Ogni anno la Pasqua ci aiuta a ricordare il sacrificio di Gesù e a rendere grazie per ciò che egli ha portato al nostro mondo. Anch’io desidero ringraziarvi per i vostri sacrifici quotidiani, mensili e annuali che fate per aiutare molti dei bambini camerunesi consentendo loro di avere l’opportunità di frequentare la scuola. Vi ringrazio di cuore per il vostro sacrificio che è meraviglioso soprattutto in un momento in cui il tutto è fortemente influenzato dalla pandemia delCOVID. Sapendo di come il mondo è colpito profondamente anche dal punto di vista economico, con le aziende e i luoghi di lavoro chiusi, e la vita fermata dai lockdown, il vostro sacrificio assume un valore ancora maggiore; la parola grazie non può davvero bastare ad esprimervi la mia più sincera gratitudine.
Possa il buon Dio proteggervi e guidarvi in ogni cosa. Noi purtroppo possiamo soltanto offrirvi le nostre preghiere quotidiane, augurandovi tutto il bene.
Qui in Camerun, i nostri bambini frequentano le scuole della zona francofona poiché nelle regioni anglofone, dove viviamo, la guerra è ancora in corso e, quotidianamente, vengono uccise molte persone e si deve convivere con il continuo accompagnamento del suono provocato dai colpi sparati dalle armi di chi combatte. Ci sono però alcune scuole aperte anche nelle regioni anglofone.
Tutti i bambini stanno bene ed io li vado a visitare tutti i mesi pagando l’affitto di quelle case che li ospitano una volta terminata la giornata a scuola, lasciando il denaro necessario all’acquisto del cibo e provvedendo ai loro bisogni e necessità di base. Per quei bambini che invece frequentano quelle scuole-collegio dotate di dormitori, che forniscono agli studenti tutto il necessario, provvedo al pagamento delle rette ogni volta che passo a trovarli.
Al momento, qui, la situazione del coronavirus non è molto grave e se all’inizio della pandemia del febbraio 2020, erano stati registrati molti decessi, ora viene prestata maggiore attenzione ad evitare il propagarsi del contagio. Molte sono le scuole che hanno preso precauzioni che gli studenti devono osservare durante le lezioni. Per questa ragione, dal febbraio 2021 forniamo ai bambini sia le mascherine per il viso che l’alcool in modo che essi utilizzino per loro protezione e li incoraggiamo ad essere molto attenti e ad attenersi a tutte le regole prescritte che sono dettate per il bene di tutti.
Sebbene il futuro di questi bambini sembri così incerto poiché la vita lontano dai genitori non è certo facile e le continue notizie che ricevono dai loro villaggi e che parlano di scontri a fuoco, di persone uccise (qualche volta si tratta di loro parenti ) non siano certo rassicuranti, ogni volta che li visitiamo li consigliamo per il bene e ricordiamo loro che tutti siamo nelle mani di Dio. Noi poi continuiamo a pregare perché un giorno la pace possa tornare in Camerun e a questo proposito ci facciamo forza ricordando come il Vangelo di Giovanni 20:19 metta in evidenza che, anche dopo la risurrezione di Gesù, gli apostoli fossero impauriti:
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Possa la risurrezione di Gesù concedere a tutti noi il dono della pace del cuore malgrado il difficile momentoche il mondo sta attraversando.
Possa la pace del Signore risorto essere il dono più bello che tutti noi, Fratelli Cappuccini del Camerun e bambini che voi aiutate quotidianamente, mensilmente o annualmentevi offriamo.
Tantissimi auguri e ancora una volta.Grazie.
Camerun, Fra Ngongbi Aloysius.