Insieme possiamo continuare a far battere molti cuori


 
Salute e nutrizione

Oggi si devono scegliere i bambini più gravi da operare. Più il Cardiac Center lavorerà e sempre meno si dovrà scegliere.

In Camerun e in tutta l’Africa Centro-Occidentale, un’area che conta oltre 200 milioni di persone, il Cardiac Center è stato il primo centro cardiochirurgico, in un contesto dove migliaia di bambini affetti da cardiopatie congenite non hanno accesso alle cure. Solo in Camerun, oltre 30.000 bambini sono in attesa di un intervento salvavita. Il centro è nato nei primi anni 2000 presso l’ospedale di Shisong grazie anche all’impegno dei Missionari Cappuccini e al progetto “Fai battere il cuore”, che ha permesso per anni di offrire operazioni gratuite ai bambini più poveri. Dal 2009, con il supporto di numerose organizzazioni e benefattori, il Cardiac Center ha garantito oltre 100 interventi chirurgici all’anno, grazie anche alle missioni di medici provenienti dall’Ospedale San Donato Milanese. Negli ultimi anni, però, la grave instabilità politica del Paese ha reso impossibile proseguire le attività a Shisong. Per questo, nel 2020, le attrezzature sono state trasferite a Yaoundé, la capitale, in una clinica in cui sono presenti le stesse suore. Qui le operazioni vengono effettuate da medici locali: i costi sono aumentati e il numero di interventi si è ridotto, ma il sostegno ai bambini non è mai venuto meno. Due volte l’anno, nei mesi di febbraio e novembre, si svolgono a Yaoundé le giornate di consulto “Cardiac Center”, durante le quali vengono individuati i casi più urgenti da sostenere. Il costo medio di ogni intervento è di circa 6.000 euro, una cifra che può fare la differenza tra la vita e la morte per molti piccoli pazienti.

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