Abidjan, le 17.04.2011

Carissimi benefattori e amici di “Sostegno a Distanza”, ricevete i nostri auguri più cordiali e fraterni per le feste pasquali che ci accingiamo a celebrare.

Con questa mia lettera vorrei riprendere quanto vi scrivevo nel mese di dicembre all’approssimarsi delle feste natalizie e del nuovo anno. Proprio in quell’occasione tutti esprimevamo auguri di speranza per una ripresa totale e completa della vita sociale in Costa d’Avorio dopo il difficile immediato periodo post-elettorale. Purtroppo il nostro desiderio non s’è realizzato, anzi…
Penso che le poche notizie che i media italiani vi hanno comunicato circa la situazione socio-politica del nostro Paese erano quelle già drammatiche di questo ultimissimo periodo. In realtà dal 28 novembre 2010 la situazione non solo non s’è minimamente migliorata ma è andata sempre più peggiorando fino ad arrivare a vere e proprie zone di guerra in varie parti del territorio nazionale e, ultimamente, anche in alcuni vasti quartieri di Abidjan, capitale economica e ancora sede dell’amministrazione e di tutte le istanze politiche e governative.
Nonostante le numerose commissioni e delegazioni africane e internazionali che si sono succedute durante questi ultimi quattro mesi, i due campi avversari invece di accettare il dialogo politico e diplomatico si sono pian piano irrigiditi arrogandosi ciascuno la vittoria delle elezioni presidenziali. Immediatamente le ex-forze nuove della ribellione, che erano sempre insediate in tutta la metà nord della Nazione, si sono riarmate e ripreso vigore sentendosi minacciate e defraudate del successo elettorale del loro candidato, rivale politico del presidente uscente. Nessun intervento interno (diplomatici, religiosi, politici, saggi, ecc.) nè esterno (Unione Africana, CEDAO, UEMOA, ONU, UE, Paesi amici, ecc.), nessuno ha potuto portare i due leaders politici ad incontrarsi per risolvere la crisi che ha arrestato bruscamente il Paese a tutti i livelli della vita sociale. Atti di violenza e di prevaricazione, grazie alla prepotenza e alla minaccia delle armi, hanno costretto le banche commerciali internazionali, presenti in Abidjan e nelle grandi città dell’interno, a chiudere dopo che la Banca Centrale era stata letteralmente derubata. Il grande e piccolo commercio ne hanno risentito terribilmente a scapito di tutta la popolazione fino a degradarsi sempre più, al punto che tutti i prezzi erano stati duplicati e addirittura quadruplicati su quel poco che si poteva ancora trovare: pane razionato, un poco di verdura, riso…
Di fronte a questa situazione la gran parte delle scuole sono state chiuse, soprattutto nelle zone del nord, quindi anche a Zouan-Hounien. Anche al sud, a Abidjan e a Alépé, l’insegnamento è stato parecchio perturbato a causa dell’insicurezza generale e dell’imprevedibilità di attacchi armati contro i sostenitori del presidente scadente, considerato usurpatore dei risultati delle urne. La gran parte degli insegnanti e degli scolari hanno preferito rimanere con le rispettive famiglie. Quelle pochissime scuole che hanno continuato ad insegnare l’hanno fatto a singhiozzo e sicuramente con effettivi ridotti sia di maestri e di ragazzi. La scuola, praticamente, è bloccata da quattro mesi.
Nel frattempo tutto s’è deteriorato fino ad arrivare al confronto armato dei due gruppi opposti: dal nord del Paese i militari delle Forze Nuove sono scesi gradualmente e in poco tempo conquistando i grandi centri cittadini. Giunti a Abidjan hanno integrato i gruppi dell’esercito già presenti nella città che avevano ormai disertato il presidente uscente formando un nuovo esercito: le Forze Repubblicane della Costa d’Avorio. Questo passaggio s’è fatto a prezzo di numerosissime vittime, sia tra i militari dei due campi che tra i civili, molte volte repressi violentemente nelle loro manifestazioni o semplicemente prelevati nelle loro case a secondo della loro militanza politica. Da una settimana le Forze Repubblicane hanno potuto mettere le mani sul presidente scaduto e su gran parte dei suoi fedelissimi dopo un confronto armato durato una decina di giorni. Attualmente è in mani sicure: l’ONU si occupa di lui.
La vita stenta a riprendere, ma… sembra che riprenda lentamente. Una bella notizia è stata annunciata a riguardo della scuola: deve riprendere martedì 26 aprile 2011. Sarà vero? Noi tutti lo speriamo di cuore, gioiosi di rivedere tutti gli scolari al loro banco di studio… dopo tanti mesi di dispersione forzata e di silenzio.

A nome di tutti i miei collaboratori ricevete fraterni e riconoscenti auguri di Buona Pasqua.
                                                                                 Fr. Oliviero




 - nelle immagini bambini del sostegno a distanza in Costa d’Avorio:

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