Martino nacque nel 316 o 317 nella provincia romana della Pannonia, l’odierna Ungheria. Il padre, militare, chiamò il figlio Martino, cioè piccolo Marte, in onore del dio della guerra. Ancora bambino Martino giunse con i genitori a Pavia, dove suo padre era stato destinato, ed in questa città fu allevato e, ancora bambino, chiese di essere ammesso al catecumenato. In quanto figlio di veterano aveva una carriera già segnata: l’esercito. A soli 15 anni fu obbligato al giuramento militare dal padre, ma in cuore aveva già una forte inclinazione verso la vita del Monaco cristiano. Si racconta che durante una ronda di ispezione alle postazioni militari, Martino incontrò, nel cuore dell’inverno, un povero seminudo e, non avendo più denari, prese la spada, tagliò in due il proprio mantello e ne donò la metà al povero. La notte seguente egli vide in sogno Cristo, avvolto in quel mantello che gli sorrideva riconoscente.
Dopo aver ricevuto il battesimo nella Pasqua del 339 egli rimase nell’esercito per circa vent’anni durante i quali condusse una vita da vero cristiano e da buon camerata, dando comprensione a tutti. Infine a quarant’anni decise di mettere in esecuzione il progetto della sua giovinezza: lasciare le armi e farsi Monaco. Dopo l’esonero dal servizio militare, Martino si recò a Poitiers, presso Ilario, suo amico, che era stato eletto vescovo. Ilario lo accolse molto bene e lo introdusse alla vita ecclesiastica. Desideroso di testimoniare Cristo, compì numerosi viaggi nel vasto impero romano. Ritornato a Poitiers fu ordinato prima diacono e poi prete e il vescovo gli permise di ritirarsi in un suo possedimento dove Martino si fece monaco. Ben presto fu circondato da discepoli. Sorse così il monastero di Ligugè, il più antico conosciuto d’Europa.
Martino visse a Ligugè una decina d’anni, fino a quando i cristiani di Tours lo nominarono per acclamazione vescovo della loro città. Fu consacrato vescovo di Tour, sembra dal 4 luglio 371; il suo episcopato durò 26 anni. Martino fu un vescovo attivo ed energico propagatore della fede. Tale era l’ardore della sua fede, così grande il suo disinteresse, che la passione della giustizia lo spinse a diventare missionario tra i pagani, protettore degli oppressi, nonché giudice tra i fedeli, i funzionari imperiali e gli stessi imperatori. Ma per evangelizzare occorrevano anche sacerdoti seriamente preparati: per questo Martino creò a Marmoutier, quello che potremmo chiamare il primo centro di formazione clericale dalla Gallia.
Da Marmoutier e da Tours l’attività del santo si irradiò in ogni direzione: per 26 anni proseguì la sua opera di evangelizzazione con grande energia fino al momento della morte avvenuta l’8 novembre 397. Il suo corpo fu condotto, navigando sulla Loira, fino a Tours, e le esequie ebbero luogo l’11 novembre fra un immenso concorso di popolo venuto d’ogni parte.
San Martino è uno dei fondatori del monachesimo in Occidente e uno dei primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa. Ma ciò che lo ha reso famoso, in Francia, è l’episodio del mantello, e da questo deriva l’ espressione “estate di San Martino” perché secondo la tradizione, appunto, il Santo nel vedere un mendicante seminudo patire il freddo durante un acquazzone, gli donò metà del suo mantello; poco dopo incontrò un altro mendicante e gli regalò l’altra metà del mantello, …e subito dopo il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite.