THAILANDIA 2010
Cantamessa Martina, Garavelli Andrea, Marchi Jacopo.

Destinazione e compagni inaspettati, è così che dopo gli incontri formativi fatti al Centro Missionario dei frati Cappuccini di Milano, ci dirigevamo insieme verso quella che sarebbe stata la nostra meta: Nonthaburi inThailandia.
Preoccupazione, paura e aspettative ci accompagnavano nei giorni antecedenti all’arrivo, soprattutto per chi questa esperienza di volontariato rappresentava il primo contatto con la realtà missionaria; mentre negli altri, c’era l’attesa di poter rivivere davvero alcune emozioni, alcuni momenti già vissuti in precedenza anche se con persone diverse e in altri paesi del mondo.
Ad aspettarci a Nonthaburi c’erano tanti bimbi disabili e non, con le loro mamme che sono ospitati proprio al centro “La casa degli angeli” gestito dalle suore saveriane nella persona della splendida Suor Angela..
Ci hanno accolto in maniera graduale: la prima ad arrivare è stata Vittorina, che ci ha un po’ aperto la strada, smorzando anche quelle che erano le nostre preoccupazioni. Successivamente la raggiunsero Martina e Jacopo e per finire Monica e Andrea . Nonostante questi diversi arrivi, siamo sempre riusciti a condividere parte della nostra esperienza con i nostri compagni; compagni che in alcuni momenti sono stati la vera forza. Sicuramente da soli non avremmo vissuto così appieno questa meravigliosa esperienza missionaria.
Il lavoro che abbiamo svolto li è stato di varia natura: dal giardinaggio al verniciare, dallo scartavetrare il legno a ricoprire dei libri, dal pulire i vetri del centro al cercare di fare riabilitazione con i bambini, dal dare da mangiare ai piccoli al divertirsi con loro e le loro mamme nel gioco, da fare da mangiare a disegnare e fare la spesa.
Oltre a tutto questo ci sono state delle fantastiche “gite” , tra zoo, piscine, e varie visite in zona.
Insomma avevamo sempre qualcosa da fare, e anche se a volte ci potevano essere dei tempi morti beh arriva uno dei bimbi con la sua sedia a rotelle oppure saltandoti addosso, oppure piangendo o frignando, come per dire:” Beh cosa ci fai qui vieni e stai un po’ con me!” e questa era una delle piccole cose che ti riempiva il cuore, si vedeva che erano contenti della nostra presenza li. Ogni bambino della casa degli angeli è figlio di tutte le mamme e molte volte anche noi eravamo visti come mamme e papà di ognuno di loro. Ogni momento passato con loro ti dava soddisfazione, soprattutto quando imparavano delle paroline in inglese, quando muovevano i primi passi, quando disegnavano con te, o imparavano delle canzoni italiane. I nostri cavalli di battaglia erano waka waka e la sigla delle pubblicità; insomma ogni momento era prezioso e aveva un significato, anche se quando viene raccontato poche persone riescono a capire fino in fondo come anche un piccolo gesto ti possa dare tanto.
Li alla casa degli angeli, il lavoro principale non era semplicemente stare con i bambini ma anche con le loro mamme, mamme con storie e difficoltà diverse che piano piano si sono aperte anche con noi chi prima e chi dopo. Giovani mamme che ci giravano sempre intorno tra scherzi vicendevoli e aiuti reciproci, insomma in poche parole siamo stati accolti e siamo diventati parte di una grande famiglia di ANGELI.
Io e Andrea nel nostro mese passato in Thailandia, abbiamo avuto l’occasione di fare un viaggio al nord, e di risiedere alla Nemesia’s house da Suor Annarita, una suora della carità di S. Giovanna Antida Touret. Con lei abbiamo vissuto una realtà diversa con ragazze che andavano dai 13 ai 18 anni che vivono per tutto il periodo scolastico convivendo, lavorando e studiando insieme; anche qui una grande famiglia con a capo una grande mamma Suor Annarita che le segue in ogni momento da quando si alzano a quando chiudono gli occhi per addormentarsi, che fa loro da amica, da guida , da confidente. Il loro rapporto è davvero speciale e solo a vederle insieme ti fa capire quanto il loro legame sia forte e bello.
La mattina, quando le ragazze sono a scuola, nella casa vengono ospitati dei ragazzi disabili dei villaggi vicini, a cui viene data un po’ di attenzione: lì qualcuno gli vuole bene, gioca con loro, gli da mangiare, li lava e li accudisce.. in questo modo la casa è sempre attiva e viva dalla mattina alla sera.
Questi amici nonostante i pochi giorni che siamo stati con loro si sono affezionati tantissimo a noi come noi a loro e hanno fatto fatica a lasciarci andare.
In Thailandia abbiamo lasciato una parte del nostro cuore. Ogni tanto anche qui in Italia sentire una canzone alla radio, vedere la pioggia che cade oppure soltanto una parola o un gesto, ti riportano alla mente alcuni momenti vissuti con loro e che rimarranno sempre dentro di noi, e chissà mai magari un giorno potremo riviverli proprio là con loro …. Non è forse vero che le vie del Signore sono infinite?