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In questo numero:


di frei Aligi Quadri

Un padre infaticabile al servizio della gente

50° anniversario della professione religiosa, 69 anni anagrafici di cui 36 come missionario in Brasile. Sono questi alcuni dei numeri di frei Aligi Quadri che oggi, dalla parrocchia di Açailandia, rivive con intensità la sua variegata esperienza in terra carioca. La sua storia è anche un po’ la storia del Brasile.

24 gennaio 2006: noi frati di Maranhao Parà Amapà siamo riuniti in capitolo elettivo di Belém (Parà). È un giorno di riflessione e il mattino c’è il ritiro con la presenza dell’arcivescovo della città che detta una riflessione riguardo la vita religiosa. È un motivo per ripensare ai tre anni che ho passato da solo in una parrocchia relativamente piccola (dodicimila abitanti, dei quali seimila vivono in città), con ventidue comunità cristiane sparse all’interno e la fraternità più vicina si trova a cento chilometri, dove vivono altri due frati. Solo come sacerdote in mezzo a un popolo povero, lontano dalle grandi città e la strada di grande comunicazione più vicina passa a venticinque chilometri di distanza. La città è circondata da grandi piantagioni di cocco “babaçu”, dove una buona parte delle famiglie vive raccogliendo e spaccando queste noci, che sono praticamente l’unico sostentamento. Tre anni passati da solo, cercando di partecipare alla vita sociale, politica, educativa e religiosa senza preferenza di gruppi. Aiutare le famiglie più povere; ecco la preoccupazione di organizzare le adozioni a servizio delle famiglie più povere, più volte spose con più figli abbandonate dai mariti. Situazioni tristi e problematiche a cui il sacerdote deve dare una soluzione, ci vuole una forte motivazione nella fede e nella preghiera per vivere la propria vocazione religiosa e sacerdotale in mezzo ad una maggioranza preoccupata essenzialmente di trovare i mezzi di sussistenza e a divertirsi appena può. “Padre, voglio battezzare mio figlio!”, “Padre, vogliamo sposarci!”, “Padre, voglio che tu benedica la mia casa!”, “Padre, voglio che mio figlio faccia la prima comunione!”, “Padre, voglio che tu aiuti ad andare a Teresina (la grande città più vicina)!”, voglio, voglio: le condizioni non ci sono, ma a tutto c’è una soluzione. Il gruppo di fedeli che ti aiuta ha il grande compito di evangelizzare, di essere missionario; in questi tre anni il compito di organizzare le Sante Missioni Popolari è stato nelle loro mani, i laici ne sono i responsabili diretti, i grandi protagonisti. Fanciulli, adolescenti, giovani e adulti entusiasti della propria fede, spinti dall’amore per Gesù, vivono intensamente la preparazione e la settimana missionaria che in luglio celebriamo, con la partecipazione di tantissima gente e con un’infinità di striscioni per le strade.

E mi ritrovo a pensare “da solo” in casa: mangiare, vivere come qualsiasi altra persona, spese della luce, dell’acqua,
del telefono; abbandono subito questi pensieri e penso all’accoglienza amichevole delle varie comunità che visito più volte l’anno, la loro prima preoccupazione è quella di offrire il pranzo o la cena per me e la mia comitiva.
Penso anche alle costruzioni realizzate: una chiesa in periferia con salone a servizio della comunità, ora sotto la responsabilità gestionale dell’Ordine Francescano Secolare, e altre due chiese per le comunità dell’interno.
Non dimentico il gruppo di venti ministri straordinari dell’Eucaristia che due volte al mese, la domenica alle 6,30, distribuiscono la comunione agli ammalati.    
“Solo”, ma con un gruppo di uomini e donne  che mi aiutano a non sentire il peso di essere solo: Ordine Francescano Secolare, infanzia e adolescenza missionaria, gruppo coniugi dell’associazione Nostra Signora, catechisti, gruppo giovani, il Rinnovamento Carismatico Cattolico.
Questa è l’esperienza di un frate che vive “solo” in una parrocchia del Brasile!
E il ritiro mi serve anche per rivivere un sogno ben fissato come un film nella mia mente: 50 anni di professione e 43 anni di sacerdote: 1 anno al Cimitero di Musocco a Milano, 5 anni all’ospedale di Bergamo, 4 anni alla parrocchia di Casalpusterlengo e poi 36 anni in Brasile: pochi mesi ad Alto Alegre (quanto basta a rivivere il martirio dei nostri frati, delle suore di madre Rubatto  e dei laici agli inizi del secolo scorso), poi Barra do Corda, dove mi occupavo della “desobriga”, cioè della visita alle comunità disperse nella foresta, distanti anche più di cento chilometri l’una dall’altra, poi Petropolis (città storica vicino a Rio de Janeiro) dove ho seguito per sedici anni la formazione dei giovani frati (10 anni come maestro dei novizi e sei come direttore degli studenti di teologia): quanti giovani sono passati per questa casa di formazione, ma nel campo vocazionale la perseveranza si limita a pochi frati e sacerdoti nativi, bastanti però a far sorgere la nuova provincia brasiliana.
Il lavoro continua: divento parroco a Imperatriz e poi a Açailandia, grandi città e grandi parrocchie, gioia e tristezza....
Il ritiro è terminato, aspetto solo la scelta dei nuovi superiori che mi destineranno ad una nuovo luogo di missione, non sarò più solo, tornerò a vivere in una fraternità, l’esperienza in questa città chiamata Governador Archer sta arrivando alla fine.
Popolo lavoratore, sempre alla ricerca di mezzi di sussistenza, popolo con radici cristiane, che si manifestano chiaramente nelle grandi occasioni con una chiesa “super super” piena, nella ricerca del battesimo, nella preoccupazione di formare alla vita e all’amore per Gesù, nelle prime comunioni e nelle cresime, popolo che riceve con gioia il sacerdote in visita alle comunità dell’interno; tutto è terminato per me la parrocchia è ritornata alla diocesi di Grajaù.
Grazie Signore Gesù per questa mia vocazione religiosa e sacerdotale!

Cinquant’anni sono passati: il 15 agosto a Lovere festeggerò la mia professione. Solo devo ringraziare per tutto quello che il Signore Gesù ha operato in me nonostante le mie infedeltà e le mie limitazioni come persona umana. Con Maria posso cantare il Magnificat: “Il Signore ha operato in me meraviglie”.

 

 


fra Aligi Quadri con i parrocchiani

fra Aligi con bambini della missione

fra Aligi Quadri con chierichetto

foto di gruppo


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