SAINT PIERRE KILISESI'NDE GELENEKSEL OLARAK KUTLANAN ''SEN PIYER BAYRAMINA'' CESITLI DINLERE MAHSUS VATANDASLARIN KATILMASIYLA GERCEKLESTIRILDI. TORENE HATAY VALISI AHMET KAYHAN ILE BELEDIYE BASKANI MEHMET YELOGLU, VATIKAN BUYUKELCISI ANTONIO LUCIBELLO, ANADOLU KATOLIK KILISESI EPISKOPOSU LUIGI PADOVESE, HALEP METROPOLITI PAVLOV YAZICI KATILARAK DUALAR ETTILER VE TUTSUZ EKMEGI KUTSAYARAK DAGITTILAR (ANADOLU AJANSI - RAMAZAN SANIVAR)(20060629)
Oggi il ricordo dei funerali nel Duomo di Milano di Mons. Luigi Padovese, barbaramente ucciso il 3 giugno 2010.
Mons Luigi Padovese era vescovo cappuccino, vicario apostolico dell,Anatolia (Turchia), ucciso il 03 giugno 2010 a Iskenderum dove operava per il dialogo, la comunione e l’unità di tutte le Chiese.
Nato a Milano il 3 marzo 1947, entra tra i cappuccini ed è ordinato sacerdote il 16 giugno 1973. Laureato in teologia e professore di Storia della spiritualità alla Pontificia Università “Antonianum”. Nel 1987 è nominato Preside dell’istituto francescano di spiritualità. Uomo colto, sempre intento ad approfondire i suoi studi; uomo buono, aperto al dialogo, attento all’ascolto; quanti lo avvicinano trovano in lui un uomo mite, dotto, illuminato, pieno di comprensione. L’11 ottobre del 2004 è nominato vicario apostolico dell’Anatolia. È consacrato vescovo in Turchia nella cattedrale di Iskenderum il 7 novembre dello stesso anno. La Turchia è la Terra santa della Chiesa; San Paolo vi fondò numerose comunità cristiane. Il suo programma è stato: “ricerca la verità nella carità”. Pastore che visita le piccole comunità dei cristiani, amabile e amato. Predica Cristo nel dialogo rispettoso verso tutti. Ha amato la gente della Turchia, con forme concrete di carità verso i cristiani e verso i turchi. Sua missione era mostrare semplicemente che è bello essere cristiani e spendere la vita per l’ecumenismo nel dialogo con l’Islam e le altre chiese.
Di lui ha detto Benedetto XVI: “Testimone coraggioso di tutto ciò che è buono, nobile e giusto… si dedicò all’incontro tra le varie religioni e culture, alla ricerca «della comunione e della riconciliazione; con indomabile volontà tesseva legami di amicizia i dialogo”.
Già alcuni anni prima del suo omicidio, monsignor Padovese, temeva di poter essere ucciso. “E’ il timore – scriveva nel 2007 – che all’improvviso uno o più pazzi compiano qualche gesto folle. Questa situazione vincola ancora i miei movimenti perché mi rendo conto che ormai tutto è possibile”. Tutto era purtroppo possibile e il 3 giugno del 2010, all’ora di pranzo, monsignor Padovese veniva barbaramente ucciso dal suo autista Murat Altum, un musulmano di 26 anni, da lui beneficato, che da tempo collaborava con lui. Lo ha sgozzato al grido di: “Allah akbar!” (Allah è grande).
Con il martirio, Luigi Padovese, consacrava la testimonianza della Fede nel Signore Gesù, e coronava il sogno della sua vita: dare la vita per Cristo.
Tutta la sua vita, fino a versare il sangue, l’aveva offerta per Cristo, per il vangelo, per l’unità delle Chiese, per il dialogo fra i popoli. Lui, amico dei turchi e della Turchia, veniva orribilmente massacrato. Aveva sempre aiutato le famiglie musulmane: un aiuto costante e generoso. Sempre aveva predicato la pace e il perdono e la riconciliazione.
Quel 3 giugno, solennità del Santissimo corpo e sangue del Signore, Luigi concludeva la sua avventura cristiana versando il suo sangue per Cristo. Amico della pace, fratello di ogni uomo; chicco di grano caduto nella Terra santa della Chiesa, la Turchia. Il martirio è seme di nuovi cristiani, il martirio non spegne la luce che brilla più vivida e sempiterna.
I funerali di monsignor Luigi Padovese sono stati celebrati il 14 giugno, dal cardinale Tettamanzi nel Duomo di Milano. “Con animo commosso e sgomento, pensiamo insieme, questa sera, a mons. Luigi Padovese – riporta il sito della Diocesi di Milano – un figlio della nostra terra che ha servito con dedizione, in Turchia, il Vangelo della pace e della misericordia, e che oggi tragicamente assassinato, ha trovato la morte in modo violento».