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I cappuccini nelle selve del Maranhao Quando il Vangelo era difeso dalla pena di morte 1892: la Provincia Lombarda accetta di rimandare Frati in Brasile Nel 1896 padre Carlo da S. Martino Olearo fonda la missione di Alto Alegre Le suore sono un elemento di equilibrio Catechesi e colonialismo: un connubio infelice I primi segnali d'allarme L'arresto del "mayor" Antonino Una vita offerta, una vita accettata "Io so di non avervi fatto male alcuno, anzi, vi ho sempre amati" L'epidemia di "sarampo" diffonde morte e pregiudizio Ogni missionario deve dare esempio di pazienza, sacrificio e abnegazione Nella notte del 13 marzo lo scempio del massacro 261 morti accertati, associati al martiro dei religiosi in quei giorni di carneficina Fu prova o castigo questo doloroso massacro? "Già martiri prima di spargere il loro sangue" Inerzia o complicità dello Stato fra i misteri del folle gesto Le pressioni della Massoneria e l'assoluzione degli indi "Dovrà venire qualcosa di bellissimo per il Brasile" |
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Un impegnativo ritorno nei luoghi del martirioIn Alto Alegre
le Suore Cappuccine di Madre Rubatto sono tornate, 75 anni dopo il massacro
- nel febbraio 1975 - precedute dai frati nel 1960. È un approccio
nuovo e nello stesso tempo più maturo e più ricco, accompagnato
dal cielo da tante presenze che sostengono e ispirano, che animano ed
incoraggiano.
La gioia della fede incarnata nella testimonianza fraterna, fondamento indispensabile di un annuncio efficace - perché il bene si trasmette per contagio, "bonum diffusivum sui" - la fatica dell'adattamento in situazioni precarie e difficili, il lavoro nella promozione della donna, della sua istruzione e formazione, della cura della salute propria, dei piccoli e dei familiari, l'annuncio evangelico diretto, costituiscono la trama e l'ordito dei giorni. Nella costante attenzione, serena ed impegnata, a vivere l'Evangelo "sine glossa", come chiedeva san Francesco ai discepoli, come Madre Francesca ha umilmente, quale "donna forte", vissuto e come i martiri di Alto Alegre, le sette suore, i quattro frati, i terziari Pietro Novaresi da Paullo e donna Carlotta Bizerra di Barra do Corda - brasiliana, vedova e collaboratrice della missione già prima dell'arrivo delle suore - hanno testimoniato fino all'ultimo soffio di vita. |
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