Addis Abeba 2 marzo 2004 Progetto YE SELAM MENDER "Villaggio della Pace" Il sottoscritto fra Angelo Pagano, Superiore dei Cappuccini in Etiopia, con l'approvazione ed il pieno appoggio del suo Consiglio e dei suoi confratelli cappuccini della Provincia d'Etiopia, presenta il seguente progetto YE SELAM MENDER, cioè tradotto dall' amarico - lingua ufficiale qui in Etiopia - VILLAGGIO DELLA PACE. Perche' Ye Selam Mender - Villaggio della Pace? Nella capitale etiopica Addis Abeba ci sono numerosi campi profughi, sorti per molteplici cause: principali sono state l'esodo massiccio dalle campagne alla vana ricerca di una vita migliore in capitale, lo sfascio dell'esercito dopo la caduta del regime del dittatore comunista Menghistu [1974-1991], la triste guerra fratricida fra Etiopia ed Eritrea [1998-2001]. In particolare il progetto e' destinato ad aiutare più di un centinaio di famiglie che attualmente risiedono in uno dei numerosi campi profughi: sono famiglie composte da vedove di soldati o da ex soldati dell'ex dittatore Menghistu. Quando Menghistu era dittatore aveva inviato numerosissimi soldati in Eritrea, allora una regione dell'Etiopia, e numerosi soldati hanno sposato donne eritree. Quando Menghistu si e' ritirato dall'Eritrea, divenuta indipendente, il governo eritreo ha concesso ai soldati la possibilità di rientrare in Etiopia con i loro familiari eritrei. Nello stesso periodo di tempo però Menghistu e' stato rovesciato ed il nuovo governo etiopico si e' trovato nell' impossibilità di sistemare tutti questi rimpatriati. I soldati con le loro famiglie sono stati "concentrati" in un campo profughi, con la promessa di una sistemazione. Successivamente il deteriorarsi dei rapporti con la nazione Eritrea e la conseguente tristissima guerra fra Etiopia ed Eritrea ha tolto ogni possibilità al governo di risolvere il problema; i familiari eritrei in seguito alla guerra hanno perso anche la speranza di poter ritornare in patria. DUNQUE YE SELAM MENDER - VILLAGGIO DELLA PACE PERCHÉ DESIDERIAMO DARE UN PO' DI PACE A QUESTE FAMIGLIE CHE SONO STATE COSI DURAMENTE COLPITE DALLA GUERRA E DALLE SUE CONSEGUENZE, E PER DARE SPERANZA AI BAMBINI MOLTI DEI QUALI NON HANNO MAI VISTO UNA VERA CASA PER COLPA DELLA GUERRA. La situazione attuale dei residenti nel campo e' la seguente. Le famiglie in totale sono 119: 43 capofamiglia sono vedove. Ci sono 65 bambini da 0 a 10 anni 88 bambini da 11 a 16 anni 59 sopra i 16 anni Il totale di residenti nel campo si aggira sulle 350 persone fra adulti e bambini.
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Vivono in condizioni miserevoli, come anche fra Mauro Miselli, segretario delle Missioni Cappuccini di Milano, ha potuto constatare con i suoi occhi durante la sua recente visita in Etiopia. Vivono sotto un grande capannone aperto su tutti i lati, cioè senza mura, che fortunatamente almeno ha il tetto di lamiera per difenderli dalle piogge torrenziali ed un po' dal freddo notturno: qui ad Addis siamo a un'altezza di 2500 metri sul livello del mare ed anche se siamo in Africa ed il clima e' mite, le notti sono fredde! Di giorno tuttavia diventa un forno! Nello spazio sotto il capannone ogni famiglia ha ricavato alla bell' e meglio una piccola - come definirla? - capanna, utilizzando legni, sacchi di iuta, sacchi di plastica, stuoie di bambù, cartoni, qualsiasi cosa recuperata per poter costruire una parvenza di muro...Benché si sforzino di mantenere il più possibile la pulizia all'interno di queste baracche -ma e' troppo definirle baracche- e' facilmente immaginabile la carenza delle condizioni igieniche e sanitarie. Non hanno aiuti internazionali. Vivono con gli aiuti che la Vice provincia passa loro di volta in volta e con alcuni umili lavori saltuari e precari che fanno, quando li trovano. Il governo ci ha promesso un grande appezzamento di terreno fuori Addis Abeba: l'autorità' locale e' disposta a darcelo gratuitamente perché e' interessata a sviluppare quella zona. L' unica condizione che ci hanno posto, oltre alla costruzione delle abitazioni, e' stata quella di costruire anche un asilo e una scuola elementare e su questa clausola noi siamo pienamente d'accordo, perché risulta nell’interesse delle famiglie stesse. Fra l'altro asilo e scuola saranno preziosi anche perché servirà i bambini di un vicino villaggio, per un totale prevedibile di circa mille bambini! Il progetto prevede due momenti.
* * * * * Siamo coscienti che l'intenzione di costruire YE SELAM MENDER ha bisogno di una cifra enorme, che una sola organizzazione non può garantire, e che abbiamo bisogno di tempo: infatti prevediamo di realizzare il progetto in qualche anno. Noi vogliamo fare una scommessa realizzando questo progetto, anche perché sappiamo che non siamo soli ma la Provvidenza e' con noi! Come dice una canzone molto famosa dal film "San Francesco" di Zeffirelli, "pietra dopo pietra alto arriverai..." Con l'aiuto della Provvidenza e dei benefattori riusciremo a realizzare Ye Salam Mender! Il coinvolgimento di tutti e' fondamentale i questo progetto. Ti senti anche tu di unirti a noi per vincere questa scommessa? Pace e bene! fra Angelo Pagano Superiore dei Cappuccini in Etiopia |