Dopo il tempo di Quaresima e Pasqua, riprende il tempo dell’ordinarietà della nostra fede. Essa poggia sul fatto che Dio è una relazione senza fine (la solennità della ss.ma Trinità) che si apre a noi e ci coinvolge, nel dono totale di Sé attuato nel Figlio in croce: questo dono lo accogliamo, celebriamo e rinnoviamo nell’Eucaristia (la solennità del Corpus Domini). Attorno a questa relazione e a questo dono deve ruotare e crescere la nostra fede.
Il segno che ci è lasciato è quello del pane che, nella sua semplicità, ha significati profondi.
Anzitutto, il pane è l’alimento principale, ciò che permette la nostra sussistenza. Gesù stesso parla di sé come il Pane vivo, che nutre per sempre e fa vivere in eterno: Non possiamo dirci suoi discepoli se non ci nutriamo della relazione con lui, se non accettiamo che sia lui a darci vita donandosi per noi.
Inoltre, celebrare l’Eucaristia è un memoriale: non un semplice ricordo di ciò che Gesù ha fatto per noi, ma fare memoria di quel dono, realizzato 2000 anni fa, che si rinnova ed è presente per me oggi: l’amore di Dio mi raggiunge nel mio oggi, per come sono oggi, ed è per me via di salvezza e dono di grazia che mi accompagna nella conversione.
Infine, nella Messa, partecipare all’unico Pane realizza la comunione… anzitutto con Gesù Cristo, fonte della nostra salvezza, che fa partecipi della sua vita… cioè ci rende simili a lui, ci fa diventare più evangelici; ma poi crea unità tra noi, scioglie le resistenze a costruire relazioni positive, che vadano oltre il nostro egoismo, le nostre differenze, i nostri conflitti… fa di noi, che partecipiamo all’unico pane, non l’insieme di tante persone, ma una comunità, la Chiesa… ci rende parte dello stesso Corpo di Cristo.