Ciao a tutti, Ferragosto è passato senza che ce ne accorgessimo perché qui non si festeggia ma in compenso abbiamo festeggiato per tre giorni il compleanno della regina e poiché la regina è la mamma di tutti, tutte le mamme festeggiano. Sono stati giorni ricchi di entusiasmo e vita, ma ogni tanto c’era un poco di malinconia per chi la mamma non ce l’ha più, oppure per chi, soprattutto nelle case della speranza che ospitano i ragazzi dello slum, la aspettava e non è arrivata; così abbiamo fatto da supplenti alla mamma.
Uno dei tre giorni è stato dedicato ai festeggiamenti qui alla casa degli Angeli: anche i bimbi disabili hanno festeggiato le loro mamme perché sia come sia la mamma è sempre la mamma e anche se non parli o non cammini oppure non ci vedi riesci a dirle ti voglio bene.
Oltre a cibi e bevande un pò speciali abbiamo organizzato una gita sul fiume: immaginatevi la felicità di questi bimbi ma anche delle loro mamme di poter vivere un giornata così speciale! Poter uscire con il tuo bimbo e concederti una gita, non importa come ti guarda la gente (non vi dico le facce della gente: per loro eravamo degli alieni)!


Così dopo i festeggiamenti è ripresa l’attività giornaliera a quotidiana, ci sono state delle lezioni di cucina dove abbiamo pasticciato insieme sia con le ragazze che con le mamme, abbiamo finito i dipinti e iniziato degli altri, fatto fisioterapia, cantato ballato, mangiato giocato…..e oramai siamo arrivati alla fine dei nosrti giorni qui.


Così ecco la fine dell’alfabeto:


P come persona: un insieme di molte cose che ci rende unici e speciali e perciò irripetibili, non importa come siamo fatti.


Q come quiete, quella che respiriamo alla sera dopo una giornata vissuta assieme nel quotidiano.


R come risposte, tante ne abbiamo trovate qui sia nella gente che abbiamo incontrato che in quanto abbiamo vissuto.

 

S come sorrisi, i tanti che abbiamo ricevuto e che non ci hanno fatto sentire stranieri.

 
T come Thailandia, una terra in cui abbiamo un pezzo di cuore.


U come unire, perché abbiamo imparato che occorre sempre trovare ciò che unisce e non ciò che ci divide.


V come vita, che come diceva qualcuno è fatta per esplodere e andare lontano; forse noi l’abbiamo presa un po’ troppo alla lettera.


Z come zaino che noi portiamo spesso e che abbiamo riempito di emozioni, volti, storie, e che adesso ci portiamo in Italia.


Grazie a tutti per l’affetto che ci avete dimostrato in questo mese.


 
Teo e tribù Carlini



 - leggi la lettera precedente dalla fam. Carlini…




 - nelle immagini la festa della mamma lo scorso anno: