In questo periodo di festa in cui celebriamo la nascita del Signore in mezzo a noi e ci prepariamo ad iniziare un anno nuovo carico di sogni e speranze ci ha raggiunto dal Brasile la triste notizia della morte del volontario TITO MARTINELLI di 82 anni che da Agosto era partito insieme a Manuel Marelli in missione per Anil e poi Belem.
Nella lettera di frei Aquilino che l’ha seguito nell’ultimo periodo della sua vita traspare la sua alta statura di uomo, di Medico e di volontario votato all’aiuto e al sostegno dei più poveri tra i poveri anche a rischio della propria vita.
Noi frati grati a Tito per la sua testimonianza ci stringiamo al figlio Pietro e a tutti coloro che l’hanno conosciuto e amato e preghiamo il Signore di accogliere tra le sue braccia questo suo figlio che ha vissuto fino all’ultimo giorno il Vangelo della carità.
pace e bene.
fra agostino


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                                   Martinelli Tito: UN VOLONTARIO FINO ALL’ULTIMO GIORNO…
                                    PACE E BENE                Brasile 27.12.12
  La vigilia di Natale a Belem (Brasile) alle ore 11 si chiudeva la storia di una persona con la cerimonia di un funerale particolare: era un Italiano venuto VOLONTARIO per servire i poveri…          Aveva trascorso una settimana in coma nella terapia intensiva del pronto soccorso di Guama-Belem, SCHOCK SETTICO polmonare acuto e il suo corpo non ha retto.
 Un gruppo di una decina di persone eravamo nel cimitero “Das Palmeiras” in Marituba per dare l’addio a questa persona speciale: TITO MARTINELLI, conosciuto, amato, stimato. Aveva lavorato senza risparmio per tre mesi come dentista professionale per i piu poveri di Tucuntuba. Non c’erano parenti perché purtroppo il figlio Pietro stava volando per tornare in Italia.
Chi era quella persona  di cui si faceva il funerale? TITO MARTINELLI un “VOLONTARIO” che dall’Italia era sbarcato in BRASILE quest’estate, aveva lavorato per mesi a Sao Luis do Maranhao, e che era arrivato in Ottobre in Belem e precisamente nella “CRESCI FREI DANIELE da SAMARATE in TUCUNTUBA” dove lavorava intensamente ogni giorno, senza risparmiarsi per i più poveri, curando,  impiantando denti,  ai più poveri, che certamente non avrebbero mai potuto  avere un servizio, un trattamento così preciso, così accurato e con tanto amore.
TITO l’ho incontrato  il 10 ottobre, al mio rientro dall’Italia, era appena arrivato da Sao Luis, dove aveva lavorato in una cresci (asilo) di piccoli bambini bisognosi di tutto, e mi raccontava la bella esperienza vissuta con i frati e con MANUEL un altro Volontario di missione. La sua permanenza in Brasile era di solo un mese, ma nel cuore aveva il proposito di rimanerci sempre e di donare tutte le sue forze, energie, capacità, ( era dentista di professione…in pensione…) e dopo aver trovato una sistemazione con noi in convento, si dedicò senza riserva ai poveri, che subito approfittarono della sua abilità, gratuità, bontà, ne ha curati piu di 250 in tre mesi….         
 Il nuovo ambulatorio in cui lavorava era localizzato in  un “bairro popoloso, povero, violento nel PANTANAL TUCUNTUBA territorio dell’ex LEBROSARIO del nostro Frei Daniele da Samarate, ancor oggi con tante  necessità  umane, sociali.
Mi confidava che qui voleva rimanervi per sempre, voleva realizzare tante cose, e sopratutto voleva morire tra i poveri che tanto amava,  voleva consumare il resto dei suoi giorni tra quella gente bisognosa di tutto.
Ogni volta che rientrava in convento  per dormire mi raccontava l’esperienza vissuta, mi mostrava le  molte foto del lavoro realizzato, con pochissimi mezzi a disposizione… veri miracoli di tecnologia dentistica, era l’entusiasmo che ci metteva, era il Signore che benediceva il lavoro…. Pensate che non era un giovanotto di venticinque, trent’anni…  era nato sei anni prima di me nel 1930 a LUCCA ( aveva 82 primavere sulle spalle…) e non era ricco. Il figlio Dr. Pietro, che poi ho conosciuto quella settimana terribile precedente la sua morte, mi raccontava che usava la sua pensione mensile e con quella viveva, comprava il materiale, aiutava i piu bisognosi…era poverissimo… e  quando non copriva le spese o mancava materiale importante, batteva al cuore dell’unico figlio, dentista anche lui, il quale inviava subito materiale vario, così le sue mani d’oro potevano  realizzare veri miracoli di cesello, sistemando bocche orribili, dando a quei poveri un aspetto gradevole ma soprattutto togliendo il dolore…
Un giorno, quasi di sorpresa, mi mostra il gomito della sua mano destra, era infiammato e con pus… lo porto da un nostro amico radiologo che gratuitamente si presta a fare un Rx, riscontra un principio di “mielite ossea", mi indirizza da un traumatologo per un intervento, ma non si sente di operarlo, consiglia quanto prima una pulizia della capsula. lo consiglio a Tito di riprendere il viaggio per l’Italia dove era stato operato pochi mesi  prima di partire per il Brasile, ma non ci sente… continua il suo lavoro per i poveri, non volendo partire e personalmente  si cura con antibiotici e cortisonici…
Questo era il quadro della  sua situazione prima di essere colpito dalla polmonite e dalla setticemia: era un uomo spartano, non voleva cedere, era passato, senza forse, in situazioni peggiori e come sempre era sicuro di quello che faceva, bisognava fermarsi…rientrare…farsi rivedere dai medici che l’avevano operato, pensare a se stesso…ma questo non lo ha mai capito.
Tito  era un uomo volitivo, quando decideva una cosa , quella doveva realizzarsi a tutti i costi, aveva affrontato in piena guerra in Bosnia il fuoco incrociato per dare asistenza ai cristiani o ai musulmani, per lui erano tutti uguali, era poi andato a dare una mano in Mozambico, più volte era venuto in Brasile, aveva subito un incidente stradale, rotto un braccio, passò vari giorni senza essere soccorso  fu portato con un motoscafo tre giorni dopo “in terra firma” dove ha  sopportato operazione e blocco del braccio…    rientra in Italia viene sottomesso ad un’ altra operazione intestinale con rischio altissimo di peritonite… ma dopo pochi mesi  nell’agosto 2012 è pronto per riprendere il viaggio per il suo Brasile: sarà l’ultimo e il definitivo  e cosi  senza immaginarlo realizzerà il suo grande SOGNO, dare tutto ai suoi poveri, aspettare poi la RESSUREZIONE DEI SANTI in terra BRASILIANA.
E´stato una persona straordinaria, peccato che solo tre mesi l’abbia conosciuto, ma mi ha lasciato un grande esempio di solidarietà, di laboriosità, di grande fede in DIO, e di una povertà personale straordinaria, sensibile  alle persone bisognose; per lui non esistevano  barriere, non aveva paure, affrontava tutto con una spontaneità particolare, confidava in Dio di tutto cuore.   Un giorno mi racconta che una giovane ragazza di circa vent’anni, mentre era in attesa di una corriera di linea, con altri giovani l’aiuta a salire, pensate, era senza braccia, nata focomelica…che pena mi dice, non aver chiesto dove abitava, voleva poterla aiutare, era commosso a raccontare l’accaduto, vedere nei giovani l’immediata solidarietà e la sua serenità nel lasciarsi aiutare in quel frangente…
TITO MARTINELLI se n’è andato, dopo solo una settimana di rianimazione senza riprendere coscienza, senza parlare con me, con le persone che tanto l’amavano, con il figlio PIETRO, che si precipitò dall’Italia per incontrarlo, si andavano due volte il giorno a visistarlo…nessuno pensava alla sua fine, pochi giorni prima lo immaginavo nella nostra infermeria sereno in salute, contento del suo prezioso lavoro. Ci si stava preparando per il NATALE del Signore, il Figlio, Dr. PIETRO, i dottori e le infermiere che l’accompagnavano davano speranze, anche se il quadro era grave…tutti i parametri rispondevano positivamente, ma il Signore lo stava preparando per il suo Paradiso…
Proprio mentre il figlio riprendeva il volo per casa, era partito in fretta e furia ma aveva promesso che sarebbe ritornato con piu calma, era circa un’ora e mezzo appena decollato dall’areoporto di Belem per Sao Paolo,  mi telefonavano dall’ospedale annunciandomi che TITO aveva cessato di respirare, era volato pochi minuti prima a prendere il premio meritato.
Questa è la storia gloriosa di un VOLONTARIO del BENE, che ha voluto terminare la sua vita, spendere i doni ricevuti per gli ultimi, dare un glorioso esempio di vera solidarietà Cristiana, coronando il SOGNO del suo cuore di vivere gli ultimi suoi giorni tra i poveri, morire con i suoi poveri, riposare eternamente tra i suoi poveri, aspettare la RESSUREZIONE TRA I SUOI POVERI….
VOSTRO FREI AQUILINO APASSITI.
Missionario in Brasile.

 - leggi anche: volontari in missione, news del 13 agosto 2012 …




 - Tito nella missione nel 2012: