I frati cappuccini sono tradizionalmente conosciuti come i frati del popolo.
Semplice saio, cordone in vita e sandali ai piedi, da sempre incarnano l’idea del religioso attivo che insieme alla preghiera sa rimboccare le maniche senza indugio per mettersi a servizio ed aiutare chi più ha bisogno. Analogamente i frati cappuccini che si trovano in missione, oltre a diffondere la parola del Vangelo, si prodigano in numerosi paesi lontani per realizzare progetti missionari in grado di favorire la promozione e lo sviluppo sociale, civile ed umano in luoghi dove tutto ciò non è ancora un diritto acquisito. Grazie al loro lavoro supportato dal fondamentale coinvolgimento di numerosi benefattori e a continue attività di ricerca di aiuti, sono stati in grado di costruire scuole di ogni ordine e grado, ambulatori, centri medici e sociali, oratori oltre a garantire numerosi posti di lavoro: centri agricoli, laboratori, fabbriche e aziende alimentari.
Ciascun progetto missionario segue un preciso percorso ideativo che nasce dall’analisi dei bisogni, dalle caratteristiche peculiari del luogo, dalla tipologia di beneficiari da raggiungere, dalle possibili forme di aiuto, di promozione e di futura sostenibilità. Ciò nonostante tutti i progetti hanno un denominatore che li accomuna e li rende riconoscibili nelle diverse specificità: il FARE attivo e l’azione concreta.
I Missionari Cappuccini, alle troppe parole, preferiscono optare per la concretezza dei fatti.
Per questo motivo ognuna delle fasi previste per un progetto può essere descritta e sintetizzata attraverso un verbo.
Un progetto missionario è una somma di gesti concreti, di idee, di passione, di coinvolgimento, di costruzione, di sbagli, di correzioni, di speranze, di sudore e di collaborazione, di persone che, ciascuno con le proprie competenze e il proprio ruolo, si gettano con entusiasmo in qualcosa da realizzare.
Il calendario 2019 percorre gli sviluppi che sono comuni a ciascun progetto anche se in questo caso si fa particolare riferimento ad un progetto specifico: la realizzazione del panificio Saint Augustine in Etiopia che la fotografa Elena Bellini ha documentato con i suoi emozionanti scatti. Un progetto nato principalmente dall’esigenza di assicurare il pane quotidiano a un gran numero di persone, ma anche un progetto in grado di garantire la formazione di panificatori locali, così da portare nuove competenze lavorative in quella terra, affinché in futuro il progetto possa autosostenersi senza il bisogno costante di aiuti che provengono da lontano. Una sfida interessante e ambiziosa che per il suo forte valore concettuale i frati hanno deciso di presentare anche in Italia in una delle piazze più famose, quella del Duomo di Milano. Per un’intera settimana i Missionari Cappuccini e un centinaio di panificatori oltre a numerosi volontari, hanno letteralmente invaso la piazza con profumatissimi prodotti da forno il cui ricavato è andato a finanziare l’avvio dei lavori. Il risultato è stato grandioso, la risposta entusiasta permettendo all’Etiopia di avere il suo nuovo panificio per tutte le persone che hanno bisogno. Il progetto è un vero e proprio esempio pilota di azioni che i Missionari Cappuccini hanno portato avanti da sempre in tanti luoghi del mondo con innegabile entusiasmo e tanta voglia di fare. Progetti che risolvono prima di tutto le necessità delle persone, ma incoraggiano anche uno sviluppo consapevole delle zone interessate mettendo in pratica l’antico proverbio: “Se dai un pesce a un uomo lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”. E i progetti dei Missionari Cappuccini sanno proprio FARE questo!
Puoi richiedere il calendario 2019 disponibile nel formato da parete (35×24) e nel formato da tavolo (15×10,5):
tel.02/3088042, e-mail: info@missioni.org o attraverso il sito www.missioni.org