“Cosa posso dare a te che tu non hai, o mio Signor?…”.
Così recita un canto d’offertorio che a volte capita ancora di sentire nelle nostre chiese.
Ed è vero: ciò che è in nostro possesso è un dono di Dio, dato a noi per farlo fruttificare. E noi ci ritroviamo a restituirgli ciò che lui già ci aveva dato: lo possiamo fare attraverso azioni di bene, gesti di amore e di carità, attenzione a chi è nel bisogno…
Ma, nel fare tutto questo, corriamo il rischio di pensare di aver fatto chissà che, dimenticando che ciò che ci è stato dato è decisamente molto più di quanto siamo in grado di dare. D’altronde, anche il mare è così grande solo grazie all’acqua dei fiumi, ma ciò che riesce a “restituire” sotto forma di pioggia non è che una piccola parte di ciò che ha ricevuto.