Ecco la lettera di Pasqua dall’Etiopia di Antonio e Judy, i collaboratori in terra di missione di fra Aklilu per il sad.
Carissime amiche e amici,
C’è una frase, un proverbio latino, che spesso e volentieri ci scambiamo tra noi quasi fosse una sorta di mantra-guida del nostro lavoro in Etiopia e il cui principio innegabilmente condividiamo con voi che ci supportate: bonum est diffusivum sui, ovvero il Bene propaga se stesso, quel che occorre dunque è innescarlo e tenerne viva la fiamma, come il fuoco di un camino davanti a cui scaldarsi le mani.
Si tratta in fondo di poche parole che racchiudono però tutta la risposta a una domanda che troviamo essenziale porci e riporci a ogni nostro viaggio oltre mare per non perdere di vista la rotta: perché servi? Nel senso inequivocabile di “perché sei al servizio?”
Noi, che a tempi diversi abbiamo capito di non essere affatto indispensabili, siamo al servizio di quel Bene che crediamo e vediamo diffondersi da sé virtuosamente nelle zone più maltrattate del Pianeta. Cerchiamo di inginocchiarci e fare aria sui carboni del braciere per veder brillare il rosso della sua fiammella.
Il come poi è una storia lunga più di 20 anni che attraverso il sostegno all’istruzione, in particolare femminile, cerca di non far restare incastrati i giovani nel presente ma di poter garantire loro il diritto al futuro.
Il futuro, durante la missione di novembre scorso, lo abbiamo visto davanti ai nostri occhi nelle ragazze dell’allora scuola femminile d’un decennio fa e lo abbiamo visto riflesso negli occhi di quelle che la frequentano oggi grazie al programma di borse di studio.
Sara, Eden, Rediet, Seblework, Tizita, Lucy… sono solo alcuni nomi delle ragazze che hanno frequentato la Abba Pascal e che ora lavorano ad esempio come insegnante, operatrice umanitaria, giornalista, designer, dottoressa, e via così.
Ringraziandovi del tempo dedicato alle nostre parole e del sostegno ai progetti in Etiopia, vi auguriamo una Buona Pasqua!
Antonio Striuli e Judy Cover

