Universalmente conosciuto come il “fra cercot” che va fra le persone a cercare aiuti per il Centro Missionario e lo fa con la sua irresistibile simpatia e il suo amore per le missioni.
“Nella mia vita non avevo mai pensato ad una collaborazione “ufficiale” con il Centro Missionario, anche se in qualche modo mi sono sempre impegnato per aiutare le missioni.
Quando ho iniziato, circa 30 anni fa, con fra Angelo Pagano allora ancora studente di teologia, pensavo solo ad aiutare l’Eritrea. Poi pian piano, nel tempo libero che mi lasciava l’ufficio della portineria, ho iniziato a realizzare a mano delle coroncine che mi hanno permesso di fare qualcosa per la Thailandia, il Brasile, la Costa d’Avorio. Ora che da 27 anni sono nel convento dove c’è il Centro Missionario collaboro quando ci sono le lotterie
per la vendita dei biglietti, cose da “fra cercot”. Già da ragazzo, quando abitavo a Cassano d’Adda, ero coinvolto nella Pesca di beneficenza e nella Questua dei giorni dei morti. Lì è nato il nomignolo di “fra cercot”, una signora me lo diceva sempre. Oltre a questo mi occupo degli interventi al cuore dei bambini al Cardiac Center di Shisong in Camerun. Più vado avanti più mi chiedo se questa sia stata un’iniziativa mia oppure qualcos’altro, e la
cosa mi stupisce! Questo progetto che mi aveva toccato il cuore quando l’avevo letto, dopo tempo è riemerso… e sta continuando. “Il cuore che batte… batte!!!”. Pensavo di impegnarmi a finanziare un intervento, ma siamo a oltre venticinque! La cosa che mi stupisce, e la colgo come un dono, è che l’iniziativa va avanti da sola, come se vivesse di vita propria, e mi succedono cose strane che me lo confermano. Una iniziativa tira l’altra, e dal proposito iniziale di finanziare un’operazione ad oggi siamo già arrivati appunto a ben altra cifra. Questa iniziativa nata d’impulso ma poi continuata è diventata per me una cosa importante ed ha certamente cambiato la mia vita, come anche l’impegno del cimitero. È stata una scelta di vita, anche faticosa, che però ha portato dei frutti che mi arricchiscono interiormente, danno vitalità e un senso alla mia vita. Soprattutto l’incontro con tante
persone mi ha dato tanto, e questo lo ritengo un grande dono”.