Carissimi amici e sostenitori di Missionari Cappuccini,
ci stiamo tutti preparando a vivere una Pasqua… strana, che forse non ci saremmo mai sognati di dover vivere, ma che proprio per questo diventa un’occasione perché sia vissuta in modo più sentito e profondo.
Quanto di tragico sta accadendo nei nostri giorni rischia di farci dimenticare il senso della Pasqua e il suo annuncio di speranza, e cioè che nell’evento drammatico della vita di un uomo tra gli uomini, Gesù di Nazareth, si è manifestata tutta la profondità dell’amore di Dio in mezzo agli uomini e per gli uomini.
Anche oggi!
Forse in alcuni momenti, toccati dal dolore, abbiamo fatto nostra la domanda del popolo d’Israele nel deserto: “Il Signore è presente in mezzo a noi, sì o no?”.
Anche per noi non è sempre facile fidarci e credere, e riconoscere i segni che Lui non ci lascia mai mancare.
Allora la Pasqua deve portare a domandarci che cosa Dio vuole dirci anche attraverso le circostanze drammatiche che siamo chiamati a vivere, a cosa vuole educarci, come vuole aprire i nostri occhi sulla novità di una vita risorta.
Abbiamo dovuto reinventarci la vita sotto tanti aspetti: non è che questo tempo ci chiede di reinventare anche la nostra fede? O meglio, il nostro modo di credere?
Auguro a tutti che questa Pasqua vissuta in modo così inatteso e impensabile aiuti a ricentrare di più lo sguardo su Cristo e a vivere gli eventi pasquali partecipando in modo speciale a ciò che il Signore Gesù ha vissuto nel mistero dei «tre giorni», per entrare con lui nel mistero di una risurrezione che è per la vita, di una luce che illumina e rende ragione del passaggio nella morte del venerdì e nel silenzio del sabato santo.
Anche, e soprattutto, quest’anno, nello sgomento di ciò che sta accadendo attorno a noi e nella fragilità che sperimentiamo, ci raggiunge l’annuncio pasquale: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!”.
È un annuncio di profonda e reale speranza, perché è l’annuncio di qualcosa di più grande dei nostri limiti, della nostre debolezze, di ciò che i nostri occhi stanno vedendo attorno a noi, della nostra morte: è l’abbraccio di Cristo risorto, dentro la nostra umanità ferita e piagata, oggi più che mai.
Questo è l’annuncio che abbiamo da offrire attraverso la nostra umanità trasformata dalla forza della risurrezione, anche oggi, in questa assurda situazione che sembra contraddirlo e sfidarlo perché tutto appare intaccato dalla morte. Ma… quello che ci è stato consegnato lo affidiamo a voi: Gesù, il Nazareno, è stato crocifisso ed è morto sotto Ponzio Pilato, ma Dio, il Padre, lo ha risuscitato per essere il Signore della nostra vita.
«Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello – dice la Sequenza di Pasqua – Il Signore della vita era morto: ma ora, vivo, trionfa». Sì, Cristo è veramente risorto.
Auguro a tutti che questa Pasqua ci aiuti a crescere in questa lieta certezza e a esserne testimoni a favore di tutti!
fra Marino
e tutti i frati del Centro Missionario