Il cardinale Parolin è arrivato in Camerun giovedì scorso Il suo è un viaggio che vuole essere un segno concreto di quell’impegno comune, solidale e partecipativo, per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti e per interessarsi alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto, all’accoglienza, soprattutto nel contesto dell’attuale emergenza umanitaria da coronavirus.
La visita di Parolin si svolge in un momento in cui le popolazioni delle Regioni di Nord Ovest e Sud Ovest del Camerun vedono molte sofferenze per una situazione che non hanno creato: migliaia sono sfollati interni o sono fuggiti come rifugiati. In molte occasioni le aziende sono state chiuse e per circa quattro anni ai bambini e ai giovani non è stato permesso di andare a scuola. “I bambini erano usati come esca per motivi politici e per la lotta – ha ricordato mons. Nkea -. Molti sacerdoti, religiosi, vescovi e laici di questa provincia sono stati picchiati, molestati o addirittura uccisi nel conflitto.