Riccardo Zandarin nacque a S. Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova, il 31 gennaio 1925. La famiglia si trasferì poi per motivi di lavoro a Cologno Monzese e qui egli maturò la sua vocazione religiosa entrando nel 1938 nel Seminario cappuccino di Albino e assumendo il nome di Ottavio. Iniziò l’anno di noviziato a Lovere con la vestizione nell’agosto del 1944. Incompreso dal padre Maestro dovette rientrare in famiglia, ma tre mesi dopo il ministro provinciale lo fece riammettere nel noviziato fino alla professione semplice nel novembre 1945. Emise la professione solenne nel convento di Bergamo nel novembre 1948 e fu ordinato sacerdote a Milano il 22 dicembre 1951 durante le solenni cerimonie di chiusura dell’anno santo 1950. Pochi mesi dopo l’ordinazione sacerdotale partì per l’Eritrea dove svolse il suo apostolato dal 1952 al 1975, soprattutto come insegnante a vari livelli. Fu anche viceprovinciale, ma non smise mai l’attività di insegnante. Era appassionato della liturgia e animatore vocazionale forte e pieno di umanità, sempre pronto ad accorrere a piedi o in moto dove c’era un’emergenza, e molto ricercato come confessore e direttore spirituale di molti laici e comunità religiose femminili. Si era laureato in pedagogia all’Università Cattolica di Milano il 5 novembre 1965 illustrando la scuola italiana di S. Michele in Saganeiti ed era un divoratore di libri. A causa di disordini politici P. Ottavio nel 1975 rientrò in Italia per conseguire l’abilitazione in lettere per le Scuole Medie Inferiori e Superiori. Insegnò anche nel seminario cappuccino di Varese. Nel 1976 chiese di ritornare in Etiopia e fu assegnato ad Addis Abeba dove rimase fino al 1979 sempre dedicandosi all’insegnamento. Ritornato in Italia fu destinato al convento di Salò dove svolse un’attività multiforme particolarmente nella confessione e predicazione alle comunità religiose femminili e nelle varie parrocchie sul lago di Garda. Amava la scienza ed era interessato soprattutto alla teologia, filosofia, storia e matematica. Passava spesso le sue serate nella Biblioteca Civica di Salò curioso di raccogliere notizie nuove sulla storia dell’Ordine e della Provincia. Questa sua passione per la ricerca lo spinse a pubblicare diversi opuscoli di storia locale e francescana. Desiderava ritornare missionario in Africa, ma fu fermato da un tumore maligno alla gamba destra. Ricoverato a Milano i medici dovettero amputargli la gamba e poi fu ospite nella infermeria di Bergamo. Ritornato a Salò, pur con l’arto artificiale continuò il suo ministero e a Milano S. Francesco tentò ancora di svolgere un suo programma di insegnamento, ma alla fine, pochi giorni dopo, il male ebbe il sopravvento. Il 24 settembre 1983 fu ricoverato alla Clinica San Francesco di Bergamo dove il 13 ottobre spirò lasciando un esempio straordinario di virtù.