Il 3 giugno di quindici anni fa moriva, barbaramente ucciso in Turchia dove era vescovo, Mons. Luigi Padovese.
Era nato nella Milano della ricostruzione post-bellica nel 1947, da una famiglia originaria di Concordia Sagittaria (VE). Entrato nella provincia lombarda dei Cappuccini, nel 1965 fece la professione temporanea ed esattamente 3 anni dopo quella solenne. Nel giugno del 1973 venne ordinato sacerdote. Sotto la direzione del noto studioso gesuita Antonio Orbe nel 1978 ottenne il dottorato in teologia all’Università Gregoriana. Completò la sua formazione accademica in Germania ed iniziò ad insegnare a Milano nello studio teologico dei cappuccini. Dal 1982 alla Pontificia Università Antonianum fu docente dapprima di teologia patristica e poi come professore ordinario di storia della spiritualità. Dal 1987 al 2004, anno della sua elezione episcopale, fu preside dell’Istituto Francescano di Spiritualità nella medesima università. Professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana, per dieci anni fu anche visitatore dei Collegi di Roma dipendenti dalla Congregazione delle Chiese Orientali e Consultore della Congregazione per le Cause dei Santi. Fermo nella fede e sempre aperto alla ricerca, manifestò questo suo spirito in uno dei suoi più interessanti libri: Cercatori di Dio. Sulle tracce dell’ascetismo pagano, ebreo e cristiano dei primi secoli (Milano 2002). Anche durante il suo ministero episcopale offrì la sua presenza di docente all’Antonianum con un corso intensivo ogni anno. Innumerevoli furono i Simposi da lui ideati, promossi e organizzati durante la sua docenza all’Antonianum e anche successivamente come Pastore in Anatolia: simposi di carattere ecumenico, specie con il mondo ortodosso greco; i simposi paolini a Tarso e Antiochia e giovannei a Efeso, in cui riusciva a coinvolgere ricercatori religiosi e laici e anche alcuni professori delle università della Turchia. In Turchia riuscì a realizzare ben 23 simposi documentati negli atti pubblicati ogni anno. Apprezzato conferenziere anche a livello internazionale e ricercato predicatore di esercizi spirituali anche per membri di curie generali e di conferenze episcopali. Nominato nell’ottobre del 2004 Vicario Apostolico dell’Anatolia e vescovo titolare di Monteverde, sostituì mons. Franceschini designato arcivescovo di Smirne. Venne consacrato nella cattedrale di Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno e scelse il motto episcopale In Caritate Veritas. Nell’anno paolino indetto da Benedetto XVI egli guidò numerosi pellegrinaggi e fu l’animatore dell’apertura e della chiusura dell’anno paolino proprio a Tarso.
Il 2 giugno 2010 aveva incontrato diverse comunità cristiane turche e anche le autorità civili per trovare modi di collaborazione. Il giorno dopo sarebbe dovuto partire per incontrare Benedetto XVI in occasione della presentazione dell’Instrumentum laboris del Sinodo per le Chiese del Medio Oriente alla composizione del uale aveva collaborato. Alle ore 13 venne ucciso a coltellate dal suo autista e collaboratore musulmano Murat Altun, che decapitò quasi la sua vittima e gridò la vittoria esaltando Allah. I funerali furono accompagnati da una folla immensa il 7 giugno 2010 e celebrati nella Cattedrale di Iskenderun. La salma venne poi traslata a Milano e in Duomo si svolsero le esequie presiedute dal card. Tettamanzi con centinaia di sacerdoti e molte decine di vescovi. È sepolto al Cimitero maggiore di Milano dove sono in tanti ancora oggi a recarsi per pregare sulla sua tomba.