Edoardo Marobbio nacque a Milano il 13 ottobre 1902. A 17 anni entrò nel seminario serafico di Lovere e vestì l’abito cappuccino assumendo il nome di Prospero e iniziando l’anno di noviziato nel convento della SS. Annunciata il 7 novembre 1920 ed emise la professione semplice l’8 novembre 1921 e quella solenne a Milano S. Francesco l’8 dicembre 1925. Il 2 giugno 1928 fu ordinato sacerdote a Milano e inviato a Cremona come cappellano dell’ospedale civile e due anni dopo fu trasferito a Bergamo. Partì la prima volta per l’Eritrea il 16 novembre 1932. Incominciò subito a lavorare per le vocazioni etiopiche tra diversi contrasti e lotte, ma sostenuto dai superiori maggiori. Nel 1934 in seguito a grave malattia fu costretto a rimpatriare. Appena riavuta la salute, a Milano incominciò ad organizzare il Museo col materiale missionario venuto dall’Eritrea e dal Brasile. Compilò il vocabolario italiano-Tigrino – Amarico, insegnò l’Amarico e il Tigrino nell’Istituto Tecnico Sacchi e all’Universitàò statale di Milano. Nel frattempo potè riaprire presso il convento di S. Francesco di Milano il salone e l’Oratorio per Terziari, chiuso dalle autorità perchè non era in regola con le carte. E’ l’attuale “Rosetum”. Nel 1938 fu mandato a Varese per seguire la costruzione del convento nuovo con annesso il Seminario Serafico, dopo aver disegnato il convento eretto presso il cimitero di Musocco a Milano. Da Varese fu mandato come Vicario nel convento di Bergamo e ancora come Vicario nel convento di Casalpusterlengo. Nel 1943 fu scelto come guardiano e parroco nel convento dei Sabbioni di Crema. Il 28 novembre dello stesso anno fu carcerato a Cremona, dove era superiore, come antifascista e anti-italiano, donde fu liberato il 5 febbraio 1944 e trasferito come superiore al convento di Lenno sul lago di Como. Poi andò a Brescia come predicatore. Il 25 marzo del 1947 fu mandato a Roma per costruire il Centro Nazionale del Terz’Ordine francescano dei cappuccini. Nel frattempo la S. Sede lo mandava in diverse parti d’Italia a predicare le settimane sociali in preparazione delle elezioni politiche italiane che facevano temere il trionfo del comunismo. Mentre portava avanti detta costruzione, la Curia Generalizia lo incaricò di seguire la costruzione a Napoli dello studio per tutti i precettori dei Seminarti Serafici delle Province cappuccina italiane presso il convento di S. Eframo Vecchio. Fu deciso di costruire a Nola il seminario che prima era a S. Eframo Vecchio per cui ebbe a dirigere contemporaneamente tre fabbriche: una a Roma, una a Napoli e l’altra a Nola. Nel 1950 ritornò come missionario in Eritrea. A Enbatcalla iniziò nel 1951 la costruzione del seminario serafico. Già ammalato fu mandato alla chiesa di S. Giuseppe “Agli Eroi” (Asmara) dove fece fare le vetrate della chiesa. Il 27 giugno 1956 fu trasferito a Decamerè come superiore e parroco e insegnante alle scuole di avviamento commerciale. Anche qui attese alla costruzione del nuovo convento. Il 9 agosto 1963 divenne superiore nella missione di Addi Caieh alla guida delle suore della comunità di rito latino e anche qui fece vari lavori. Il primo ottobre 1970 fu trasferito a Addis Abeba come insegnante di liceo e due anni dopo ad Addi Ugri. Il 27 aprile 1976 per ordine governativo dovette ritirarsi ad Asmara a Gaggiret. Qui svolse magnificamente l’ufficio di confessore e di predicatore, fino a quando il 26 aprile 1978 dovette ritornare in Italia per grave malattia e a Bergamo nell’infermeria moriva il 3 novembre 1978. E’ considerato dai frati etiopici “il Padre” per eccellenza della Provincia in Etiopia non solo perché ha avuto la grazia di vedere tutte le tappe di sviluppo della provincia ad iniziare dalla sua “plantatio” fino alla sua erezione a Provincia, ma anche e soprattutto perchè è stato lui in realtà l’iniziatore della “plantatio Ordinis”, spendendo per il suo sviluppo le sue migliori energie, durante i suoi 30 anni di missione.