolto un appello agli operatori dell’informazione affinché tengano aperta "una finestra su questa terra e sul dolore della Chiesa che la abita". L’arcivescovo di Smirne, a cui il Papa ha appena affidato anche il vicariato dell’Anatolia, si è rivolto anche ai religiosi chiedendo loro di venire in Turchia a vivere la propria fede perché "la piccola Chiesa rimasta in Anatolia, anche se di tradizione apostolica, è troppo giovane per superare da sola una tragedia simile". Una comunità, ha proseguito il religioso, "troppo fragile per fronteggiare il male che l’ha colpita, troppo povera per trovare in se stessa le risorse per continuare a sperare almeno di esistere".
 
 
Asianews.it
 
14/06/2010 12:07
ITALIA-VATICANO-TURCHIA
Card. Tettamanzi: Mons. Padovese, vogliamo raccogliere il lamento della Chiesa turca
Ai funerali nel duomo di Milano, un rappresentante del Vaticano legge il telegramma del papa. L’arcivescovo di Milano ricorda il sacrificio del vescovo ucciso e parla del suo corpo e sangue donato, come Cristo. Cautela sul parlare del “martirio” del prelato. Ma mons. Franceschini, vescovo di Smirne, sottolinea che la morte di mons. Padovese è un martirio come quello di don Andrea Santoro. Un appello per aiutare la Chiesa di Turchia che “non ha neanche la libertà di gridare la propria pena”.
Milano (AsiaNews) – Grazie al sacrificio di mons. Luigi Padovese per la Chiesa di Turchia, la Chiesa di Milano vuole “raccogliere il grido, o meglio il lamento, che si leva da voi e dalla vostra terra. Vogliamo, come Chiesa ambrosiana, insieme a tutte le comunità cristiane, accogliere e affrontare la sfida di essere sempre più coscienti della nostra identità cristiana e di saper offrire, senza alcuna paura, sempre e dappertutto, la testimonianza di una vita autenticamente evangelica: amando Cristo e ogni uomo ‘sino alla fine’”.
 
Così il card. Tettamanzi alla messa per le esequie di mons. Luigi Padovese, Vicario dell’Anatolia, ucciso dal suo autista il 3 giugno scorso. Ai funerali solenni, celebrati stamane alle 10.30 nel duomo di Milano, hanno partecipato decine di vescovi e sacerdoti insieme a migliaia di fedeli.
 
All’inizio della celebrazione un rappresentante del Vaticano, mons. Giuseppe Bertello, nunzio in Italia, ha letto il telegramma inviato dal Papa per l’occasione.
 
Benedetto XVI  è “profondamente addolorato per l’uccisione” di mons. Padovese,  si dice nel testo e “si unisce a tutti i presenti nel raccomandare l’anima nobile di questo amato pastore all’infinita misericordia di Dio e nel rendere grazie per la sua generosa testimonianza al Vangelo e il suo fermo impegno per il dialogo e per la riconciliazione che ha caratterizzato la sua vita sacerdotale e il suo ministero episcopale”.
 
Nella sua omelia il card. Tettamanzi ha sottolineato che la morte del vescovo ha compiuto il senso della sua vita, donata a Cristo e al mondo: “Il suo corpo e il suo sangue sono davvero caduti sulla terra di Turchia e, pur nel dolore e nelle lacrime, ci appaiono per quello che sono davvero: non più segni di una vita strappata da violenza insensata e tragica, ma offerta viva di sé che padre Luigi ha vissuto in ogni giorno della sua missione di Vescovo, di amico della pace, di fratello di ogni uomo per amore di Cristo Signore”.
 
La morte di mons. Padovese è sembrata all’inizio causata dalla follia dell’autista, Murat Altun. Nei giorni seguenti diverse testimonianze dalla Turchia hanno fatto emergere le modalità con cui è avvenuta l’uccisione (la decapitazione della vittima, come per un rituale di sacrificio islamico; il grido di vittoria dell’assassino, con l’esaltazione di Allah).
 
Ai funerali tenutisi a Iskenderun, Mons. Ruggero Franceschini, arcivescovo di Smirne aveva parlato di “martirio”. Nel telegramma del papa e nell’omelia del card. Tettamanzi si nota una certa cautela a definire “martirio” la morte del Vicario dell’Anatolia. A un certo punto dell’omelia, l’arcivescovo di Milano, parlando della Chiesa turca ha detto: “Siamo grati a Dio per la speranza che voi, suo piccolo gregge, comunicate a tutti noi che troppo spesso dimentichiamo il ‘martirio’ quotidiano della vostra fede e della vostra vita”.
 
Il card. Peter Erdo, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee ha inviato al card. Tettamanzi un messaggio di condoglianze in cui si ricorda mons. Padovese come “uomo di dialogo e di pace che ha sempre mostrato apertura, amicizia e generosità anche verso coloro che non condividevano la sua fede”.
 
Alla fine del rito ha preso la parola anche mons. Franceschini, che due giorni fa è stato nominato a succedere a mons. Padovese  come Vicario dell’Anatolia. “Hanno ucciso il pastore buono”, ha sottolineato, ricordando come il vescovo assassinato era un esperto dei Padri della Chiesa e della storia della Chiesa turca. Egli ha detto che la testimonianza chiesta a mons. Padovese e a don Andrea Santoro è stato il martirio. E ha citato una sua frase ai fedeli in Turchia: “La terra che calpestiamo è stata lavata da così tanti martiri che hanno scelto di morire per la loro fede piuttosto che rinnegarla”.
 
Mons. Franceschini ha poi espresso un appello a tutta la Chiesa per un aiuto alla missione in Turchia: “Chiediamo vocazioni, sacerdoti, religiosi e religiose per una missione difficilissima, ma senza sconti e senza compromessi. Venite a vivere il vangelo ad aiutarci a vivere semplicemente.
Tenete aperta una finestra su questa Chiesa, siate la voce di chi non ha neanche la libertà di gridare la propria pena”.
 
Egli ha chiesto ai malati che offrano le sofferenze per questa missione, un impegno a chiunque abbia a cuore la pace. “Sia questo – ha detto – il fiore che avete deposto sul corpo di mons. Luigi”.
 
“Non voglio – ha detto – parlare della morte di mons. Padovese. Per lui parlano il suo corpo spezzato e il suo sangue versato per tutti”. E ha aggiunto: “Oggi siamo tutti chiesa di Anatolia”.