Pane in piazza, il grande evento benefico organizzato nel 2018 e 2019 da Missionari Cappuccini con la famiglia Marinoni, anche nel 2021 a causa della gestione dell’emergenza sanitaria, mancherà all’appuntamento.
Il team di Pane in piazza però è attivo più che mai sia per sostenere la memoria di questa impresa ciclopica – 400 metri quadri in piazza Duomo per 10 giorni di panificazione h24 e 7/7 tutto su base volontaria – sia per continuare a sostenere l’obiettivo: la realizzazione del panificio industriale St.Augustin a Dire Dawa nella diocesi di Harar in Etiopia, guidata dal Cappuccino Mons. Angelo Pagano.
Durante le festività pasquali, per iniziativa di Cesare Marinoni, in piazza Duomo nell’ambito della mostra open air “100 globi per un futuro sostenibile”, c’era anche un globo di pane dei fornai di Pane in piazza. La scultura plasmata artisticamente con i pani tipici delle 20 regioni italiane, era stata esposta nel Duomo di Milano e nella Basilica di Sant’Eustorgio già in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione e dell’Epifania portando sempre un messaggio di speranza e unità fraterna. In autunno, quando i globi andranno all’asta da Sotheby’s sempre con finalità benefiche, i fondi ricavati con il globo di pane andranno a favore del panificio in Etiopia.
Là infatti l’emergenza della povertà non solo non è passata, ma il Covid 19, come in Italia, ha falcidiato pure l’economia.
Ha spiegato Mons. Pagano durante una recente visita a Milano: “Purtroppo, il lungo anno di pandemia ha rallentato i lavori del panificio industriale e allo stesso tempo anche la produzione del forno realizzato grazie ai proventi delle due prime edizioni di Pane in piazza. Così non ha potuto fornire ai suoi utenti – orfani, poveri e malati – le quantità di pane abituali. Ora la vita è ripresa ma il numero degli alunni si è dimezzato per sicurezza, perché le aule non sono capienti. A lavorare al forno sono solo 3 o 4 persone perché i giovani tornano ai villaggi dove si sentono più sicuri. In generale i poveri sono più poveri. Basta pensare che 1 euro valeva 35 birr, adesso 50. Quindi anche le materie prime come olio e farina si fatica ad acquistarle”.
Per questo, Mons. Pagano ringrazia che l’opera non sia stata dimenticata: “Siamo davvero lieti che Pane in piazza continui a farsi portavoce della nostra causa che, specie in questo difficile momento, ha bisogno di tutto il nostro sostegno. In attesa che riparta anche l’evento, ci affidiamo alla Provvidenza e facciamo appello al buon cuore dei benefattori affinché, attraverso un piccolo gesto, ci aiutino a rialzarci”.