Nell’imminente traguardo dei 25 anni dall’inizio del percorso del Sostegno a Distanza dei Missionari Cappuccini possiamo comunicare che oltre 10.500 bambini hanno beneficiato e continuano a beneficiare della generosità che tante persone hanno messo a disposizione per permettere a tutti loro di crescere in istruzione e buona salute.
Non sembra nemmeno vero, ma così è: ci stiamo avvicinando al traguardo dei 25 anni ufficiali del progetto Sostegno a Distanza, iniziato con la Rivista Cammino e poi continuato dal Centro Missionario dei Cappuccini di Milano. Nel corso di quest’anno si stanno organizzando in Costa d’Avorio, che ha visto il nascere di questo progetto, diverse iniziative ed eventi. In realtà, anche se in modo sporadico e individuale, già precedentemente erano stati aperti dei sostegni a distanza: 25 anni sono il lasso di tempo da cui si è strutturato come progetto organizzato.
In tutti questi anni sono stati aiutati concretamente nella loro crescita, istruzione e buona salute oltre 10.500 bambini. Per noi questa è un’occasione in più per ringraziare di cuore tutti coloro che, anche con notevoli sforzi, hanno aiutato tanti bambini ad avere qualche speranza e possibilità in più.
Normalmente ad ogni bambino viene associata una scheda con una sigla e un numero, ma non si tratta soltanto di numeri o sigle, dietro ai numeri ci sono persone, storie, tante storie, rese possibili dalla generosità e dall’amore di tante persone.
Riporto lo stralcio di una testimonianza giunta dalla Costa d’Avorio: “Mi chiamo Kehi Bila Privat, sposato e padre di 5 figli (una bambina e quattro maschi). Ho conosciuto il progetto ‘Sostegno a Distanza’ nel 1995, proprio quando i Frati Cappuccini hanno deciso di iniziare questa “avventura” di solidarietà e di vicinanza ai bambini dell’Ovest ivoriano, soprattutto nell’ottica di permettere loro di crescere sani e di poter andare a scuola. Grazie all’interessamento del primo responsabile locale del mio villaggio di Kouepleu, Bokoui Victor, essendo in quel momento la mia famiglia in difficoltà per la perdita del papà e la mamma restata vedova con un piccolo “esercito” di bambini a carico, tre dei miei fratelli hanno potuto beneficiare del progetto. Uno di questi, dopo aver terminato la scuola primaria e superiore, è stato recentemente ammesso al concorso come maestro di ruolo e ben presto sarà destinato ad una scuola per cominciare l’insegnamento”. Ora il sig. Privat è un collaboratore dei frati, insieme ad altri colleghi, nella gestione del SAD per la sua regione. È solo una delle storie, ma dietro ogni sostegno, e in questi 25 anni sono migliaia, ve ne sono tante altre, frutto della vostra generosità e del vostro impegno.
Siamo sempre commossi e riconoscenti per la vostra generosità e fedeltà nonostante i tempi difficili, perché i bambini inseriti nel progetto possano crescere ed essere educati con dignità, ricevere cure e alimentazione che altrimenti non potrebbero avere per il contesto molto povero in cui vivono.