Si è concluso il 33mo viaggio internazionale di Papa Francesco da una terra dove il cuore del Pontefice non si allontanerà mai, l’Iraq.
Francesco lascia l’Iraq dove è arrivato pellegrino di pace e speranza all’insegna del motto evangelico “Siete tutti fratelli”. Una visita storica, la prima di un Pontefice nel Paese del Golfo e in un Paese a maggioranza sciita, iniziata lo scorso 5 marzo, un pellegrinaggio da tempo desiderato per abbracciare un popolo che ha tanto sofferto ma che ha anche maturato una grande voglia di riscatto e di un futuro di pace.
Ad accogliere Francesco allo scalo, da programma, il Presidente della Repubblica Barham Ṣalih con la consorte, per il saluto alle Delegazioni e un breve incontro privato di una decina di minuti nella sala interna. Quindi il percorso sul lungo tappeto rosso con il saluto a coloro che, rappresentanze civili e religiose, lo hanno seguito in questi tre intensi giorni.
Un saluto speciale, subito dopo il decollo, arriva attraverso un tweet del presidente Ṣalih: “Salutiamo Sua Santità Papa Francesco che è stato nostro ospite a Baghdad, Najaf, Ur, Nineveh e Erbil – scrive – portando un grande messaggio di umanità e solidarietà con il nostro Paese. La sua presenza, segno di pace e amore, resterà per sempre nei cuori di tutti gli iracheni”.
Nel cuore di tutti dunque le ultime parole di saluto del Papa pronunciate dopo la Messa ad Erbil nello stadio Hariri .”Salam, salam, salam! Dio vi benedica tutti! Dio benedica l’Iraq! ”
Questo Paese, ha detto ancora il Papa, rimarrà sempre nel mio cuore. L’incontro con il grande ayatollah al Sistani a Najaf, la preghiera contro la guerra a Mosul, ex roccaforte dell’Is; l’abbraccio ai cristiani della piana di Ninive, che il Papa ha incoraggiato a non arrendersi, a perdonare e a non perdere mai la speranza.
“In questi giorni – ha affermato ieri Francesco – ho sentito voci di dolore e di angoscia, ma ho sentito anche voci di speranza e consolazione”. Terrorismo e morte non hanno mai l’ultima parola:“Chi segue le vie di Dio non può essere contro qualcuno, ma per tutti”.
LE TAPPE DEL VIAGGIO DI TRE GIORNI IN IRAQ
E’ iniziato il 5 marzo con un volo da Roma Fiumicino a Baghdad, il tanto desiderato viaggio del Papa in Iraq all’insegna del motto “Siete tutti Fratelli” riportato sul logo. L’accoglienza ufficiale è stata presso l’aeroporto della capitale irachena, dove Francesco ha avuto il suo primo incontro, nella sala vip dello scalo, con il primo ministro, per poi proseguire presso il Palazzo presidenziale dove ha avuto luogo luogo la cerimonia ufficiale di benvenuto. In questa sede, al termine della visita di cortesia al presidente della Repubblica nello suo studio privato, il Papaha tenuto il primo discorso ufficiale alle autorità, alla rappresentanza della società civile e al Corpo diplomatico che ha incontrato nel salone del Palazzo presidenziale. La prima giornata del Pontefice si è conclusa quindi con l’incontro con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi e i catechisti a cui Francesco ha rivolto un discorso nella Cattedrale Siro-Cattolica di “Nostra Signora della Salvezza” a Baghdad.
Sabato 6 marzo Francesco, in mattinata, ha lasciato Baghdad per raggiungere in aereo la città di Najaf a sud della capitale, una delle località più sacre dell’islam sciita. Qui ha avuto luogo la visita di cortesia al Grande Ayatollah Sayyd Ali Al- Husaymi Al -Sistani, al termine della quale il Pontefice è ripartito alla volta di Nassiriya, sulle rive dell’Eufrate, per un Incontro interreligioso presso la Piana di Ur. Nel pomeriggio, dopo il rientro a Baghdad, c’è stata la celebrazione della Messa a chiudere la giornata, nella Cattedrale Caldea di “San Giuseppe” a Baghdad, una delle 11 Cattedrali presenti nel Paese.
Domenica 7 marzo ha visto il Papa spostarsi tra il Kurdistan iracheno e la Piana di Ninive. La mattinata è iniziata con la partenza in aereo per Erbil. All’aeroporto Francesco è stato accolto dal presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno e dalle autorità religiose e civili e ha avuto un incontro con il presidente e il primo ministro nella Presidential Vip Lounge dell’Aeroporto di Erbil. Poi, in elicottero, il trasferimento a Mosul, città per anni nelle mani del sedicente Stato islamico, dove c’è stata una Preghiera di suffragio per le vittime della guerra presso Hosh al – Bieaa, la piazza della chiesa. Ancora, in mattinata, il trasferimento del Papa in elicottero nella città assira di Qaraqosh nella piana di Ninive a pochi chilometri da Mosul, occupata dallo Stato islamico fino al 2016. Dopo l’arrivo al campo di atterraggio, Francescosi è trasferito nella Chiesa dell'”Immacolata Concezione” per la visita alla comunità di Qaraqosh a cui ha rivolto un discorso, per poi recitare la preghiera mariana dell’Angelus. Al termine, nel pomeriggio, il trasferimento del Papa nuovamente ad Erbil per la Santa Messa. In serata, il rientro a Baghdad, da cui Papa Francesco, lunedì mattina, è ripartito per Roma al termine della cerimonia di congedo.