Centenario di Fra Giampietro da Sesto S. Giovanni
Nel dicembre scorso, precisamente il giorno 5, abbiamo celebrato il Centenario della morte di Fra Giampietro da Sesto S. Giovanni, “l’Eroe delle Missioni” per il quale è in corso il processo di beatificazione.
La Chiesa per riconoscere la santità di una persona richiede tre cose fondamentali: la popolarità o fama di santità, l’eroicità di vita cristiana e un miracolo. La popolarità e devozione a fra Giampietro, cioè che sia conosciuto e stimato dal popolo di Dio a partire dalla sua terra d’origine, è quello a cui abbiamo lavorato da Ottobre e che ci proponiamo di fare nei prossimi anni affinché questo sia testimoniato e documentato da una forte e salda devozione popolare. La Chiesa intanto da parte sua esamina tutta la vita del Servo di Dio alla luce delle tre virtù teologali di fede, speranza e carità. Fede nell’azione di Dio, nella sua vita e nelle sue opere, Speranza nella Divina Provvidenza e Carità eroica verso Dio e il prossimo. Infine occorre un miracolo, cioè un segno dal Cielo: che, per intercessione del Servo di Dio, il Signore compia una guarigione straordinaria che supera le leggi naturali e medico-scientifiche. Questo deve essere presentato con documenti credibili, cartelle cliniche che comprovano il prima e il dopo di quello che è avvenuto, certamente esaminato accuratamente da una commissione specializzata e competente. Riconosciuto questo come vero miracolo, fatto inspiegabile alla scienza, la Chiesa innalza il servo di Dio agli altari con il titolo di Beato. E per la canonizzazione occorre un altro miracolo sottoposto allo stesso procedimento. La Chiesa è giustamente molto cauta e prudente su questo punto, evitando fantasie, fanatismo e invenzioni o mistificazioni.
La celebrazione del Centenario di fra Giampietro da Sesto S. Giovanni, al battesimo Clemente Recalcati, ha avuto lo scopo di far conoscere a tutti i sestesi questo nostro frate Cappuccino missionario che è morto cento anni fa a soli 45 anni, dei quali 19 vissuti in Brasile, dove tra l’altro è stato fondatore della congregazione religiosa delle Suore Missionarie Cappuccine, presenti tutt’ora in Brasile, Equador e Mozambico, e che hanno introdotto la sua causa di beatificazione.
Conoscendo le testimonianze e le documentazioni dei suoi scritti, fra Giampietro è stato veramente un EROE DELLE MISSIONI (titolo che abbiamo dato alla mostra fotografica che ha accompagnato la predicazione nelle diverse parrocchie). A Sesto S. Giovanni, città dove lui è nato, nei mesi da settembre a dicembre scorso, ogni fine settimana si sono realizzati incontri a tema e predicazioni nelle messe domenicali, in tutte e 10 le parrocchie della città e all’ospedale. Grande ed entusiastica l’accoglienza dei parroci e per questo li ringraziamo veramente come per la loro fraterna disponibilità, così pure si è notato lo stupore e l’ammirazione dei fedeli. Purtroppo erano pochissimi quelli che conoscevano il loro illustre concittadino. Durante la settimana di predicazione era allestita, all’ingresso della chiesa, una mostra con 15 pannelli con descrizioni e foto delle tappe della vita del Servo di Dio. Premuroso e sempre presente il Professor Dario Gaiani, appassionato conoscitore della storia di fra Giampietro, sempre attento a spiegare ai visitatori i pannelli in esposizione. Un ringraziamento caloroso e di cuore anche per l’esito positivo della mostra (che quest’anno girerà nei conventi Cappuccini della Lombardia) e per questa importante collaborazione.
Tutto questo con l’intento di far conoscere a tutti la bella figura del missionario Cappuccino che svolse la sua missione più di cento anni fa in Brasile. Speriamo che far conoscere alle nuove generazioni l’esempio della vita di fra Giampietro possa suscitare in noi oggi un impegno più forte per la nostra fede, per la gloria di Dio, per il bene della Chiesa e per la salvezza di tante anime. Preghiamo e invochiamo il Servo di Dio; dal cielo interceda per noi.

Fra Giandidio Garagiola
Ex missionario in Brasile.
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