“I sogni son desideri di felicità”, e per me questo ritornello della canzone di una fiaba si è trasformato in realtà. Era da parecchie estati che volevo fare un’esperienza più lunga in terra di missione, ma c’era sempre un qualcosina per cui non si poteva fare. Anche quest’anno durante il corso dei volontari, questo desiderio si faceva sempre più forte dentro di me. Ho affidato tutto al Signore, dicendo: “Tu sai cosa è importante per me”, ed ho pregato affinché il Signore mi desse dei segni chiari per capire il Suo disegno su di me. E giorno dopo giorno si aggiungevano tasselli al puzzle, fino a quando si è completato. La mia gioia era indescrivibile e così sono partita per due mesi in terre di missione a me care, e dove ogni volta lascio un pezzo di cuore. Luglio: destinazione Costa d’Avorio e Agosto, Benin. Prima di partire in tanti mi dicevano: “Ma come sei brava!”, questo mi imbarazzava molto, perché io non mi sento né più brava né più in gamba di altri, mi sento solo smisuratamente fortunata per avere questa possibilità, e cerco con tutti i miei limiti e pregi di dare con gioia tutto quello che posso in quello che credo sia un fondamento della mia vita: la missione. Ogni esperienza a me dà tantissimo, “Se tu esci da te stesso per incontrare l’altro, dare ciò che sei, è lì che trovi la luce e diventi luce per chi il Signore ti pone sul tuo cammino ogni giorno”. Ho cercato di fare mia mia ogni giorno questa frase consegnatami prima di partire da una persona a me cara. La missione non si può raccontare, va vissuta, ti tocca il cuore, esso si riempie di volti, sguardi, occhi, gesti, lacrime, risate, abbracci, sofferenze. Le parole non bastano, non renderebbero giustizia a ciò che di bello e di ricco hai vissuto. In missione non vai tanto a fare, ma ad incontrare: lì, sono le cose piccole che fanno la differenza: una cannuccia trasformata in una collana, una bolla di sapone, un cappellino di palloncino, una stretta di mano, lo stupore per un pennarello che lascia un segno sul foglio, i bambini che ridono a crepapelle quando si rivedono in una foto. La mia missione è… …essere Provvidenza al momento giusto, e ricevere abbracci così caldi e profondi che si mischiano a lacrime, che ti toccano il cuore. In quegli abbracci ci sei tu e tutte le persone che ti sostengono con la preghiera e con le offerte. …tornare in Costa d’Avorio dopo tre anni e sentirsi subito a casa. …sentire battere forte forte il cuore quando vedi i bambini correrti incontro e cantare le canzoni che tu avevi insegnato loro gli anni passati. …sentirti chiamare “Mamma Africa, bentornata!” e la loro gioia la si vede nell’accoglienza e nell’attenzione che ti danno. E questo ti fa riflettere: noi che accoglienza diamo a chi arriva in Italia da terre lontane? …le 18 splendide Suore del Benin, ognuna con la sua semplicità e la sua allegria, che ti accolgono come un dono, ma il vero dono sono loro per te, che con la loro testimonianza e con la serenità interiore che ti trasmettono, ti fanno scoprire la bellezza di sentirsi amati da Lui che ogni giorno si fa presente nel volto di chi incontri. …uno scambio di doni: tu offri solo te stesso, la tua semplice presenza, e quello che ricevi è molto di più. …sentire che tutta la tua comunità di appartenenza ti è vicina e ti sostiene con l’affetto e la preghiera. …la fatica di salutare i tanti volti incontrati, saluto che diventa una promessa di sentirsi vicini nella preghiera. …linfa vitale e ricarica d’amore per un anno intero. …portare il Vangelo vissuto nella vita di tutti i giorni. Tornare e testimoniare la bellezza e la ricchezza dei doni ricevuti e contagiare con la gioia nel cuore chi ti circonda. Questa esperienza, come tutte le altre, è stata per me una ricca e preziosa lezione di vita, come se mi fossi trovata davanti ad una bravissima insegnante che mi ha fatto amare la materia. Ma il GRAZIE più grande va a Lui, che è stato il primo a credere in me, a darmi fiducia; ho sempre sentito forte la Sua presenza, e ogni giorno mi mandava degli “Angeli” che mi sostenevano nella fatica, che davano risposta a qualche mia ribellione di fronte alle ingiustizie, e condividevano con me la gioia di questa grande esperienza. Grazie alle tante persone incontrate, dai bambini agli anziani dei villaggi. Grazie alla testimonianza gioiosa delle Suore e dei Frati incontrati che con amore ogni giorno si fanno dono per i fratelli. Grazie ai miei magnifici compagni di viaggio.